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Le pietre di Rimini raccontano ma vanno ricordate tutte

“Passi e ripassi. Guida illustrativa ai luoghi della Resistenza della città di Rimini” A cura di Paolo Rossi, Lanfranco De Camillis, Julko Albini. ANPI – Sezione di Rimini.

Per alcune settimane l’ANPI Sezione di Rimini il sabato mattina sarà in Piazza Tre Martiri con un proprio banchetto dove potrà essere possibile rinnovare l’iscrizione all’Associazione. Quest’anno, oltre alla tessera, si riceverà una piccola pubblicazione in cui sono raccontati i luoghi della memoria dell’epopea antifascista e partigiana riminese fra il 1943 e il 1944.

“Le pietre di Rimini parlano. Parlano, suscitano emozioni profonde, ricordi”. Ha detto la senatrice Liliana Segre: “Coltivare la memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza”. Per questo sono importanti le iniziative, le pubblicazioni, i colloqui che contribuiscono a trasmettere di generazione in generazione i valori della democrazia, della Resistenza, dell’antifascismo.

Scrivono i curatori della pubblicazione: “Sono tanti i momenti in cui, insieme ai familiari dei Caduti, alle Autorità cittadine, alla Banda Città di Rimini la gloriosa bandiera dell’ANPI, insieme a quelle delle altre Associazioni, si inchina di fronte ai cippi, alle lapidi, ai monumenti (…). Non dimentichiamo che la nostra Città era ridotta ad un cumulo di macerie ed ha saputo risorgere dando a tutti la possibilità di vivere una vita dignitosa”.

L’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) fu costituita il 6 giugno 1944 a Roma, a guerra ancora in corso nel Nord Italia, dai militari e partigiani della regioni del Centro Italia. Essa divenne un Ente Morale il 5 aprile 1945, poche settimane prima della fine della guerra. In quel momento, come per tante altre realtà (sindacati, cooperative, associazioni), essa era una organizzazione unitaria, che raggruppava tutti i combattenti per la libertà contro le forze fasciste e naziste. Poi la guerra fredda spezzò anche questa unità dopo il 1° Congresso Nazionale svoltosi a Roma dal 6 al 9 dicembre 1947. Subito dopo nacquero la cattolica FIVL (Federazione Italiana Volontari della Libertà) e la FIAP (Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane) delle componenti azioniste, legate a Giustizia e Libertà. In quel primo Congresso venne nominato Presidente dell’ANPI Arrigo Boldrini, il Comandante Bulow della 28.a Brigata Garibaldi “Mario Gordini” del ravennate. Disse Boldrini a proposito dei partigiani: “Abbiamo combattuto assieme per riconquistare la libertà per tutti: per chi c’era, per chi non c’era e anche per chi era contro”. Guiderà l’Associazione sino al 14° Congresso del 5 febbraio 2006.

In quel Congresso, tenutosi ad Abano Terme, l’ANPI si aprì ai giovani e a tutti coloro che ne condividevano i valori, passando i vecchi combattenti il testimone della loro storia.

La pubblicazione dell’ANPI riminese, attraverso le testimonianze materiali (cippi, lapidi, monumenti) ripercorre le terribili vicende di quei mesi di guerra: ed ecco allora il Monumento alla Resistenza al Parco Cervi realizzato dallo scultore Elio Morri ed inaugurato il 21 ottobre 1973 da Sandro Pertini; il Monumento ai Caduti per la Libertà in Piazza Tre Martiri disegnato dal pittore Giovanni Sesto Menghi ed inaugurato il 16 agosto 1946, nel secondo anniversario della impiccagione dei tre giovani partigiani Mario Capelli, Luigi Nicolò, Adelio Pagliarani (si veda il volume “Sotto l’ombra di un bel fior. Il Monumento ai Caduti per la Libertà in Piazza Tre Martiri 1946-2016” a cura di Daniele Susini); la Cappella dei Martiri per la Libertà al Cimitero di Rimini; e poi le lapidi a Silvio Cenci all’Arco d’Augusto, a Enrico Battarra e Igino Chesi in Via Cairoli, a Augusto Innocenti e Stella Baschetti a Rivazzurra, a Franco Tassinari e Domenico Gallegatti a Bellariva, il cippo ad Aristodemo Ciavatti a Cerasolo, la lapide agli sminatori riminesi a Parco Briolini; ed ancora le intestazioni del Parco “Ai Caduti nei lager 1943-1945″ in Via Madrid, del Piazzale Antonio Gramsci, del Parco a Sandro Pertini a Rivazzurra, del Parco vicino all’Arco d’Augusto ad Olga Bondi, dei percorsi al Parco Cervi dedicato alle staffette partigiane Adria Neri “Marga”, Rosina Donini “Margherita”, Elisa Mini Imola, la rotonda in Via Marecchiese a Vito Nicoletti, il piazzale ai Caduti di Cefalonia, la via a Viserbella a Verenin Grazia, il Giardino di Lettura alla Grotta Rossa a Silvano Lisi “Bardan”; ed infine i luoghi come l’Officina Locomotive, il Centro Educativo Italo Svizzero (CEIS), i rifugi antiaerei nel Vicolo San Bernardino, il Tempio Malatestiano con l’Albo d’Oro dei Caduti Riminesi 1943-1945, la tomba di Guglielmo Marconi al Cimitero di Rimini, il Cimitero Gurkha sulla Superstrada di San Marino e quello alleato a Monte Cieco. Chiude il volume un piccolo calendario storico degli avvenimenti dell’antifascismo e della guerra di Liberazione riminesi.

Non per voler fare quello che cerca il pelo nell’uovo, ma ritengo che il volume abbia due dimenticanze gravi: la prima è il monumento dedicato ai Giusti Ezio Giorgetti e Osman Carugno ubicato nel Giardino dei Giusti nel parco XXV aprile lato ponte di Tiberio, inaugurato il 6 marzo 2014, in ricordo di tutti coloro che tra il 1943 ed il 1944 diedero rifugio e protezione sul territorio riminese agli ebrei in fuga dalle deportazioni. La seconda è la “Biblioteca di Pietra” sul molo di Rimini dedicato alle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano – dalmata e delle vicende del confine orientale, monumento straordinario partorito dall’estro dell’artista Vittorio d’Augusta, inaugurato il 10 febbraio 2014.

“Libri di pietra – disse il Sindaco Andrea Gnassi in quell’occasione – nel cuore del mare sopra un’idea leggera e potente raccontata da un leggio che guarda verso est. Titoli scolpiti nella pietra d’Istria di una scogliera che ci ripara e da oggi ci apre verso gli altri e verso il mare, metafora stessa dell’apertura e collegamento. Una scelta che abbiamo condiviso, con uomini dalle storie e sensibilità diverse con cui abbiamo fianco a fianco lavorato e che oggi sono qui, nell’idea che solo la cultura può essere il seme per uscire dal rancore quotidiano”.

Vicenda divisiva quella che il Monumento ricorda, ma l’attuale Presidente dell’ANPI, il giornalista Giancarlo Pagliarulo, in carica dal 30 ottobre 2020 dopo l’improvvisa scomparsa della partigiana Carla Nespolo morta il 4 ottobre 2020, ha detto in occasione del Giorno del Ricordo di quest’anno: “Occorre aprire una pagina nuova che, senza nulla togliere alla gravità degli eventi delle foibe e dell’esodo, restituisca nella sua interezza il dramma delle terre di confine e del più ampio territorio slavo e le incancellabili e criminali responsabilità del fascismo. Occorre infine restituire alla ricerca storica la sua funzione oggi indebitamente occupata dalla politica che, in questa misura, distorce la verità storica e la presenta a vantaggio di questa o quella parte”.

E’ quello che a Rimini, da anni grazie all’Istituto Storico della Resistenza, alle Associazioni degli esuli e al Comune di Rimini stiamo facendo. Anche l’ANPI in questo processo di elaborazione storica è stata più volte coinvolta. E dunque questa “Biblioteca di Pietra” in questo volume ci doveva essere. Così come il Monumento ai Giusti. Auspichiamo che in una prossima riedizione del volume questi due Monumenti ci possano essere.

Paolo Zaghini

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