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L’albergatore di Rimini si difende: “Le ucraine che hanno pagato non erano rifugiate”

“Queste persone non chiedevano asilo ma erano qui di passaggio”.  Lo dice Corrado Della Vista al TGR Rai dell’Emilia Romagna, parlando delle tre donne ucraine che hanno pagato 60 euro a notte nel suo Eurohotel di Miramare.

Della Vista è vice presidente di Riviera Sicura, associazione che finora ha accolto a Rimini accolto gratuitamente oltre mille rifugiati. Quelle tre donne, mamma figlia e nonna, scappavano dalla guerra come gli altri e lo si sapeva, ma “non erano rifugiate, non erano persone che avevano necessità di camere gratuite, anche perchè hanno rifiutato la camera all’Hotel Brenta”, dice Della Vista intervistato da Serena Biondini, riferendosi alla struttura di Viserbella il cui titolare Eugenio Barone il 5 marzo ha messo a diposizione dei profughi 63 stanze gratuite, utilizzando anche un altro suo albergo.

Domenico Morra dell’associazione Italia-Ucraina aveva pensato di sistemare le tre donne nell’hotel San Paolo sempre a Miramare, dove Della Vista sta ospitando gratuitamente un centinaio di profughi, “ma la Prefettura gli ha imposto di non aggiungerne altri, così ha proposto alle donne una camera a pagamento”, spiega il servizio Rai.

“Il signor Morra ci ha detto che queste erano persone benestanti e che comunque alle sei di sera non avevano un posto dove andare, erano disposte anche a pagare. Abbiamo accettato la prenotazione come si accetta un turista normale. Tant’è, tengo ad aggiungere, non sono negli elenchi dei rifugiati”, sottolinea Della Vista. Le tre donne si sono fermate quattro notti a Miramare prima di lasciare l’hotel.

“Fino a che abbiamo potuto non abbiamo fatto pagare nessuno. Sfido chiunque in Italia che accolga privatamente 140 persone al giorno in pensione completa per quaranta giorno e poi ne parliano”, afferma l’albergatore.

Corrado Della Vista gestisce a Rimini il gruppo “Devira Hotels Group” con 5 strutture alberghiere, un’agenzia viaggi, un’azienda di noleggio veicoli, un bar, un residence e una tavola calda. In estate arriva ad avere circa 90 dipendenti. Nel 2018 aveva sfidato Patrizia Rinaldis per la presidenza dell’Associazione Albergatori di Rimini, uscendo sconfitto per pochi voti. Nel maggio 2020 si era poi dimesso da consigliere dell’AIA.

Il 29 marzo scorso Riviera Sicura ha querelato per diffamazione Patrizia Rinaldis per le sue affermazioni sulla gestione dei profughi da parte di alcuni albergatori, rilasciate in un’altra intervista Rai.

 

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