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L’ANPI APPARTIENE A TUTTI NOI

L’Associazione Nazionale Partigiani, l’ANPI, da tempo ha deciso di votare al prossimo referendum sulle modifiche costituzionali NO. Lo ha deciso nel corso dell’ultimo Congresso Nazionale, dopo aver votato documenti in tal senso in tutti i Congressi provinciali. Aprendo il sito dell’ANPI Rimini la testata dice: VOTIAMO NO per contare di più.

E qui nasce il problema. Per contare di più? Non mi sembra. E lo dico io che sono stato l’unico a votare contro al Congresso Comunale e Provinciale dell’ANPI riminese alla scelta bloccata del NO. Perché su un tema così delicato, che divide, un’associazione plurale come è l’ANPI deve decretare che chi non è d’accordo è fuori da questa Associazione? Come è successo a Bologna e in altre parti d’Italia.

Mi permetto dunque di ribadire che l’ANPI è anche mia, nonostante che voterò SI. Ho sostenuto in tutti questi anni, anche quando il confronto interno era duro e dividente, che l’ANPI è la casa di tutti gli antifascisti, un patrimonio di memoria e di valori per tutti. A Rimini nessuno mi ha cacciato, la vice-presidente comunale Silvia Zoli nella recente manifestazione del 16 agosto agli Agostiniani ha usato parole di confronto e non di scontro, pur ribadendo la sua scelta per il NO. Del resto non si può difendere la libertà e la democrazia cancellando libertà e democrazia al proprio interno. Mi auguro che il prossimo incontro/confronto di Matteo Renzi, segretario del PD, con Carlo Smuraglia, presidente dell’ANPI nazionale, possa rasserenare la discussione, pur nella diversità delle posizioni. Perché dell’ANPI in questi difficili momenti in Italia e in Europa di rigurgiti populisti, nazionalisti e fascisti abbiamo bisogno. La più ampia, la più includente, la più forte possibile.

Ricordiamo brevemente la storia di questa Associazione, nata il 6 giugno 1944 a Roma, mentre la guerra nel Nord Italia era ancora in corso. Divenuta, e tale è ancora oggi, Ente morale il 5 aprile 1945. Le finalità sono la tutela e la valorizzazione della memoria e dei valori della Resistenza. Il 14° Congresso, svoltosi nel 2006 a Chianciano, deliberò l’apertura dell’Associazione ai giovani e non più solo ai resistenti. Presidente dal 1947 al 2006 del’ANPI fu il ravennate Arrigo Boldrini, il mitico Comandante Bulow. Dopo di Lui dal 2006 al 2009 Agostino (Tino) Casali, dal 2009 al 2011 Raimondo Ricci, e dal 2011 ad oggi (confermato nell’ultimo Congresso Nazionale svoltosi a Rimini nel maggio scorso) Carlo Smuraglia.

Anche a Rimini l’ANPI si costituì subito dopo il passaggio del Fronte nel settembre 1944. Assieme al CLN l’ANPI fu protagonista del ritorno alla democrazia nelle nostre Città e guida delle prime amministrazioni pubbliche dopo il fascismo (sino alle prime elezioni per la elezione dei Consigli Comunali nel 1946). Guidata a livello provinciale per decenni da Decio Mercanti, Veniero Accreman, Vincenzo Mascia, Vittorio Vitali. Al suo interno nel dopoguerra militarono Guglielmo Marconi, vice-comandante dell’8. Brigata Garibaldi; Roberto Carrara, commissario politico della 5. Brigata Garibaldi; Attilio Venturi, responsabile militare dei GAP riminesi; Rosina Donnini, responsabile delle staffette femminili e tante altre decine di uomini e donne che diedero vita alla Resistenza riminese. Nella stragrande maggioranza comunisti, ma con presenze anche di socialisti e cattolici.

Il passaggio della responsabilità dell’ANPI riminese dall’ultimo Presidente partigiano Vittorio Vitali nel 2009, alla sua morte, al primo dei giovani antifascisti Daniele Susini (poi Maurizio Castelvetro ed infine oggi Giusy Del Vecchio) ha mostrato tutti quei problemi che recentemente Nando Piccari ha qui illustrato su questo nostro giornale online con la sua “cattiveria” da corsivista. Ma io non farò come Lui, non ho nessuna intenzione di lasciare l’ANPI. Anzi voglio lavorare per costruire assieme progetti futuri, sperando che novembre arrivi e passi presto, e non lasci dietro di sé solo macerie e impossibilità di costruire ancora percorsi con tutti, indipendentemente da chi sosterrà il SI o il NO (assieme agli ultimi testimoni ancora vivi di quegli anni terribili che abbiamo recentemente visto nel corso della cerimonia del 16 agosto per la consegna della medaglia del Presidente della Repubblica). E di vivere ancora momenti belli come quello del 21 dicembre 2005 quando la Città di Rimini consegnò all’ANPI il Sigismondo d’Oro, il massimo riconoscimento cittadino a persone e a associazioni che hanno ben fatto per i riminesi. E che mi si consenta infine di ascoltare, con amicizia ed affetto, ancora una delle tante storie che Valter Vallicelli, presidente dell’ANPI comunale riminese, dall’alto dei suoi 90 anni ama raccontarci (ed ancor di più ai ragazzi delle scuole riminesi).

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