Le due Giunte CLN riminesi fra inizio ottobre 1944 e inizio ottobre 1946
20 Marzo 2026 / Paolo Zaghini
Proseguo con questo articolo la sequenza delle notarelle che ho avviato sulle vicende fra il 1944 e il 1946: “Ripartire da zero: chi ricostruì il Riminese dopo la guerra”, “Gli anni della transizione: dal fascismo alla repubblica, alla democrazia”, “Il ruolo del Comitato di Liberazione Nazionale per la rinascita democratica”, “Parola d’ordine: epurazione. Il CLN inizia a rimuovere le persone compromesse col regime”.
Ho ricostruito qui di seguito delle brevi schede biografiche dei 25 membri che hanno fatto parte delle due Giunte CLN riminesi fra inizio ottobre 1944 ed inizio ottobre 1946. Pubblico le prime 15. Prossimamente le altre 10. Ce ne sono alcune più ampie (quella di Marconi, di Babbi, di Bianchini, di Zannini, di Isaia Pagliarani), altre quasi del tutto prive di informazioni (Bernardi, Magagnoli, Pedriali, Stagni). Colgo l’occasione per chiedere a tutti coloro che mi possono fornire notizie per arricchire questi brevi profili biografici di farmeli pervenire alla mia email pzaghini@rimini.com. Li ringrazio anticipatamente.
COMPONENTI LE DUE GIUNTE CLN A RIMINI (ottobre 1944-ottobre 1946)
Giunta Comunale costituita dall’A.M.G. di Rimini
con provvedimento del 4 ottobre 1944
Sindaco: Arturo Clari (PSI).
Assessori effettivi: Giuseppe Babbi (DC), Gomberto Bordoni (PSI), Arnaldo Zangheri (PCI), Mario Macina (PSI), Celestino Giuliani (PdA), Isaia Pagliarani (PCI), Armando Gobbi (DC), Alberto Marvelli (DC).
Assessori Supplenti: Bruno Faini (PRI), Ferruccio Angelini (DC), Nicola Meluzzi (PCI), Vittorio Belli (Ind.).
Il 17 novembre 1944 si dimise Belli e venne sostituito da Carlo Capanna (Comitato Partigiani di Rimini). Il 28 novembre 1944 vennero nominati Assessori aggiunti per le frazioni di Bellaria e Viserba Armando Magagnoli (PSI?) e Alberto Olivieri (PCI). Il 27 aprile 1945 in seguito alle dimissioni di Zangheri e al decesso di Faini vennero nominati Assessori Guglielmo Marconi (PCI) e Carlo Gotti (DC).
Giunta Comunale confermata con Decreto Prefettizio
il 30 giugno 1945
Sindaco: Arturo Clari (PSI).
Assessori Effettivi: Giuseppe Babbi (DC), Gomberto Bordoni (PSI), Mario Macina (PSI), Isaia Pagliarani (PCI), Armando Gobbi (DC), Alberto Marvelli (DC), Guglielmo Marconi (PCI), Carlo Gotti (DC).
Assessori Supplenti: Ferruccio Angelini (DC), Nicola Meluzzi (PCI), Illaro Pagliarani (PCI), Dario Celli (PRI).
Il 22 agosto 1945 Marconi si dimise e venne sostituito da Cesare Bianchini (PCI). L’8 novembre 1945 si dimise Celli e venne sostituito da Rino Bernardi (PRI). Il 31 dicembre 1945 Gotti si dimise e venne sostituito da Armando Pedriali (PRI). Il 7 marzo 1946 Illaro Pagliarani rassegnò le dimissioni e venne sostituito da Guglielmo Marconi (PCI). Il 9 aprile 1946 si dimisero Isaia Pagliarani e Marvelli e vennero sostituiti da Gino Zannini (DC) e Alberto Stagni (PLI).
PROFILI BIOGRAFICI

Ferruccio Angelini
Ferruccio Angelini (DC) (1903-1953). (Rimini 18 dicembre 1903-Rimini 14 dicembre 1953). Farmacista. Direttore de “Il Diario Cattolico. Organo della Giunta diocesana dell’Azione Cattolica” uscito da ottobre 1927 a dicembre 1938. Nel 1927 Presidente dell’Associazione Giovanile Cattolica “L. Contessi”. Membro della Giunta Diocesana di Azione Cattolica dal 1927 al 1932. Attivo nel periodo clandestino, sin dalla sua costituzione nel marzo 1944, nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) riminese. Assessore supplente nella prima e nella seconda Giunta CLN come Assessore all’Igiene e assistenza
dall’ottobre 1944 all’ottobre 1946. Primo Segretario della Sezione riminese della DC. Dal 1946 nel Consiglio della sede riminese del Credito Romagnolo. Consigliere comunale eletto nel 1946 e nel 1951 (sino alla morte). Consigliere provinciale a Forlì dal 27 maggio 1951 alla morte. Il suo funerale in Duomo fu celebrato dal Vescovo Emilio Biancheri e l’orazione funebre fu tenuta dal sen. Luigi Silvestrini.

Giuseppe Babbi
Giuseppe Babbi (DC) (1893-1969) (Roncofreddo 28 gennaio 1893 – Rimini 14 novembre 1969). Scese a Rimini con la famiglia nel 1904. Giovane aderì ai gruppi di Azione Cattolica. Nel 1911 fu tra i fondatori del circolo giovanile operaio “Ludovico Contessi”, di cui fu anche Presidente. Assunto dalle Ferrovie dello Stato nel 1913, iniziò ad organizzare il Sindacato Nazionale dei ferrovieri cattolici. Nell’immediato dopoguerra Babbi emerse a Rimini come leader politico e sindacale. Nel 1919, aderendo all’appello di don Sturzo, contribuì a fondare il Partito Popolare a Rimini. Nel Partito Popolare guidò l’ala sinistra. Venne eletto in Consiglio comunale a Rimini nel 1920 durante la prima amministrazione del Sindaco socialista Arturo Clari. Eletto delegato al Congresso del PPI di Torino (12-25 aprile 1923), qui sostenne la linea di don Sturzo che rifiutava qualsiasi subordinazione al fascismo. Nel novembre 1923, per la sua opposizione al fascismo, fu epurato dalle Ferrovie dello Stato. Iniziò a fare il rappresentante di commercio in mobili, sempre sotto la sorveglianza della polizia. Nel 1929 manifestò perplessità per la stipula dei Patti Lateranensi. Durante il ventennio fu costretto al silenzio dal regime. Dal 1943 fu attivo nell’organizzazione della Resistenza, membro del CLN riminese. Il 18 marzo 1944 fu arrestato a Serravalle di San Marino per la sua attività antifascista e fu consegnato ai tedeschi che lo tennero prigioniero per diversi mesi, sino al 18 luglio 1944, nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna. Il 4 ottobre 1944, a Rimini liberata, entrò nella prima Giunta comunale nominata dal governo militare alleato su proposta del CLN e fu nominato Vice-Sindaco, con la delega all’annona. E venne confermato nella seconda Giunta CLN il 30 giugno 1945 (sino ad ottobre 1946).
Partecipò alla nascita della Democrazia Cristiana e, nel 1945, alla costituzione delle ACLI. Con la nascita della Giunta social-comunista dopo le elezioni del 6 aprile 1946, Babbi in consiglio comunale capeggiò la minoranza democristiana. Nel 1946 diede vita alla Coltivatori diretti.
Eletto in Consiglio Comunale a Rimini dal 1946 al 1956, dal 1961 al 1970. Eletto alla Camera dei Deputati dal 1948 al 1953, dal 1960 al 1963 (subentrando al dimissionario Raimondo Manzini divenuto direttore de L’Osservatore Romano). In Consiglio Provinciale di Forlì dal 1954 al 1956. Presidente dell’Unione provinciale cooperative, promosse la nascita della Cooperativa Produttori Latte, del Macello Cooperativo, delle Cooperative Ortofrutticole, delle Cantine Sociali.
Sostenitore di De Gasperi, alla sua morte aderì al gruppo dei “centristi popolari” guidato da Scelba e Gonnella. Critico con il centro-sinistra, venne accusato di essersi spostato a destra. Si difese sdegnosamente, richiamandosi alla sua biografia pubblica.

Vittorio Belli (1910 ca.). Collezione privata di Bruno Belli (dal volume di Giovanni Rimondini “Vittorio Belli. La realtà e il mito del fondatore di Igea Marina” edito da Panozzo nel 1999)
Vittorio Belli (PSI) (1870-1953). (Rimini 6 gennaio 1870-Rimini 9 ottobre 1953). Medico, allievo di Augusto Murri. Militante fin dalla prima giovinezza nel socialismo, fu Assessore alla sanità nella Giunta Clari 1920-1922. Pioniere della valorizzazione di Igea Marina sin dal 1906, a cui nel 1912 diede il nome. Difese e valorizzò gli affreschi di S. Agostino dopo il terremoto del 1916. Nominato Assessore supplente all’igiene nella prima Giunta CLN, si dimise dopo poco più di un mese il 17 novembre 1944. Nel 1947 lasciò il PSI per entrare nel nuovo partito socialdemocratico. Tra i promotori nel 1950 dell’Associazione “Amici di Rimini – Alfredo Panzini”.
Rino Bernardi (PRI) (1916-2008). (Santarcangelo di Romagna 18 novembre 1916-4 novembre 2008). Ragioniere. L’8 novembre 1945 subentrò al dimissionario Assessore supplente Dario Celli (PRI) nella seconda giunta CLN e rimase in carica sino ad ottobre 1946. Candidato non eletto alle elezioni per il Consiglio Comunale di Rimini del 6 ottobre 1946.
Cesare Bianchini (PCI) (1914-2001). (Rimini 2 febbraio 1914- Campinas – Brasile – 17 maggio 2001). Era nato a Rimini nel Borgo di S.Andrea in una famiglia di origine contadina. Aveva studiato nella Svizzera italiana e preso un diploma da perito che lui sosteneva fosse equivalente ad una laurea italiana in ingegneria. Per questo si lasciava chiamare e tutti lo chiamavano ingegnere. Impiegato della Piaggio di Pontedera (Pisa) negli anni della guerra. Alla fine del 1943 tornò a Rimini. L’anno successivo si iscrisse al PCI e in pochi mesi divenne una delle figure emergenti del partito a Rimini. Rimini era la città della Romagna che aveva subìto più distruzioni; era stata e poteva essere anche un’area politica difficile da comprendere e da governare, e Bianchini, ben visto dagli Alleati, e che avrebbe riscosso la stragrande maggioranza delle preferenze nelle prime elezioni amministrative del 1946, non era un personaggio facile da gestire dai dirigenti comunisti di Forlì.

Cesare Bianchini
Nella seduta della Giunta Clari del 17 luglio 1945 era stato chiesto al prefetto la nomina del “Sig. Bianchini ing. Cesare” ad assessore e vicesindaco in sostituzione di Guglielmo Marconi gravemente infortunato in un incidente stradale. Entrò in carica il 22 agosto 1945. Riconfermato nella seconda Giunta CLN (sino ad ottobre 1946).
Il confronto politico su come, e con quali finanziamenti, ricostruire Rimini iniziò da subito, sin dal 1945. Bianchini partecipò attivamente alla discussione sul progetto del nuovo piano regolatore “La nuova Rimini” proposto da Elio Alessandroni e sostenuto da Peter Natale, l’addetto per l’AMG dei lavori di ricostruzione di Rimini. Nel giugno 1945 Natale venne insignito della cittadinanza onoraria per i suoi meriti.
Inoltre nella seduta di Giunta del 27 agosto 1946, Bianchini si diceva portavoce di un gruppo di albergatori, di cui si faceva garante, i quali avrebbero voluto costruire un grande albergo purché il Comune gli avesse ceduto l’area dove costruirlo “a prezzo equo”.
Poi seguì la discussione del piano di ricostruzione di Marina Centro presentato dalla società R.E.M.A. nel maggio 1947, finanziato dalla Cassa di Risparmio di Rimini.
Tutti progetti alla fine caduti, per motivi diversi. Ma il 13 marzo 1948 il Consiglio Comunale votò la demolizione del Kursaal. Mentre la discussione sulla edificazione di un eventuale casinò, protrattasi per alcuni anni a partire dal 1945, finì quando arrivò il “no” da parte del Governo.
Alle prime elezioni amministrative del 6 ottobre 1946 il PCI ottenne il 40,43% dei voti e 17 seggi, il PSI ottenne 10 seggi, la DC 9, il PRI 3, gli Indipendenti 1.
Nella prima riunione del Consiglio Comunale l’1 novembre 1946, Bianchini fu eletto sindaco con 27 voti su 39.
Questo primo quinquennio amministrativo sarà assai tormentato: numerosi ricambi di esponenti della Giunta; l’8 novembre 1948 si dimise il Sindaco Bianchini, ufficialmente “per motivi di salute”, e venne eletto nuovo Sindaco Walter Ceccaroni; il 15 novembre 1949 Ceccaroni fu sospeso dal Prefetto di Forlì e sostituito dal prosindaco Bordoni che però morì per infarto il 16 gennaio 1950; lo sostituì dal 17 gennaio 1950 al 27 maggio 1951 Gualtiero Bracconi (PCI).
La sostituzione di Bianchini in casa comunista fu motivo di un aspro confronto. I motivi addotti dal Segretario comunista Ilario Tabarri, cioè l’equiparazione di un diploma svizzero ad una laurea in ingegneria italiana, possono sembrare solo una scusa. Probabilmente il confronto politico sul nuovo Piano regolatore di Rimini era divenuto dirompente, ma la causa ufficiale della rottura con Bianchini non poteva essere questo. Il rischio di dare una grossa carta da giocare contro i comunisti agli avversari politici, soprattutto dopo le elezioni e l’attentato a Togliatti, era troppo forte. Il 29 novembre 1948 la rottura definitiva: il PCI espulse Bianchini “per indegnità morale e politica”. Questa decisione può essere considerata anche l’atto finale del duro scontro che Bianchini sostenne con i dirigenti della Federazione Comunista Forlivese, da cui Rimini dipendeva.
Nel 1950 Bianchini si trasferì in Argentina prima, e poi in Brasile. Morì a Campinas in Brasile il 17 maggio 2001.

Gomberto Bordoni
Gomberto Bordoni (PSI) (1888-1950). (Rimini 24 agosto 1888-Rimini 16 gennaio 1950). Negoziante. Segretario della sezione socialista di Rimini nei primi anni ’20, assessore alla divisione demografica nella Giunta socialista presieduta da Clari dal 1920 al 1922. Membro del CLN riminese, tra gli organizzatori della resistenza. Fece parte della prima e della seconda Giunta CLN di Rimini con la delega allo stato civile dall’ottobre 1944 all’ottobre 1946. Eletto in Consiglio Comunale nel 1946, divenne Assessore, e Vice-Sindaco, con il Sindaco Cesare Bianchini. Sostenne Margherita Zoebeli nella nascita del CEIS. Il CEIS fu intitolato a Remo Bordoni, figlio di Gomberto, caduto il 6 luglio 1944, a 22 anni combattendo contro i tedeschi in Grecia. Fu candidato non eletto per il Fronte Popolare alle elezioni del 1948. Dopo la sospensione di Ceccaroni, dal 17 novembre 1949 fu prosindaco, sino al 16 gennaio 1950 quando morì improvvisamente a seguito di un infarto.

1945. Da sin. Alberto Marvelli, Carlo Capanna (dal sito ufficiale del beato Alberto Marvelli alla pagina Un cristiano in politica)
Carlo Capanna (Comitato Partigiani di Rimini) (1921-1991). (Rimini 27 settembre 1921-1o luglio 1991). Partigiano, noto con il nome di “Oberdan”. Di idee repubblicane, al comando del 3° distaccamento del II battaglione del’8.a Brigata. Operativo nella Valle dell’Uso. Sino al 10 maggio 1945, Capanna ha poi fatto parte dell’OSS (Office of Strategic Service), il servizio segreto americano. Medaglia d’Argento al Valor Militare. Redattore de “Il Garibaldino, settimanale dei partigiani romagnoli”, periodico che Capanna redigeva nel 1945 con Nino Polverelli.
Dopo le dimissioni di Belli il 17 novembre1944, Capanna entrò nella prima Giunta CLN come Assessore supplente su indicazione dell’ANPI in sostituzione di Belli (sino al 30 giugno 1945), quale rappresentante dei partigiani.
Promosso tenente colonnello, nel dopoguerra comandò la Scuola Centrale VAM e l’aeroporto militare di Viterbo, e andò in pensione come generale dell’aeronautica.
Mario Gino Celli (PRI) (1907-1977). (Rimini 15 settembre 1907-Rimini 12 settembre 1977). Maestro. Fa parte, per i repubblicani, dal giugno 1943 del Comitato del Fronte nazionale antifascista (o comitato delle opposizioni) con comunisti, socialisti e democristiani. Il 30 giugno 1945 entrò come Assessore supplente nella seconda Giunta CLN (sino ad ottobre 1946). Vice-Presidente della Sezione comunale cacciatori di Rimini e Presidente del Circolo della Caccia nel 1977.

Arturo Clari
Arturo Clari (PSI) (1862-1951) (S. Angelo in Lizzola – PS – 6 ottobre 1862-Rimini 19 giugno 1951). Medico, allievo di Augusto Murri. Entrò nel PSI nel 1892. Fu il primo Sindaco socialista di Rimini, dal 27 ottobre 1920 al 6 luglio 1922. Fu eletto Sindaco, a 82 anni, dopo la Liberazione, il 4 ottobre 1944, della Giunta CLN. Confermato alla guida della seconda Giunta CLN il 30 giugno 1945. Rimase Sindaco sino all’1 novembre 1946 quando il nuovo Consiglio Comunale elesse Sindaco il comunista Bianchini. Nelle elezioni amministrative del 6 ottobre 1946 venne eletto nelle liste del PSI. Nel 1947 lasciò il PSI per entrare nel nuovo partito socialdemocratico (PSLI). Nelle elezioni amministrative del 27 maggio 1951 fu eletto nuovamente consigliere nelle liste del PSLI, ma morì alcuni giorni prima dell’insediamento del nuovo Consiglio Comunale e gli subentrò Macina. Non volle funerali. Lasciò scritto “Muoio nella mia fede socialista che è stata sempre l’orgoglio e la disciplina della mia vita”.

Bruno Faini
Bruno Faini (PRI) (1890-1945). (Rimini 25 ottobre 1890-Rimini 16 marzo 1945). Impiegato all’Ufficio del Registro di Lugo, venne licenziato dai fascisti. Divenne rappresentante di commercio per varie ditte, in Romagna e nelle Marche. Schedato nel Casellario Politico Centrale (CPC) come repubblicano. Il 13 agosto 1936 è condannato al confino per due anni a Montefusco, in provincia di Avellino “per aver rivelato più volte, in pubblico, sentimenti sovversivi e per aver fatto apprezzamenti lesivi dell’onore di Alti Personaggi” (Galeazzo Ciano e Edda Mussolini). Fu liberato il 7 agosto 1938. Dal marzo 1944 esponente repubblicano nel CLN. Sua moglie, Anna Leggiero, sposata in seconde nozze nell’ottobre 1937 mentre era al confino, fu una attiva staffetta nel Riminese nei mesi della Resistenza. Il 17 novembre 1944 Faini entrò come Assessore supplente all’annona nella prima Giunta CLN e vi rimase sino alla morte avvenuta il 16 marzo 1945.

Celestino Giuliani (fotografia affissa nella sede del PRI di Rimini, g.c.)
Celeste (detto Celestino) Giuliani (PdA) (1907-1975). (Gemmano 25 luglio 1907 – Rimini 11 ottobre 1975). Avvocato. Tenente del 26° Reggimento Artiglieria “Pavia”, comando truppe al deposito con sede Rimini. Partigiano, noto con il nome di “Livio”. Nell’agosto 1943 nel suo studio legale gli esponenti dell’antifascismo riminese diedero vita al primo Comitato di Liberazione. A fine settembre 1943 è chiamato a dirigere il comando militare del CLN. Arrestato il 2 febbraio 1944 con Pietro Arpesella sospettati dai fascisti e dai tedeschi di essere fra i responsabili della fuga di tre generali inglesi da campi di concentramento nel dicembre 1943. Giuliani rimase in carcere quattro mesi: fu liberato il 6 giugno 1944. Comandò poi una squadra SAP operante a Riccione, sul Covignano e a Torraccia di San Marino. Fondatore con Arpesella del Partito d’Azione a Rimini. Nominato Assessore nella prima Giunta CLN (dal 4 ottobre 1944 al 30 giugno 1945) con la delega alla polizia municipale. Fra i promotori nel 1946 del Comitato per Rimini provincia. Nel dopoguerra militò nel PRI.

Armando Gobbi
Armando Gobbi (DC). (1890-1974). (15 settembre 1890 – Rimini 25 ottobre 1974). Ragioniere, funzionario di banca. Tra i membri fondatori del CLN riminese, per la DC, nel marzo 1944, di cui fu il tesoriere. Membro della prima e della seconda Giunta CLN dall’ottobre 1944 all’ottobre 1946 con la delega al bilancio. Tra i fondatori della DC riminese. Eletto consigliere comunale nelle elezioni del 1946 e del 1951. Tra i fondatori nel 1950 della Polisportiva Libertas Rimini.

Carlo Gotti
Carlo Gotti (DC) (1911-1981). (Fusignano di Ravenna 1911-Forlì 1981). Laureato in Medicina all’Università di Bologna nel 1936. Medico militare dal giugno 1938 sino al 1943: fu in Libia nel 1939, sul fronte greco albanese fra il 1941 e il 1942. Dalla fine del 1943, anno in cui Gotti contrasse anche matrimonio, all’immediato dopoguerra fu aiuto chirurgo all’ospedale di Rimini del primario dott. Silvestrini, e successivamente presso il Morgagni di Forlì dove entrò di ruolo nel 1952. Il 27 aprile 1945 entrò nella prima Giunta CLN in sostituzione del defunto Faini. Fu confermato il 30 giugno 1945 nella seconda Giunta CLN e vi rimase sino al 14 dicembre 1945 quando si dimise. Dal 1945 al 1947 Presidente della Croce Rossa Italiana – Comitato di Rimini. Nel 1957 fu uno dei soci fondatori del Lions Club Forlì Host, nonché presidente dell’anno sociale 1959/1960. Nel 1966 fu nominato presidente della Polisportiva Edera di Forlì, associazione sorta nel 1947, e tenne questa carica fino alla sua morte nel 1981.

Mario Macina (dal n. 3/2005 della rivista “Ariminum”)
Mario Macina (PSI e poi PSDI). (1888-1981). (Rimini 5 ottobre 1888-25 febbraio 1981). Il 10 dicembre 1906 entrò nelle Officine Ferroviarie di Firenze come operaio, venne poi trasferito nel 1909 alle Officine ferroviarie di Rimini. Dal 1911 al 1914 segretario della sezione del sindacato ferrovieri. Dal 1914 al 1920 nel consiglio di amministrazione della cooperativa ferrovieri. Protagonista degli scioperi ferroviari del 1921 – 1922 fu per questo licenziato l’1 giugno 1923. Socialista riformista, fu Assessore ai lavori pubblici nella Giunta Clari 1920-1922. Partecipò nel giugno 1943 alla riunione costitutiva del Comitato del Fronte Nazionale Antifascista per il PSI. Nel marzo 1944 tra i fondatori del CLN riminese per il PSI. Il 4 ottobre 1944 entrò nella prima Giunta CLN con la delega ai lavori pubblici e venne confermato nella seconda il 30 giugno 1945. Ricoprì l’incarico di Assessore effettivo ai lavori pubblici sino ad ottobre 1946. Eletto in Consiglio Comunale nel 1946, nel 1951, nel 1956, nel 1957, nel 1961. Nel 1947 lasciò il PSI per entrare nel nuovo partito socialdemocratico. Dalle elezioni amministrative del 27 maggio 1951 fu sempre eletto consigliere nelle liste del PSDI. Dopo l’esito negativo registrato alle elezioni amministrative del 1965, Macina si ritirò dalla politica.
Autore del volume “Rimini all’inizio del secolo”, edito nel 1970 dalla Tipografia Zangheri: ebbe tre riedizioni, l’ultima del 1973.
Armando Magagnoli (PSI?). ( – ). Ragioniere. Assessore aggiunto il 28 novembre 1944 per la frazione di Bellaria nella prima Giunta CLN presieduta dal Sindaco Clari. In carica sino 30 giugno 1945.
(5 prima parte. Segue)
Paolo Zaghini