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L’INGEGNERE DIMENTICATO CHE FECE SAN MARINO

Laura Rossi: “Gino Zani, ingegnere 1882-1964” (Nomos Edizioni).

Laura Rossi, ex Direttrice della Biblioteca di Stato di San Marino, su incarico della Società Unione Mutuo Soccorso (SUMS) di San Marino, ci fornisce questo ricco volume biografico sull’ingegner Gino Zani (1882-1964). E’ a Lui che si deve la San Marino così come oggi la conosciamo:

“…i sammarinesi non avrebbero dovuto dimenticare che la loro Repubblica è un rudere monumentale di legislazione medievale e che ogni intonaco novecentistico che mascheri il loro monumento non solo non lo rende interessante, ma annulla le ragioni della loro libertà” (Gino Zani).
Una San Marino dunque falsa, tutta rifatta dagli anni Trenta in poi? In gran parte sì, ma sulla base di approfonditi studi storici sull’architettura medievale da lui compiuti, oltre che dell’utilizzo delle conoscenza dategli dai più noti studiosi delle vicende della Repubblica (Onofrio Fattori, Pietro Franciosi).
A Lui si devono l’attuale assetto urbanistico del centro storico, i restauri delle torri, delle mura di cinta, dei principali edifici e monumenti storici. Fu ingegnere capo dell’Ufficio Tecnico Governativo dalla metà degli anni Trenta ai primi anni Cinquanta. Storico e studioso, diede un impulso fondamentale alle ricerche di carattere archeologico in vari luoghi della Repubblica e, come direttore degli Istituti Culturali, dal 1953 sino alla morte nel 1964, ha ordinato, per la prima volta, in modo organico il Museo, la Biblioteca, l’Archivio Storico.

Scrive il Presidente della SUMS, Clelio Galassi, nella sua Prefazione: “Gino Zani è stato un uomo illuminato, che ha amato profondamente il suo Paese e ha operato nell’interesse esclusivo del bene della Patria, interagendo con uomini altrettanto illuminati e superando alti steccati ideologici”.

Nella premessa Laura Rossi sostiene che sulla figura di Gino Zani si è abbattuta: “una sorta di damnatio memoriae, le cui ragioni sono diverse: un peso notevole ebbe certamente, nell’immediato secondo dopoguerra, la collaborazione professionale e politica con il regime fascista; ma ancor più determinanti per i giudizi sul suo operato furono le scelte progettuali adottate per i restauri e il rifacimento delle mura e dei fortilizi della Città di San Marino, che trovarono, e trovano tuttora, detrattori, nonostante oggi si possa affermare che la sistemazione urbanistica del centro storico, da lui ideata sulla base di precise scelte storiche e culturali, ha contribuito notevolmente all’inserimento nella lista UNESCO del Patrimonio dell’Umanità”.

Le finalità dell’operare di Zani avevano un duplice aspetto: da un lato far rivivere San Marino nel suo aspetto medioevale perché nel Medioevo affondavano le origini della sua libertà; dall’altro fornire la Repubblica di servizi e infrastrutture per la sua modernizzazione. Con la piena consapevolezza che il turismo sarebbe dovuto diventare il motore dello sviluppo economico di San Marino.

Nel delineare il suo profilo Laura Rossi scrive che Gino Zani fu “funzionario pubblico dotato di raro senso dello Stato, ebbe una visione politico-pragmatica dei problemi, riscontrabile dalle numerose relazioni prodotte, che mettono in evidenza lucidità di analisi, vastità di conoscenze, lungimiranza nell’individuazione delle soluzioni. Pur impegnato anche sul piano politico, in lui prevalse sempre la passione per il lavoro e la professione; mai l’abbandonò l’avversione alla partitocrazia, che considerava fonte di odi e rivalità deleteri per il suo Paese, per la cui sopravvivenza riteneva indispensabili la pace e la concordia dei cittadini, nonché il rispetto delle norme statutarie”. Il figlio Nicola sostiene che era “un socialista puro, non partitico, e respingeva in ugual maniera le ideologie totalitarie del Comunismo e del Fascismo”.

Gino Zani era figlio di una famiglia di scalpellini, poverissima, che riuscì a studiare, per i suoi meriti scolastici, grazie agli aiuti dello Stato. Si laureò in ingegneria nel 1908 all’Università di Bologna. Il 28 dicembre 1908 un terremoto devastante distrusse la città di Reggio Calabria. Una settimana dopo Zani era lì su incarico dell’Università di Bologna e del Genio Civile. Qui rimase sino al 1935, quando rientrò definitivamente a San Marino. “Egli si troverà ad operare prima tra le macerie di Reggio Calabria, poi tra le rocche e le torri della sua città natale. Si tratterà in entrambi i casi di ricostruzioni: una prima legata all’emergenza di una città distrutta dal terremoto; una seconda associata ad un programma di ‘rifabbrica integrale’ di un nucleo urbano che vuole entrare a pieno titolo nel novero dei centri medioevali. Più di tutti Zani può essere considerato l’artefice di quell’eccezionale programma di rifacimento che si attua fra il 1925 e il 1943” (Guido Zucchini nell’introduzione alla ristampa delle “Fortificazioni del Monte Titano” curata dalla Banca Agricola Sammarinese nel 1997).

Il libro è arricchito da preziose foto e carte progettuali provenienti dall’Archivio della famiglia Zani conservato nella casa di San Marino.

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