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Le Iene su Giulia Sarti: Bogdan parla ed è ancora fango sulle istituzioni

Le Iene hanno alla fine trasmesso il servizio di Filippo Roma su Giulia Sarti con l’intervista a Bogdan Tibusche, suo ex collaboratore ma non, si apprende, suo ex fidanzato.

Fra le altre cose, infatti, Tibusche-Di Gregorio nega anche di aver avuto una relazione sentimentale con la Sarti, pur lasciando cadere frasi ambigue: “Ho dormito più di una volta nel suo appartamento”.

Del resto, a dir poco ambiguo è tutto il suo atteggiamento durante l’intervista. Sostengono Le Iene: “Quattromila dei 23mila euro non restituiti ai Cinque Stelle dalla parlamentare grillina, avrebbero finanziato un sistema di videosorveglianza a casa sua. Si parla di filmini hard. L’ex collaboratore e fidanzato nega, anche se, in una chat…”.

“Mi è stato richiesto di installare un sistema di videosorveglianza a casa sua e abbiamo speso insomma 4mila euro e installai quel sistema”, dice Andrea Bogdan Tibusche.

“Una questione sulla quale Bogdan cade più volte in contraddizione – ribattono Le Iene – perché se da un lato racconta di aver montato “un sistema di videosorveglianza che registrava”, ignorando il “cosa, quando e il quanto”, dall’altro in una chat con un amico, di cui siamo venuti in possesso, era molto più esplicito, dicendo che la Sarti voleva fare sesso con uno, ma “aveva paura che questo potesse fare foto” e così, “registrava tutto… e ci sono i filmati”.

Infine, “L’uomo spiega poi a Filippo Roma di avere delle copie di backup di tutte quelle registrazioni, su un hard disk. E quando, sempre nella chat con l’amico, questi gli chiede se si trattava dei filmati “ di lei con lui”, lui risponde di sì”.

Al di là delle vicende private e più o meno pruriginose di Giulia Sarti, a oggi sappiano questo: una delle più alte cariche dello Stato, la Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, registrava o era registrata “h 24” nella sua abitazione. Non è dato sapere se chi veniva ripreso ne fosse consapevole, quando il non esserlo rappresenta reato. Di queste registrazioni – che potrebbero essere privatissime, come di assoluta rilevanza istituzionale, visto il ruolo ricoperto dall’onorevole Sarti – un individuo come Bogdan Tibusche alias Andrea Di Girolamo, possiede le copie. Alla stessa ora, su La 7 si apprende che quelle registrazioni starebbero già circolando per le redazioni dei giornali. Così come era accaduto un anno fa, con la vicenda delle foto rubate dal computer .

Dunque una delle più alte cariche della Repubblica registrava o era registrata 24 ore su 24 in casa sua. Personaggi stranieri di difficile collocazione (che nei loro curricula esibiscono esperienze con servizi segreti esteri e competenze cibernetiche) ne detengono copia. E usano quello che sanno per centellinare notizie che apparirebbero a dir poco diffamatorie, se non fosse che finora nessuno le ha smentite.

Sono forse questioni interne al MoVimento 5 Stelle se l’onorevole Giulia Sarti abbia ricevuto un trattamento diverso da altri colleghi coinvolti in fatti simili di rimborsi non effettuati.. O che il tutto sia emerso da una trasmissione televisiva e non da controlli interni. O l’aver lei mantenuto la carica di parlamentare e addirittura essere eletta Presidente della Commissione giustizia subito dopo avere subito una condanna penale.

Riguarda però tutti quanti che l’ombra del ricatto traspaia a ogni passo di questa sconcertante vicenda che ha per protagonista o vittima una Presidente di Commissione parlamentare. Per molto, ma molto meno, in passato sono state avanzate parecchie domande, com’è normale in un Paese democratico. Lo hanno fatto il Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), i parlamentari con le loro interrogazioni, i magistrati con le loro inchieste. Vedremo questa volta quali saranno le domande, e quali le risposte.

Stefano Cicchetti

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