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L’infettivologo del Sant’Orsola: “Trombosi per vaccino? Peggio l’aspirina”

Il rischio trombosi a seguito del vaccino anti-Covid “è assolutamente trascurabile”. Anzi, “non capisco chi pensa di potersi non vaccinare. Basta prendere il bugiardino dell’Aspirina, sono previste conseguenze più gravi”.
A dirlo è Pierluigi Viale, infettivologo del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, intervenuto nei giorni scorsi a un webinar organizzato dall’Osservatorio economico e sociale ‘Riparte l’Italia’.

“Non capisco chi pensa di potersi non vaccinare – insiste Viale – nel bugiardino dell’Aspirina gli effetti descritti sono molto superiori a quelli del vaccino, senza ombra di dubbio”. Il Covid, ammonisce l’esperto, “è una malattia terribile: si muore lucidi con la sensazione di essere progressivamente soffocati. Basterebbe tenere due minuti la testa sommersa nell’acqua per capire quanto sia atroce l’insufficienza respiratoria”. Per questo, afferma Viale, “bisogna correre a vaccinarsi immediatamente, qualunque sia il vaccino. Il tema della trombosi è assolutamente trascurabile”.

Si parla cioè di “un caso di trombosi su milioni di vaccinati”, mentre col Covid “l’incidenza di trombosi è del 15%, molto superiore a quella prevista dal vaccino”. E aggiunge: “Le famose trombosi di Astrazeneca, che poi in realtà sono presenti in tutti i vaccini, si manifestano solo alla prima dose”. Quindi, ribadisce lo scienziato, “se uno ha iniziato con un vaccino, finisce con quel vaccino. Non ci sono dubbi su questo”, anche se “è vero che ora i vaccini sono molto simili tra di loro”.

Astrazeneca in particolare “ha vissuto due handicap – sottolinea Viale – il primo è stato di pubblicare trial con percentuali di efficacia intorno all’80%. Il secondo è che in realtà i dati non sono paragonabili, percheè i trial clinici sono stati effettuati in periodi diversi e su popolazioni diverse. Non dimentichiamoci che il vaccino antinfluenzale ha una copertura del 45%”.

Ormai, assicura l’infettivologo del Sant’Orsola, “i vaccini sono tutti efficacissimi. I dati inglesi, che dimostrano che dopo la prima dose di vaccino i casi gravi e la mortalità si riducono dell’80%, fanno capire che bisogna avere un approccio ampio, non basato su un singolo studio. Bisogna vaccinarsi, quale che sia il vaccino”, ribadisce Viale.

(Agenzia DIRE)

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