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La Romagna ama le oBike, record di corse a Rimini

Rimini e Ravenna meglio di Milano, di Torino e di Roma. Le oBike, nate in Cina, in Italia stanno trovando il loro habitat ideale sulla riviera romagnola. Dove però l’idea ha subito un’evoluzione: da strumento nato per i pendolari delle metropoli, a servizio per i turisti. E così nei primi due mesi dell’esperimento, partito il 22 marzo a Rimini, seguita il giorno dopo da Ravenna, sono state ben 35 mila le corse, quasi 7 mila gli utenti, mentre le bici giallo-grigie sono ormai 2.700 e fanno già parte del panorama di queste parti. Nella sola Rimini nel mese di maggio le oBike sono state usate più che a Torino, mentre fuori dal primo conteggio è rimasto il weekend appena trascorso, quello con le 270 mila presenze di Rimini Wellness e i vacanzieri del ponte del 2 giugno.

I primi risultati sono stati commentati oggi a Rimini da Emanuele Burioni, direttore APT Servizi; Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini e Presidente Destinazione Romagna; Roberta Frisoni, assessore alla Mobilità Comune di Rimini; Giacomo Costantini, assessore al Turismo Comune di Ravenna; Patrizia Rinaldis, presidente AIA Rimini; Andrea Crociani, responsabile oBike Italia.

“Il bike sharing tradizionale non funzionava – ha riconosciuto Roberta Frisoni – troppe rigidità, con quel dover prendere e restituire la bici solo in punti ben precisi, magari lontani dalla propria destinazione”. Invece oBike è un servizio di bike sharing in modalità “free floating”, cioè senza troppi vincoli, grazie ad una app che permette perfino di individuare le aree pubbliche più idonee al parcheggio “in modo tale da non ostacolare gli altri ed il normale flusso del traffico”.

Le oBike fino a oggi disponibili attualmente presente in 6 comuni della costa: oltre Ravenna e Rimini, Cervia, Riccione, Cesenatico e Misano Adriatico; Bellaria firmerà a giorni per entrare nel gruppo, mentre Cattolica per ora resta alla finestra. A Rimini le 1.000 biciclette hanno già totalizzato 15 mila corse, a Ravenna sono state 8.500 con 800 mezzi; Riccione, partita un mese dopo, con 200 oBike ha toccato quota 2 mila corse, mentre Misano è a 1.100 con 150 bici, ma disponibili solo dal 4 maggio.

La chiave di tanto successo è nelle caratteristiche del luogo, pianeggiante e dove il pedale è già molto praticato. Ma soprattutto nell’incrocio con le esigenze degli albergatori, che hanno subito inserito il servizio nei loro pacchetti e noleggiato consistenti flottiglie di bici: uno sviluppo non previsti dagli ideatori asiatici della piattaforma, che quindi proprio in Romagna ha trovato una declinazione made in Italy.

Romagna virtuosa anche dal punto di vista degli utilizzatori: pochissimi i casi di danneggiamento (più frequenti invece a Torino), nessuna denuncia per furto (piuttosto numerose a Roma). Tanto che la cauzione che si doveva versare al momento del noleggio è stata abolita. Invece, le richieste continuano ad aumentare e si sta valutando un “rinforzo estivo” per i mesi di luglio e agosto con un contingente di ulteriori 1.600 unità.

Addirittura, l’assessora Frisoni registra un civismo quasi eccessivo, con decine di segnalazioni  di cittadini che credono che questa bici siano abbandonate, offrendosi perfino di ospitarle nel proprio box in attesa che il proprietario venga a riprendersele. “In realtà – sottolinea Crociani di oBike – questi veicoli non sono mai abbandonati”, perché rintracciabili grazie al loro chip. E anche poco appetibili per i ladri, con i loro 20 kg di peso, le gomme piene e  caratteristiche che le rendono uniche e facilmente riconoscibili.

Andrea Gnassi ha anche annunciato la prossima nascita di “Romagna bike”, brand e cartellone unico che riunirà tutte le iniziative in qualche modo legate alla bicicletta, dalle reti di piste ciclabili alle mete, dalle gare agli eventi. Non ultimo, l’Italian Bike Festival alla Fiera di Rimini dal 31 agosto al 2 settembre.

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