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La questura va all’asta. 10 milioni per l’acquisto e altri 9 milioni per sistemarla.

E’ stata fissata la data per la vendita all’asta della questura di via Ugo Bassi la cui proprietà è stata dichiarata fallita nell’agosto del 2016.

L’asta è per il 15 febbraio, sarà senza incanto (Per partecipare a un’asta immobiliare senza incanto occorre presentare un’offerta d’acquisto in busta chiusa – segreta e irrevocabile – presso la cancelleria del tribunale indicando in particolare: prezzo, modalità e tempistiche di pagamento. NdR) ed ha un prezzo base di 10 milioni di euro. Le offerte debbono essere presentate entro il 14 febbraio alle ore 13.

L’asta è il primo passo per poter, finalmente, mettere a disposizione della città e delle forze dell’ordine la “nuova” questura, terminata nel 2003 e mai utilizzata per un contenzioso sull’importo dell’affitto tra la proprietà che ha realizzato l’edificio (società DA.MA) ed il Ministero degli Interni. Nonostante vari tentativi non si giunse mai alla stipula del contratto di affitto. Nel frattempo la struttura è stata oggetto di numerosi atti di vandalismo e versa in condizioni pessime.

La soluzione che ora si prospetta con l’avvio delle procedure di vendita è quella di un’acquisizione da parte dell’Inail. Infatti nella Legge di Bilancio del 2016 è stato previsto che gli istituti di previdenza, quindi Inail e Inps, possano usare fino al 5% delle risorse che hanno per acquistare strutture con finalità di interesse pubblico, come nel caso dello stabile di via Ugo Bassi.

Questa soluzione è prevista anche nel “Patto per la Sicurezza” firmato dal Ministro Minniti, dal Prefetto, dal Questore e dai sindaci del territorio il 15 dicembre scorso a Rimini. In particolare è previsto il trasferimento entro il 2020 degli uffici della Questura, della polizia stradale e di una nuova struttura della Guardia di finanza.

La base d’asta come detto è di 10 milioni di euro e nella documentazione che è stata allegata vi è anche una perizia dell’investimento necessario per ripristinare la struttura e gli impianti devastati negli anni da atti vandalici e dall’incuria. La perizia indica una cifra importante per il ripristino: 8,8 milioni di euro. D’altra parte l’elenco dei danni è notevole ed unito alla dimensione degli immobili ( circa 23 mila mq) si arriva alla cifra della perizia.

Ora si tratta di vedere come andrà la prima asta.

L’Inail (ma anche eventuali investitori privati) dovranno valutare se i costi dell’acquisto (10 milioni di euro) e quelli del ripristino ( circa 9 milioni di euro) potranno essere ammortizzati negli anni con le entrate dell’affitto che il Ministero degli Interni è disposto a pagare. La perizia stima un affitto di 1,6 milioni di euro per rendere economico l’investimento.

E’ possibile che la prima (e non solo) asta vada deserta.

Ma quello che è importante in questo avviso di asta da parte del tribunale è l’inizio di un percorso che porterà in un tempo ragionevole all’utilizzo della struttura e alla fine di un disagio per tutta la città.

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