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L’innamorato, i pescatori sul porto, caccia alle sigarette “migliori” e a Rimini perché “Riccione non è più quella di una volta”

L’innamorato che vorrebbero dichiararsi, le sigarette migliori lontane da casa, a Rimini perché Riccione non è più quella di una volta: sempre più surreali le motivazioni fornite dai fermati dalla Polizia di Rimini per i controlli anti-coronavirus.

E che c’è anche la coppia, lei cesenate di 40 anni, lui riminese di 39, sorpresa sulla “palata” del porto verso le 13.30 di ieri  mentre stavano tranquillamente pescando. Agli agenti hanno detto che si trattava di “esigenza alimentare”. E del resto, hanno spiegato, con le strade deserte e nessun traffico di imbarcazioni da diporto senza dubbio la canna da pesca avrebbe procurato un bottino più abbondante.

Quanto ai sentimenti, ne è stato travolto un peruviano di 32 anni residente in via del Marinaio ma bloccato in via Ortigara intorno alle 18. Il giovane ha confessato di essersi invaghito da qualche tempo di una ragazza che vedeva spesso passare da quelle parti. Fattosi coraggio, si era messo alla sua sua ricerca per poter finalmente dichiararsi.

Un 37enne originario di Avezzano ma residente a Viserba in via Dati era invece arrivato a piedi fino a Rivabella, in via Ortigara, poco prima delle 17.30 mentre stava risalendo dalla spiaggia. Come mai? Ma per prendere le sigarette, che a sentire lui da quelle parti sarebbero migliori di quelle disponibili vicino a casa.

Poi c’è il riccionese di 30 anni avvistato nei pressi di un posto di blocco in via Coriano mentre in auto effettuava una manovra sospetta. Raggiunto dai poliziotti e richiesto di spiegazioni, ha ammesso che intendeva farsi un giro a Rimini, poiché “Riccione non è più quella di una volta”. Per lui sanzione aggravata dal fatto di stare conducendo un veicolo.

 

 

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