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La rivincita delle corna d’agosto

Sul podio degli argomenti più tipici della stagione, nei supplementi estivi dei quotidiani o nei servizi «costume e società» dei telegiornali, corna e tradimenti estivi contendono la medaglia d’oro alle strategie anti-caldo e all’abbandono dei cani ai caselli autostradali. Solo la pandemia era riuscita a sospendere per due anni una secolare epopea di trasgressioni vacanziere che inizia con le dissolutezze dell’imperatore Tiberio nella sua villa di Capri, passa per la Trilogia della villeggiatura di Goldoni e trionfa nella cinematografia da Quando la moglie è in vacanza fino ai cinecocomeri dei fratelli Vanzina, con sullo sfondo il ciuf-ciuf del mitico «trenino dei cornuti», ovvero il convoglio che la domenica sera riportava in città dalle spiagge i mariti che si erano ricongiunti alle mogli per il fine settimana, strappandole temporaneamente alle braccia nerborute dei bagnini. Quest’anno sono tornate le vecchie peccaminose abitudini: a quanto pare la convivenza forzata ha riacceso la voglia di cambiare menù nell’alcova. Anzi, di cambiare proprio chef, tipo di cucina e ristorante, almeno in agosto.

E si capisce. Come un ayatollah iraniano, il coronavirus è stato l’arbitro della nostra salute fisica e morale, ha obbligato uomini e donne a coprirsi il viso e a lavarsi ritualmente le mani prima di fare qualunque cosa, ci ha prescritto la rinuncia a cinema, teatro, viaggi e divertimenti, ha ristretto la nostra affettività a congiunti e parenti stretti. Come se non bastasse, dal marzo 2020 l’emergenza Covid ha radunato nelle camere da letto degli italiani tutti e quattro i cavalieri dell’Apocalisse del sesso coniugale e monogamico in genere: Abitudine, Stanchezza, Problemi economici e Bambini nei paraggi. Gli adulteri e le peccatrici al massimo potevano concedersi tête à tête clandestini su Zoom, romantici, ma più asettici ed esasperanti dei colloqui nel parlatorio di un carcere.

Niente di strano se la prima estate di libertà diventa una specie di rito bacchico di rinascita, facilitato da app come Tinder o Gleeden, dove l’ultima cosa che guardi è se il o la partner ha anelli al dito e date di nascita di uno o più figli tatuate sull’avambraccio. La diffusione degli alberghi day-use, poi, risparmia ai fedifraghi le miserie dei vecchi albergacci a ore, dei sedili ribaltabili e dei finestrini appannati, delle camporelle con guardone incombente.

Insomma, se non si è tanto scervellati o travolti dalla passione da dimenticare le più elementari precauzioni, compresa quella di rendersi irreperibili zittendo cellulari e dispositivi vari, bisogna ammettere che l’adulterio non è mai stato così facile e occultabile. Tutto considerato, e tenendo conto degli arretrati in fatto di corna, la percentuale dei traditori, che un sito per incontri clandestini indica solo nel 60 per cento degli adulti con relazioni stabili, sembra modesta. Oltretutto un sito per incontri clandestini avrebbe tutto l’interesse a gonfiare la platea dei cornificatori/trici anche fino all’80 per cento, tanto per mettere al 20 per cento di santarellini/e il dubbio che forse si stanno perdendo qualcosa di divertente, facile e alla fin fine innocuo, o che, peggio ancora, probabilmente il loro compagno fa parte dell’80 per cento. Oppure chissà, il 40 per cento virtuoso è composto di veri libertini, che conoscono la regola aurea dell’ adultero doc: negare, negare sempre, anche nei sondaggi.

Lia Celi
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