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La Rimini “Dalla parte degli ultimi”: che in un anno sono aumentati di un terzo

Di questi tempi avere una sala piena per un incontro programmato in una fredda e piovosa serata invernale, non è cosa da poco. E neanche che la gente rimanga lì per tre ore, intabarrata in giacche a vento, berrette e guanti a causa del riscaldamento attivato in ritardo. Che poi le stesse escano sorridenti, visibilmente soddisfatte per aver partecipato, molte attivamente, a questo incontro, sa di “miracolo”.

Del resto, essendo la cattolicissima Caritas protagonista della serata, questo ci potrebbe anche stare. Battutaccia a parte, “Dalla parte degli ultimi”, organizzato dal Circolo Gramsci riminese in collaborazione con Articolo 1 e il circolo PD di via Euterpe, ha avuto il merito di far riflettere su uno dei temi più sensibili dei nostri tempi. Quello della povertà. In crescita esponenziale, frutto di una tempesta perfetta: crisi pandemica, ambientale, energetica e guerra in Ucraina. Rimini ne è dentro. Il diffuso benessere economico non la sta salvando da questa piaga.

Mario Galasso, Direttore Caritas diocesana

I dati, supportati da toccanti testimonianze raccontate da Mario Galasso, direttore dell’associazione diocesana, non lasciano spazio a dubbi in proposito: nell’ultimo anno sono 561 le persone senza dimora che si sono rivolte alla struttura, 74 persone ospitate per 801 notti nella sede di via Madonna della Scala, 83.087 i pasti somministrati nelle mense, a domicilio ai nonni e agli ammalati non autosufficienti, 966 le persone che si sono rivolte alla Caritas riminese, con un inquietante 32% che non l’aveva mai fatto. Dei 966 il 48% ha un’età compresa tra i 45 e 64 anni. E il 34, 3% sono nostri concittadini. Che hanno perso il lavoro. Altri la casa, causa vicissitudini varie tra cui il divorzio.

Ma non solo i numeri spaventano. La povertà va a braccetto con la solitudine. Chi è povero è solo. Ed ha come uniche compagne, se tali possono essere chiamate, la disperazione e la fame. Inoltre le situazioni di povertà sono sempre più complesse e richiedono un approccio personalizzato e razionalmente strutturato. Con progetti articolati e specifici come il Volontariato di Prossimità. Il Giro Nonni, l’Emporio Solidale, l’ambulatorio “Nessuno Escluso” il Fondo per il Lavoro…e altri ancora..

Già… ma che c’entra tutto questo con una associazione culturale, due partiti come Articolo 1 e PD di chiara matrice ideologica di Sinistra? C’entra eccome! Specie se uno di questi tre soggetti, il PD, è alla ricerca di una sua identità. Capace di fargli ritrovare quel sentiero perduto sul quale per tanti decenni ha guidato quegli ultimi di cui, esso stesso, in gran parte era composto. Nella epifanica catarsi della serata, che ne ha caratterizzato il pathos, abbiamo preso coscienza che non c’è un VOI e un NOI. Con coraggio, speranza e intelligenza si può e si deve collaborare nella comunità in cui viviamo, percorrendo INSIEME quel comune sentiero a cui prima si accennava.

Giorgio Grossi

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