Home > Politica > La politica è l’arte del possibile ma a Riccione anche dell’impossibile

La politica è l’arte del possibile ma a Riccione anche dell’impossibile

La politica riccionese non risparmia mai colpi di teatro. Anche in questo inizio di inverno, dove dilagano le polemiche su come è tenuta la città, sulle politiche degli eventi, sul turismo che si chiude con una stagione dalle molte ombre e poche luci, la politica, quella dei partiti e delle liste, non rimane a guardare e si presenta con un’operazione che pochi pensavano possibile.

A Riccione con una conferenza stampa, scompaiono dal consiglio comunale due gruppi di eletti nel 2018: Patto civico che aveva raccolto il consenso del 12,84% (15,86% le due liste a sostegno del candidato Conti) e il MoVimento 5 Stelle che aveva preso il 13,90%. Insieme le due liste rappresentano un quarto degli elettori riccionesi, circa 5 mila voti. Una bella responsabilità, per altro come si dice in questi casi, con una fusione a freddo fatta dai vertici e pochi amici al bar di due entità finora a dir poco distanti, come dimostrano soprattutto i commenti di elettori dei 5 Stelle sui social.

Ma i coup de théâtre non si fermano alla creazione del nuovo civismo riccionese, “Riccione Civica”, ma coinvolgono anche la nuova formazione politica di Matteo Renzi, Italia Viva. Mentre a Rimini i consiglieri di Patto Civico, capitanati dall’ex deputato di Forza Italia Sergio Pizzolante, stanno migrando, tutti, verso il partito di Renzi, a Riccione Patto Civico si spacca.

Fabio Ubaldi ha aderito a Italia Viva (a parole sostiene anche Riccione Civica, ma non aderisce al nuovo gruppo consigliare) mentre Carlo Conti abbandona Pizzolante e intraprende una nuova avventura politica. Il tutto, si dice nei corridoi, in vista delle prossime elezioni amministrative. Si racconta che è già pronto il candidato a sindaco, anzi la candidata a sindaca. Una personalità impegnata nel turismo e nelle politiche congressuali già candidata, nel passato,  a consigliere comunale (il nome lo lasciamo alla libera interpretazione dei lettori).

Il Pd è impegnato ad incalzare la giunta Tosi sui temi, meno interessato (almeno ufficialmente) ai giochi di palazzo. Non si segnalano uscite di importanti esponenti del Partito Democratico in direzione di Matteo Renzi o di Carlo Calenda. La presenza di Fabio Ubaldi frena qualsiasi ardore di cambiare casacca. Tutto dipenderà, per il Pd, da cosa succederà alle prossime elezioni regionali. Le quattro candidature provinciali Dem sono definite da tempo, manca l’ufficialità che arriverà martedì  19. I candidati sono Emma Petitti, Nadia Rossi, Giorgio Pruccoli e Alessandro Belluzzi (segretario del Pd di Cattolica). Dipenderà il risultato elettorale della lista del Pd ed anche il gioco delle preferenze, per futuri equilibri interni.

Permangono interrogativi di cosa succede con la nuova lista civica riccionese. Mentre il Patto Civico riminese vedrà suoi esponenti nella lista del Presidente Bonaccini, non sarà così a Riccione. La nuova lista “Riccione Civica” guarda esclusivamente a Riccione. L’unico dubbio è cosa farà Ubaldi. Entrerà nella lista del presidente Bonaccini? La risposta tra qualche settimana.

L’Arciunés

Scroll Up