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La nuova Rimini che scrive

Rimini ha salutato l’estate e accolto l’autunno, stagione ideale per ritrovarsi tra le mani un buon libro mentre la pioggia bussa sulle finestre insieme alla caratteristica nostalgia che la contraddistingue.

Rimini è anche la culla di molti scrittori che, partendo dalla riviera romagnola, hanno portato tanti lettori a viaggiare lontano, come solo una bella storia sa fare.

Marco Missiroli ha dato alle stampe la sua ultima fatica editoriale “Atti osceni in luogo privato” nel 2015 per la Feltrinelli, un romanzo che è stato definito la sua opera più matura. In questi mesi il libro ha preso forma come concerto reading, con l’interazione tra un cantautore e alcuni attori, e diventerà anche un film.

E a cosa sta lavorando Missiroli in questo momento?

«Per quel che riguarda la narrativa ho bisogno di prendere tempo – racconta lo scrittore riminese –. Sto lavorando alla sceneggiatura del film per capire come adattarlo al meglio, mentre per affrontare altri progetti sento necessario un periodo di silenzio per fare depositare il mio ultimo romanzo. Inoltre non mi fido tanto degli scrittori che pubblicano troppo spesso. In mente ho una storia per bambini che potrebbe avere le illustrazioni di un’altra riminese, Alice Barberini, ma ancora è solo un’idea. Nel frattempo “Atti osceni in luogo privato” è uscito in Francia con il titolo “Mes impudeurs” (tradotto le mie impudicizie) e una copertina diversa, seppure fosse un tratto molto caratteristico del libro. Si prepara ora per visitare con vari progetti Chicago, Israele, la Spagna, la Germania e le zone asiatiche».

marco missiroli

Marco Missiroli

Lorenza Ghinelli ha vinto quest’estate con grande soddisfazione il premio Lucia Prioreschi e sta continuando a presentare in giro il suo libro “Almeno il cane è un tipo a posto” (Rizzoli, 2015) in attesa di pubblicare il suo nuovo lavoro previsto per il prossimo giugno, che al momento resta ai più una sorpresa.

Anche Michele Marziani quest’anno ha presentato un nuovo lavoro, “Il pescatore di tempo” per la Ediciclo editore, partendo da questa riflessione: «L’acqua dolce, quella dei laghi, ma soprattutto quella dei fiumi e dei torrenti, ha un odore uguale ovunque, un odore che entra nelle narici e conferma quello che da sempre si cerca su quelle sponde. La libertà. Pescare è una pratica, prima ancora che un sentimento. Ma spesso si diventa pescatori perché si prova a risolvere un enigma che non ha soluzione: per entrare nel mondo che sta sott’acqua si va a caccia dei suoi abitanti. Più ci si innamora di quel mondo, più ci si rende conto della contraddizione: si cattura, spesso si uccide l’oggetto del desiderio. Si vive e si risolve in se stessi il dilemma dell’amore e della morte. La risposta non la troveremo mai, ma ci accompagnerà per sempre nelle narici quell’odore misto di acqua e di vita».

Insieme a Michele Marziani il giornalista Stefano Rossini ha compiuto nel 2007 un viaggio sul Po che poi si è trasformato di recente nel suo primo romanzo, dal titolo “Podissea” (Antonio Tombolini Editore), candidato al Premio Augusta. «Nel romanzo il viaggio ruota attorno a uno strano evento dell’infanzia del protagonista Marco Alieni: la visione di uno storione d’argento, esemplare ormai scomparso, creatura mitologica e fantastica. Marco decide di intraprendere un viaggio sul Po alla scoperta del misterioso abitante del fiume insieme a un amico giornalista, a un ragazzo svedese finito in Italia quasi per errore e a una salama da sugo parlante. Dopo mille peripezie i protagonisti approderanno nell’isola Serafini per il gran finale, osservati dall’alto da Dio e Lucifero che si divertono a scommettere sulle loro sorti», spiega l’autore.

Stefano Rossini

Stefano Rossini

Sara Ceccarelli si è invece concentrata sulla figura di Anna Maria Mozzoni (Panozzo editore, 2015), una donna che si è battuta per altre donne. Il Risorgimento e l’Unità d’Italia fanno da sfondo alla vicenda di Anna Maria Mozzoni, una donna lombarda che con tenacia e determinazione dedicò la propria vita alla causa femminile per contrastare la struttura patriarcale della società italiana. In un periodo nel quale la donna non aveva alcun diritto, l’efficacia dell’istruzione e l’apertura a nuove idee dimostrano che, anche se la strada è dura e lunga da percorrere, niente è impossibile. «Dall’incontro con la cantautrice riminese Chiara Raggi è nata poi l’idea di scrivere un libro a quattro mani – spiega Ceccarelli –. Il mio testo sarà accompagnato dalle sue canzoni e lo scopo è presentare Rimini da un nuovo punto di vista culturale che la valorizza per le sue relazioni sociali e non solo per gli aspetti turistici. Insieme a noi anche il fotografo Francesco Presepi, vincitore del premio Nott’Arte a San Marino».

Sempre legata alla nostra città è la ristampa del libro sull’Isola delle Rose a cura di Giuseppe Musilli per NFC, previsto per la fine dell’anno. «La prima edizione del testo era uscita insieme al film di Stefano Bisulli e Roberto Naccari, scritto da me insieme ai registi e a Vulmaro Doronzospiega Musilli –. Ora vorremmo arricchirlo aggiungendo da una parte tutte le interviste rimaste fuori in fase di montaggio e dall’altra ciò che il successo di questo fenomeno ha scatenato in diversi ambiti (dalla narrativa all’architettura). Inoltre avrà anche una nuova veste grafica con un apparato iconografico molto ricco».

Tra i desiderata di Federico Maria Muccioli e Vera Bessone c’è la volontà di raccontare luoghi caratteristici di Rimini alla maniera di Giampaolo Dossena ne “I luoghi letterari: paesaggi, opere e personaggi” partendo da Dante fino a riferimenti contemporanei.

Flavia Semprini Cesari è vicina invece al mondo della fiaba e dopo il suo primo libro, “Tu ed Io: Noi”, (Guaraldi, 2014) ha in cantiere un’altra storia (“Città blu indaco”) che anche questa volta sarà illustrata da Ketty Lampredi, ma forse alzerà un po’ il target perché passerà dal mondo dell’infanzia a quello dell’adolescenza. La poesia viene infine valorizzata sul territorio da “Parco poesia” (www.parcopoesia.it) e dal “Premio Rimini”, curati da Isabella Leardini.

Tu ed Io Noi_Flavia Semprini Cesari

L’immagine di “Tu ed Io Noi” di Flavia Semprini Cesari

«Con un lavoro continuo e annuale abbiamo modo di scoprire nuovi talenti e di far loro incontrare grandi maestri – spiega Leardini –. Un’occasione senz’altro rara e importante. Il mio desiderio è che si venga a costituire un vero e proprio centro di poesia, un luogo anche fisico come laboratorio di formazione, energia e passione. Sul territorio mi piacerebbe inoltre, accanto al lavoro che svolgo nelle scuole, avvicinarmi ad altri ambiti legati al sociale, così come avviene a Bologna con il progetto dell’Ospedale Sant’Orsola e del Centro di Poesia Contemporanea “Le parole necessarie” a cui ho preso parte l’anno scorso».

Isabella Leardini

Isabella Leardini

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Irene Gulminelli irene.gulminelli@delficomunicazione.it

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