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L’assessore regionale al Turismo Corsini alla Festa dell’Unità: “Lavoro giovanile nostra priorità”

Andrea Corsini da Cervia è da sempre uomo di politica amministrativa per il mare e il turismo, sebbene sia laureato in scienze forestali, e ora non più giovanissimo ha una figlia nuova nuova di 4 mesi. In Regione Emilia-Romagna è il nostro assessore al Turismo, anche con le deleghe a sviluppo della portualità a finalità turistica, qualificazione e sviluppo attività commerciali, tutela dei consumatori/utenti, consumo sostenibile, demanio marittimo.

Ragione per cui quando lunedì sera, lui disciplinatamente e in largo anticipo, è giunto alla Festa dell’Unità al Parco Ausa di Rimini prima del diluvio universale e della sospensione della serata di dialogo sul futuro del Turismo con Andrea Gnassi (rimasto bloccato fuori città) i volontari ne hanno approfittato per intrattenersi pacatamente insieme a lui per una piacevole cenetta… ed io una chiacchierata-intervista della quale il benessere del nostro mare, dunque anche la qualità del turismo, è stato protagonista, ovvio.

Dunque la tua figlia così “giovane” è un bello stimolo a guardare avanti?

“Certo il passato non mi attrae quanto il presente e il futuro. E guardo al Pd come speranza, nonostante dopo il 4 marzo siamo ancora fermi a quella sconfitta. Non credo che avremmo dovuto fare un governo coi 5Stelle, ma al tavolo per definire un’agenda ci saremmo dovuti andare, questo sì.”

E ora?

“Il lavoro equamente retribuito è libertà. La mia priorità è il lavoro giovanile: l’emergenza più importante da affrontare, anche se noi in Emilia-Romagna, come dicono gli indicatori andiamo meglio, la fascia tra i 18 e i 30 anni è ancora critica e ad alto rischio. In un rinnovato Partito Democratico questa è la priorità: il buon lavoro, la qualità del lavoro. I governi Renzi e Gentiloni hanno fatto cose importanti… un milione di posti di lavoro, che però non c’è stato il tempo di rendere stabile”.

Tuttavia è proprio il lavoro soprattutto nel turismo ad essere nell’occhio del mirino: per lavoro nero, sottopagato, non garantito e sfruttato.

“E’ vero. Dobbiamo regolarizzare il lavoro nel turismo. Per questo a settembre apriremo un tavolo coi sindacati e l’assessorato al lavoro. Purtroppo negli ultimi anni sta prendendo piede il lavoro dato dagli alberghi a società esterne: dai nostri dati il 10% degli alberghi si riuniscono per comprare insieme, a costi competitivi e senza assunzioni, i servizi da società e cooperative, certo competitive in quanto a costi, ma non sempre affidabili. Non agenzie interinali, ma una sorta di esternalizzazione di gruppi di hotel. E non è buono. La qualità del servizio diminuisce perché i lavoratori non ne rispondono alla direzione dell’albergo, e ne risente anche la fidelizzazione del cliente/utente. Abolendo i vaucher non abbiamo creato alternative che nel turismo e in agricoltura servono, perché occorre garantire flessibilità insieme ai diritti. Ma in Italia si fa sempre un uso abnorme e distorto di misure con giuste finalità. Non sarà comunque il decreto dignità a darci la soluzione. Temo che non ci sarà alcun imprenditore che sostituisca un contratto a tempo determinato con uno a tempo indeterminato in questo settore”.

Assessore Corsini, qualità o quantità del turismo soprattutto in Romagna?

“I grandi numeri sono importanti, soprattutto in una regione come la nostra che ha investito sul turismo di massa. Ma ai numeri deve corrispondere la qualità. Meglio una presenza a 100 euro al giorno che 100 presenze a 10 euro.”

Allora cosa pensi degli eventi “mordi e fuggi”, con l’impronta ecologica pesante (costo in consumi ambientali, da aria, acqua etc.) che si crea ai residenti?

“Chiunque si sposti anche per una notte fa turismo e genera ricchezza. Anche chi non pernotta comunque consuma. Ed è la nostra vocazione. Ma nulla ci impedisce di darci un altro merito: che sarebbe un nuovo valore aggiunto, quello di maggiore attenzione alla sostenibilità”.

Allora perché non ci proviamo? Accompagnando il turismo dei grandi eventi con buone pratiche di sostenibilità… per esempio tutto materiale compostabile, anziché l’usa e getta di plastica?

“Sì capisco la tua osservazione e la condivido. Anche io, grazie ai miei studi, sono un ambientalista ante litteram, e seguo con attenzione il lavoro della dott.ssa Ferrari e della Daphne di Cesenatico. Abbiamo un mare monitorato tutti i giorni di tutto l’anno, un’eccellenza. Voi a Rimini avete un sindaco come Gnassi che sta facendo molto sul tema della sostenibilità ambientale, dalle fogne al Parco del Mare”.

Noi da Rimini ci siamo e ci stiamo a dare il buon esempio nella società civile, partendo dai comportamenti individuali e dall’Adriatico. Per questo abbiamo costituito il comitato Basta Plastica in Mare.

“E anche io ci sono. Se mi chiamerete all’evento che state preparando insieme alle scuole e i vostri partner dell’associazionismo, durante Ecomondo ci sarò molto volentieri. Possiamo fare molto anche contro la plastica in mare, dando una grande divulgazione e sensibilizzazione collettiva, lavorando insieme per questa ottima causa che riguarda noi tutti e il futuro che lasciamo, dall’Emilia-Romagna”.

Grazie Assessore RE-R al Turismo Andrea Corsini. Contiamo su di te anche per le regole da dare alle concessioni che il demanio attribuisce agli allevatori di mitili, sempre ampliate negli anni – come ci ha detto il Comandante della Capitaneria di Porto, Fabio De Cecco – che disperdono le reti/calze di plastica in mare (nella foto Alessandra Carlini del comitato, mentre la consegna simbolicamente).

Manuela Fabbri

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