Home > LA LETTERA > Legio XIII a Lia Celi: “Grazie ma non siamo solo figuranti”

Legio XIII a Lia Celi: “Grazie ma non siamo solo figuranti”

Chiamati in causa, i legionari della XIII Gemina rispondono all’articolo di Lia Celi:

Gentile dott.ssa Celi.

Siamo onorati che una giornalista della sua levatura abbia degnato di attenzione la nostra semplice associazione culturale. A dire il vero non sentivamo il bisogno di questa sua difesa, anche perché abbiamo la presunzione di avere mezzi (dialettici) e sufficiente ironia per rispondere ad eventuali critiche.

Ci spiace solo che la sua ironia eviti di sottolineare che le nostre energie sono solo orientate a riprodurre in toto la vita di un legionario: le spade sono riproduzioni storiche ed ogni particolare è curato per fare una didattica storico-divulgativa. Didattica che solitamente le scuole ed i musei apprezzano notevolmente invitandoci ad eventi, nonché le amministrazioni comunali che intendono fare focus sulle nostre radici (che certamente non nascono dal 900).

Siamo però i primi a sorridere sull’utilità o meno di questa storia riminese leggendo le sue righe della “Piada nella roccia” dove dice che forse non è vero che Cesare fece il discorso nel foro di Rimini; in quel caso oggi al posto di quel cippo ci si potrebbe fare un parcheggio per un’ape Piaggio.

Sappiamo ben distinguere la sagace ironia, ma dare a noi dei figuranti con le mutande di Kelvin Klain sarebbe come dare del giornalaio (o parolaio) ad un giornalista serio e crediamo neanche a lei farebbe piacere (ma conoscendo la sua intelligenza immaginiamo che neppure si straccerebbe le vesti).

Guardi, capiamo bene che siamo solo stati lo spunto per lanciare qualche frecciatina ad altri suoi obiettivi, nulla di male, crediamo solo si potesse fare in modo diverso; ma, logicamente, ciascuno ha il suo stile. Non pretendiamo certo di controllare la stampa (questo si lo facevano nel ventennio) ma una maggiore informazione probabilmente non sarebbe guastata; certo il sapore che avrebbe avuto l’articolo sarebbe stato un altro.

Ad ogni modo a ciascuno il suo ruolo: a noi quello di umili rievocatori storici, senza pretese di muovere ideologie, a Lei quello di giornalista seria ironica ed obiettiva, alle femministe quello di protestare o meno se credono siano stati violati dei diritti , ai politici di fare (speriamo) quello che è veramente consono al loro ruolo.

Ci scusi, questo è stata solo una puntualizzazione che non desidera ottenere nulla, Lei ha fatto il suo lavoro con lo stile che la contraddistingue, noi cerchiamo solo di fare maggiore chiarezza su chi siamo e cosa facciamo. La salutiamo con la stima che le compete e ci farebbe molto piacere averla come ospite durante una delle rievocazioni didattiche che faremo a Rimini durante l’estate; siamo certi che potrà meglio capire ed apprezzare il lavoro e la ricerca che c’è dietro a questo nostro impegno.

Con rispetto,

Direttivo della Associazione Culturale Legio XIII Gemina.

Ringraziamo a nostra volta la Legio XIII, permettendoci una sola precisazione: che il discorso ai legionari della XIII Gemina sia stato tenuto prima e non dopo il passaggio del Rubicone e presumibilmente a Ravenna o nei pressi, non lo dice solo Lia Celi, ma Cesare stesso: De Bello Civili  I 5-8. Cesare parla poi di Ariminum dove incontra i Tribuni della Plebe, ma tace sul celebre Alea Iacta Est che secondo Svetonio sarebbe stato pronunciato immediatamente prima di passare il Rubicone.

La redazione

Scroll Up