Home > Cronaca > La madre cerca il figlio per giorni. Era morto suicida a Rimini

La madre cerca il figlio per giorni. Era morto suicida a Rimini

“Condividete questo appello il più possibile, vi prego”. Sono le parole disperate di, Sara, la madre di Pasquale Andrea Leonardo, il giovane calabrese scomparso lunedì 15 ottobre. “Mio figlio ha 31 anni – scrive Sara nell’appello condiviso su Facebook – non ha soldi con sé né telefono, presumiamo gli siano stati rubati, è alto cm 1,63, portava con sé una borsa a tracolla color marrone, è magro, nella giornata in cui si sono perse le sue tracce si è mosso tra le stazioni di Como, Milano centrale, Bergamo e Bologna”.

Il 15 ottobre ha chiamato la famiglia per l’ultima volta da Bologna. “Sto tornando a casa”, le ultime parole. Non l’hanno più visto vivo. Quel giorno è morto suicida sotto un treno poco prima della stazione di  Rimini alle 22.30. Ma durante tutto questo tempo, fin dall’inizio delle ricerche, suo figlio è già morto. Il cadavere è in una cella frigorifera dell’obitorio di Rimini.

Contenuto sponsorizzato

Il 16 ottobre inizia il calvario della madre. Presenta una denuncia ai carabinieri di Reggio Calabria, mentre a mille chilometri di distanza si sa già che un ragazzo di 31 anni si è suicidato. C’è qualcosa che non torna, dice. Questo non è un comportamento da lui. Rivolge un appello pubblico a “Chi l’ha Visto?”, che prende a cuore la vicenda. Passano altri nove, tormentati, giorni. Il 25 ottobre una troupe della trasmissione di Rai 3 e la signora Sara arrivano in stazione a Bologna. Da dov’è partita l’ultima chiamata di Pasquale. Viene contattata la Polfer, che avvia velocemente le indagini. Quella stessa sera gli agenti hanno molto più di un tarlo: hanno capito che il ragazzo cercato dalla madre è lo stesso che si era tolto la vita il 15 ottobre.

Ieri, dieci giorni dopo la denuncia e undici giorni dopo la morte, la madre ha potuto riconoscere il corpo del figlio. E dice: “Non sono stata aiutata dai carabinieri di Reggio Calabria. Non avrebbe cambiato le cose ma non avrei passato dieci giorni in attesa di una risposta che mi sono dovuta andare a cercare da sola, e che ho avuto soltanto quando sono andata alla Polfer”. Da Repubblica Bologna

Scroll Up