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L’ex questore di Rimini Maurizio Improta condannato a 5 anni per caso Shalabayeva

Condannati tutti gli imputati nel processo per la vicenda dell’espulsione di Alma Shalabayeva e di sua figlia avvenuta nel 2013. La sentenza dei giudici del Tribunale di Perugia e’ arrivata dopo otte ore di camera di consiglio. Alla lettura del dispositivo erano presenti in aula tutti gli imputati tra cui l’ex capo della Squadra Mobile di Roma e attuale questore di Palermo Renato Cortese e l’ex capo dell’ufficio immigrazione e ora al vertice della Polfer ed ex questore di Rimini Maurizio Improta.

I giudici hanno condannato Renato Cortese, Maurizio Improta, e i due poliziotti Francesco Stampacchia, Luca Armeni a una pena di cinque anni di reclusione e all’interdizione perpetua dei pubblici uffici. Il giudice di pace Stefania Lavore è stata condannata invece alla pena di due anni e sei mesi di reclusione. Gli altri poliziotti, Stefano Leoni e’ stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione mentre Vincenzo Tramma a quattro anni. Tutti gli imputati, ad eccezione del giudice di pace, sono stati condannati per sequestro di persona. Riconosciuti inoltre dai giudici anche diversi episodi di falso. Le condanne inflitte sono state superiori a quelle richieste da pubblico ministero nella requisitoria del 23 settembre.

Il pm Massimo Casucci aveva chiesto la condanna di tutti gli imputati coinvolti nel caso sollecitando due anni e quattro mesi per Cortese, due anni e due mesi per Improta, un anno e quindici giorni per il giudice di pace che convalidò l’espulsione, Stefania Lavore. Condanne tra un anno e un anno e cinque mesi erano state chieste per i 4 poliziotti finiti anche loro a processo.

Richieste di condanna che oggi sono state più che raddoppiate dai giudici di Perugia.

Maurizio Improta è stato questore di Rimini dal 2015 al marzo 2019

IL LEGALE DI IMPROTA – “Leggeremo le motivazioni e faremo appello come è giusto che sia”, ha affermato l’avvocato Ali Abukar Hayo, difensore di Maurizio Improta. “Qui si parla di un reato di sequestro di persona. Il problema per noi è il fondamento del fatto stesso. Noi riteniamo di aver dimostrato che non sussistono elementi del fatto così come ha ritenuto invece il Tribunale”, ha sottolineato il difensore dopo la lettura della sentenza.

(AdnKronos)

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