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La movida scatenata, i ricorsi nel Pd, chi c’era dietro Gnassi, le candidature

Movida scatenata

Puntuale come ogni stagione arriva la richiesta dei rinforzi delle forze dell’ordine per la stagione estiva. Sono decenni che si va avanti in questo modo. Tanti gli impegni e le promesse di rafforzamento degli organici in modo permanente e non soltanto per due mesi estivi. Qualcosa è stato fatto, ma sotto le necessità. Quest’anno il problema pare ancora più urgente per la forte preoccupazione di come gestire le “movide” nella varie città costiere. La fine del lockdown, il passaggio in zona bianca, hanno dato spazio a vere e proprio “movide scatenate” con inevitabili problemi di ordine pubblico.

Il problema si è ulteriormente aggravato rispetto agli anni passati anche per gli spazi esterni assegnati ai pubblici esercizi, che in alcune situazioni hanno occupato intere parti dei nostri centri storici e delle zone turistiche ,con tutte le difficoltà di gestione del pubblico che ciò comporta. Inevitabili le richieste di maggiori controlli e presenze da parte delle forze dell’ordine. E’ tuttavia auspicabile anche un ritorno alla normalità, il prossimo anno, per gli spazi esterni concessi ai pubblici esercizi.

Il ricorso

Nei giorni scorsi ho presentato un ricorso alla Commissione di Garanzia sull’ampliamento dell’assemblea e direzione comunale del Pd di Rimini da 52 componenti (come approvato dal congresso nel 2017) a 75 dopo un ricorso fatto dal capogruppo del Pd Enrico Piccari. Io concordo con chi dice che “i problemi politici si affrontano con la politica”. Tuttavia in questo caso vi sono aspetti di carattere “giuridico” che debbono essere affrontati. Il ricorso fatto da Piccari (ha iniziato Piccari a far intervenire la Commissione di Garanzia Regionale) ha prodotto due risultati incredibili. Il primo la velocità di risposta. Al ricorso di Piccari, il presidente della commissione di garanzia regionale ha risposto in poche ore. Il secondo aspetto è di merito. Il presidente (senza convocare la commissione) “impone” per analogia ad altre situazione in regione che facciano parte dell’assemblea e direzione comunale ben 23 componenti di diritto. Un vero e proprio escamotage tecnico per modificare gli assetti congressuali e permettere un voto in direzione “drogato” a favore della candidatura di Sadegholvaad. Io ritengo che sia un errore, molto grave. E per questa ragione ho fatto il ricorso. I problemi politici non si risolvono con i ricorsi, ma neanche si aggravano con interpretazioni degli statuti del Pd.

Chi c’è dietro a chi

Da parte di chi non sostiene Emma Petitti si usa, spesso, un argomento che mi ha incuriosito. Dicono alcuni esponenti di primo piano: “dietro Emma Petitti c’è Melucci”. Evidente che viene detto in modo “dispregiativo”, per non usare altri termini. Colgo l’occasione per chiarire il mio punto di vista. Dietro Emma Petitti c’è solo lei. Una dirigente affermata negli anni capace di aggregare sul territorio e farsi stimare, come dimostrano le preferenze prese alle ultime elezioni regionali. Personalmente mi sono impegnato, pesantemente, solo per la candidatura di Gnassi nel 2010\2011. Chi diceva, allora, che dietro Gnassi vi era Melucci diceva la verità. Quelli convinti di candidare Gnassi a sindaco erano in pochi (non li cito per non metterli in imbarazzo). Non è un caso se le elezioni primarie sono state vinte per pochi voti e le stesse elezioni del 2011 sono state vinte al ballottaggio, con difficoltà. Ma questa è storia che riprenderò con più calma dopo le elezioni amministrative di ottobre. Ora continuo a fare l’osservatore, ovviamente con le mie preferenze, senza dover rendere conto a qualcuno di ciò che faccio. Consiglio anche di smettere di usare il termine corrente rivolto ad altri. Chi lo fa, sa benissimo che parla a nome della sua corrente.

Le candidature

Nel centrosinistra e nel Pd è tutto ancora da decidere, contrariamente a quanto si vuol far credere con qualche velina interessata inviata ai giornali. E’ chiaro a tutti che il sindaco Gnassi vuole la candidatura di Sadegholvaad. Questo era il suo intento fin dall’inizio. La ricerca del terzo candidato era solo per “accontentare” il presidente della regione Bonaccini, che aveva chiesto una soluzione terza rispetto ai due candidati del Pd. In realtà nessuno ci credeva. Infatti il candidato terzo non c’è.  Una soluzione Sadegholvaad inibirebbe anche, ogni possibile alleanza con i 5 Stelle. Tutto rinviato a sabato 19 giugno, dove mi auguro si trovi una soluzione unitaria nella riunione del Partito Democratico di Rimini.

Nel centrodestra la situazione non è migliore. L’unica certezza è la candidatura di Lucio Paesani, già in campagna elettorale da settimane. Il resto sono solo nomi che circolano senza molto fondamento. La candidatura di Gianni Indino, presidente della Confcommercio e presidente del Centro Agro Alimentare, viene considerata troppo vicina al sindaco uscente Andrea Gnassi. Alla fine decideranno all’ultimo momento e dopo il centrosinistra.

Lucio Paesani con il senatore Antonio Barboni

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