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Il libro "La politica a San Marino. Guida agli archivi dei partiti e delle personalità politiche" Aacura di Luca Gorgolini e Stefano Vitali


La storia si scrive ormai con il digitale: che la farà scomparire


24 Giugno 2024 / Paolo Zaghini

“La politica a San Marino. Guida agli archivi dei partiti e delle personalità politiche”
A cura di Luca Gorgolini e Stefano Vitali
Centro Sammarinese di Studi Storici

Questa pubblicazione, importante per la conoscenza della storia dei partiti e di alcuni dei principali protagonisti delle vicende politiche sammarinesi del Novecento, si conclude in realtà guardando agli scenari futuri. Se è fondamentale digitalizzare archivi cartacei esistenti e metterli in rete (e non sto parlando solo di San Marino), la vera domanda è su quali documenti gli storici lavoreranno per scrivere la storia politica dalla fine degli anni ’90 in poi?

E’ una domanda che mi pongo da tempo in quanto ormai è qualche decennio che lavoro per raccogliere, organizzare, preservare gli archivi della politica riminese. Ed è sulla base di queste carte che ho potuto scrivere nel corso degli anni alcuni volumi sulla storia del PCI riminese e i tanti articoli su fatti, personaggi, vicende politiche che dal 2016 in poi ho pubblicato su Chiamamicitta.it. Ma dagli anni ’90 in poi la politica sembra non passare più attraverso la carta: l’avvento del digitale ha completamente trasformato le modalità dell’organizzazione della politica. Le convocazioni delle riunioni non avvengono più in forma cartacea, ma per e-mail e sms; i documenti politici si trasmettono per vie digitali; gli incontri avvengono su zoom; le discussioni si fanno su Facebook e così via. La vita interna dei partiti è stata stravolta e il lavoro futuro degli storici politici sarà arduo.

Dunque da una parte la digitalizzazione degli archivi esistenti ha sollecitato “quella filosofia di pensiero che considera la digitalizzazione un mezzo capace di realizzare di per sé una diffusione ampia, capillare e tendenzialmente universale del sapere, ma i rischi di una tale visione sono evidenti. Da un lato il pericolo è che l’utente preferisca ‘fare da sé’, raccontando la ‘sua’ storia”. Inoltre “il venir meno sul web dell’intermediazione di quelle figure professionali che consentono un accesso critico e consapevole ai documenti del passato rischia di alimentare un discorso a forte caratterizzazione narcistica”.

E poi c’è il problema dell’oggi e del futuro di dove e come la conservazione dei documenti dei partiti avvenga e avverrà. Quello che i tecnici chiamano gli “archivi nativi digitali”. “La classe politica deve essere consapevole che un atteggiamento ‘passivo’ avrà come effetto la perdita di questa enorme quantità di materiale digitale”. La Introduzione di Stefano Vitali, sovrintendente dell’Archivio centrale dello Stato italiano sino al 2021, si conclude così. “In realtà, per organismi come i partiti politici sammarinesi il rischio è che in un futuro prossimo non si possa più fare ciò di cui questo censimento cerca di contribuire a porre le condizioni, non si possa cioè studiarne la storia attingendo alle fonti documentarie sedimentatesi nel corso della loro esistenza e conservate come testimonianza della loro attività e della loro stessa identità”. Ma queste considerazioni possono tranquillamente valere anche per l’Italia.

La Guida, realizzata all’interno di un progetto di ricerca 2021-2023 dell’Università di San Marino, presenta le schede di trenta fondi archivistici di partiti e personalità politiche conservati presso nove diversi soggetti, di natura pubblica e privata, della Repubblica di San Marino. Una documentazione rintracciata nel corso di un censimento promosso dal gruppo di ricerca, composto da archivisti e storici, incaricato dall’Università di San Marino di favorire un dibattito pubblico sulla difficile condizione in cui versa la parte più consistente di questa documentazione e sui possibili interventi che debbono essere messi in atto per migliorarne la conservazione, consentendo al tempo stesso la sua pubblica fruizione e consultabilità. Le schede sono introdotte e accompagnate da alcuni interventi che approfondiscono i tratti salienti della storia recente dei partiti politici sammarinesi e i caratteri di fondo della documentazione da essi prodotta; che definiscono lo status giuridico di questi archivi, le norme e le pratiche per l’archiviazione digitale di questi materiali; che passano in rassegna le esperienze più significative, nel caso italiano, di digitalizzazione e inserimento on line del patrimonio documentale accumulatosi nel secolo scorso.

Gran parte della documentazione sammarinese conservata parte dal dopo guerra. Prima c’è poco: le carte di Ezio Balducci (1921-1957) presso l’Archivio di Stato, quelle di Pietro Franciosi (1889-1935) presso la Biblioteca di Stato, quelle della famiglia Gozi (18.secolo-anni ’60 20. secolo) conservate privatamente. Fra parentesi le date di inizio e di fine delle carte conservate.
C’è, come rilevano anche i ricercatori, una maggiore attenzione alla conservazione delle carte da parte dei partiti e degli uomini di sinistra, pur nella loro continua frammentazione organizzativa. Molto meno per quanto attiene la Democrazia Cristiana, che pure per la sua storia è elemento centrale della vita politica sammarinese dal 1945 ad oggi.

Presso l’Associazione Amici Casa del Popolo sono conservate le carte del Partito comunista sammarinese (1941-1990) e del Partito progressista democratico sammarinese (1990-2001) e l’archivio personale di Umberto Barulli (1956-1993); presso la Fondazione Oltre sono presenti le carte di Sinistra Unita (2006-2017), Rifondazione comunista sammarinese (1992-2012), gli archivi privati di Vanessa D’Ambrosio (2003-2017) e Francesca Michelotti (2006-2016); presso il Partito dei socialisti e dei democratici (PSD) sono conservate le carte del Partito dei socialisti e dei democratici (2003-2017), del Partito dei democratici (2001-2005), del Partito socialista sammarinese (1943-2005), del Partito progressista democratico sammarinese (1991-2001), dei Socialisti per le riforme (1996-2001), del Movimento Democratico (1990-1998), del Partito socialista democratico indipendente sammarinese (1957-1973), del Partito socialista unitario (1974-1991); presso la Fondazione XXV marzo sono depositate le carte dell’Associazione Manifesto per una cultura riformista (1997-2001) e gli archivi personali di Antonio Carattoni (1969-anni ’90), Pio Chiaruzzi (1964-2001), Emilio Della Balda (1957-1984), Gino Giacomini (1950-1999), Giuseppe Maiani (1951-2006), Alberto Mino (1949-1979), Mario Nanni (1951-1998), Giordano Bruno Reffi (anni ’60-1998).

Presso il Partito democratico cristiano sammarinese sono conservate le carte del Partito democratico cristiano sammarinese (1947-2023) e quelle dei giovani democratico cristiani (1959-2023).

Infine presso Repubblica futura dono conservate le carte di Alleanza popolare (1993-2017) e quelle di Unione per la Repubblica (2011-2016).

Il grande storico francese Marc Bloch affermava che “i documenti non saltan fuori, qui o là, per effetto di chissà quale imperscrutabile volere degli dei; la loro presenza o la loro assenza sono determinate da cause umane”. Grande verità.

Paolo Zaghini