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La legge è uguale per tutti, meno Fabio Ubaldi

Apprendiamo dalla stampa locale che il consigliere comunale Fabio Ubaldi non si è dimenticato di presentare la denuncia dei redditi. Rendere pubblici i redditi e la situazione patrimoniale è un obbligo per i pubblici amministratori fissato da una norma nazionale .

Il regolamento del consiglio comunale di Riccione prevede poi che in caso di mancata presentazione della documentazione richiesta al consigliere vengono sospesi i pagamenti dei gettoni di presenza. E così è stato nei confronti di Ubaldi.

A sollevare il problema è stata l’ex candidata a Sindaco del Pd Sabrina Vescovi, che aveva fatto notare la mancata pubblicazione da parte di alcuni consiglieri della denuncia dei redditi.

Ma Ubaldi non ci sta e fa sapere che, dopo aver consultato i soci, di aver deciso di non presentare alcuna dichiarazione dei redditi per “limitare questa esposizione nel loro rispetto soprattutto a fronte dello sciacallaggio che anche in questa circostanza qualche vecchia volpe non si è fatto mancare”.

Tralasciando le volpi vecchie o nuove, ciò che sorprende nelle parole del consigliere Ubaldi (già segretario comunale del Pd, già candidato a sindaco per il centrosinistra e poi capolista di Patto Civico) è il pensare di trattare le leggi dello Stato a suo uso e consumo. Non solo. Doveva sapere sin dall’inizio della sua candidatura che l’essere consigliere comunale comporta degli obblighi. Se non qualcuno non li condivide, può benissimo non candidarsi.

Per il resto, solo alcune annotazioni:

  • Il consulto dei soci d’affari non pare essere fra i motivi che la legge prevede per esimere i consiglieri comunali dall’obbligo della presentazione della denuncia dei redditi.
  • Conoscere dalla cronaca locale (per gentile concessione di Ubaldi) i suoi redditi del 2016 non interessa. In gioco c’è il rispetto delle norme e delle leggi dello Stato Italiano e del Comune di Riccione.
  • Il regolamento del Comune di Riccione prevede, per la mancata presentazione dei redditi, il blocco del gettone di presenza. Ma la legge nazionale prevede una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euro a carico del responsabile della mancata comunicazione.

Molto probabilmente a Ubaldi importerà poco anche di questo, ma i cittadini, questi stravaganti, in genere si aspettano che tutti i consiglieri comunali siano i primi a rispettare le leggi.

L’Arciunès

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