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“Le case del cuore”: domani a San Marino la presentazione del volume di Giancarlo Frisoni

Domani, a “Casa di Fabbrica”, sede del Consorzio terre di San Marino, alle 17, presentazione del volume “Le case del cuore”, il libro di Giancarlo Frisoni.

Sarà presente l’Architetto Leo Marino Morganti, sul tema “Le case coloniche, un patrimonio che va protetto”. Previsto un secondo incontro per il sabato prossimo, 29 febbraio, sempre alle 17, presso la Biblioteca comunale “Don Matteo del Monte”, a Taverna di Montescudo-Montecolombo. Interverranno Paolo Zaghini, il Sindaco Elena castellarie il vice Sindaco Maurizio Casadei.

 

 

 

 

 

 

Dopo una paziente e meticolosa raccolta, la voce delle vecchie case riaffiora timida nelle pagine di questo libro documento al quale tengo molto. Ci tengo molto – dichiara Giancarlo Frisoni, autore del volume – perché racchiude testimonianze vere e dirette, il messaggio della vita, il mio pensiero sul discorso infinito del chi siamo, su quel sottile tarlo del vivere che ha bisogno di risposte continue, di riflessioni e soliloqui. E di radici soprattutto che qui ho sentito ancora intatte, con il loro carico di emozioni e sentimenti. Le stesse che hanno mosso le persone che le hanno abitate, costrette a consumare e a guadagnare i loro giorni divise tra quei muri e la terra. A volte restavo sulla porta indeciso se chiedere permesso ancora a qualcuno, o profanare quel silenzio greve ed entrare nella penombra di tristezze e gioie che li avevano vissuto. Entrare nelle abitudini e nelle tradizioni, negli odori e nei sapori, nella sofferenza e la miseria – conclude Frisoni – che nei segni  e da ogni parte albergava ancora. Il cigolio di un’anta, il peso del silenzio, un colpo di vento, hanno smosso e scavato ogni volta l’io spirituale, l’angoscia legata all’attimo, a una presa di coscienza muta di fronte al mistero dell’esistere, del sapere di essere figli di terra e sue prede.  Ma dovevo farlo, dovevo salvare i segreti che custodivano, le ultime resistenze e i palpiti, la fierezza della vita che c’era passata dentro. Perché la morte non è mestizia di chi resta, ma memoria che parla da ogni cosa, e tocca a noi salvarla!”.

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