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L’uomo che costruì gli asili di Rimini

Nella storia delle scuole materne ed elementari riminesi c’è un protagonista scomparso dalla scena: Enea Bernardi (1922-1998). Enea fra il 1960 e il 1975 avviò tutta la realizzazione delle scuole materne riminesi, con una attività totalmente volontaria e gratuita, seguendo la costruzione dei plessi e pianificando anche sapientemente la loro dislocazione. Con il supporto straordinario di Margherita Zoebeli, fondatrice e direttrice del CEIS, l’asilo italo-svizzero. Sindaci della Città, Walter Ceccaroni sino al 1970 e poi Nicola Pagliarani.

Bernardi era nato a Viserba il 16 marzo 1922 da una famiglia di venditori di legna e carbone. Penultimo di sette fratelli e sorelle. Fu l’unico a studiare, frequentando a Pesaro le magistrali e poi la facoltà di pedagogia a Urbino, dove si laureò nel 1947.

19 novembre 1974. Rimini, scuola materna di Via di Mezzo. Enea Bernardi con un gruppo di alunni in occasione della visita di Gianni Rodari. Foto di Davide Minghini di proprietà di Manuela Bernardi. Nell’Archivio fotografico Minghini, depositato presso la Biblioteca Gambalunga, l’intero servizio in occasione di quella visita (73 scatti): https://scoprirete.bibliotecheromagna.it/opac/resource/RAV1899544 e il servizio sulla conferenza di Gianni Rodari nella Sala de L’Arengo il 18 novembre 1974 (91 scatti): https://scoprirete.bibliotecheromagna.it/opac/resource/RAV1899337

Le poche notizie biografiche su di Lui le abbiamo da un lungo, e bello, articolo di Maria Cristina Muccioli apparso sul numero di marzo/aprile del 2000 di “Ariminum”, grazie alle informazioni datele dalla figlia Manuela. “Vinse un concorso come maestro ed insegnò dal 1948 al 1959. Nel 1960 il professor Lamberto Borghi lo volle all’Università di Firenze, dove restò per dieci anni. Qui organizzò una ricerca interdisciplinare tra l’Istituto di Pedagogia e la Facoltà di Architettura incentrata sul rapporto fra l’organizzazione degli spazi nelle scuole e l’intervento pedagogico-didattico. Tenne anche una Conferenza all’Università di Zurigo sulla sua esperienza col Centro Educativo Italo-Svizzero di Rimini, con il quale collaborò per diversi anni”.

Borghi (1907-2000) fu uno dei grandi pedagogisti italiani, succeduto nel 1955 a Ernesto Codignola (1855-1965) nella cattedra di pedagogia alla Facoltà di Magistero dell’Università di Firenze.

19 novembre 1974. Rimini, scuola materna di Via di Mezzo. Enea Bernardi con Gianni Rodari all’esterno dell’asilo. Foto di Davide Minghini di proprietà di Manuela Bernardi

“Dall’Università di Firenze ritornò a Rimini nel 1970 per insegnare all’Istituto Magistrale. Nel 1975 venne chiamato nel comitato scientifico dell’IRPA di Bologna (Istituto Regionale di Psicopedagogia dell’Apprendimento) a dirigere la Sezione Psicomotricità. Lasciò l’insegnamento all’istituto Magistrale nel 1979, anno in cui andò in pensione. Un primo infarto nel 1981, un aneurisma nel 1984, una ‘fantascientifica’ operazione al cuore nel 1985: ragioni valide per un ritiro professionale e mondano. Da allora, fino alla scomparsa avvenuta il 28 dicembre 1998 per un tumore polmonare, Bernardi si è dedicato solo alla sua famiglia”.

Ricorda la figlia Manuela a proposito della nascita delle scuole materne riminesi: “Realizzò una rete di servizio in continuità che copriva tutta la vasta area del territorio comunale, da Torre Pedrera a Miramare, da San Lorenzo in Correggiano a Monte Cieco e a Santa Giustina. Mi sono particolarmente rimaste impresse le polemiche per quella di Monte Cieco, oggetto di molte critiche: era ritenuto assurdo costruire una scuola, in certo senso ‘futuristica’, in quella località quasi sperduta”.

Anni ’70. Rimini, Scuola Magistrale. Foto di classe con Enea Bernardi (in piedi a destra in seconda fila) (foto di proprietà di Manuela Bernardi)

Il racconto della costruzione degli asili riminesi in “Sui nostri passi. Tracce di storia dei servizi educativi nei Comuni capoluogo dell’Emilia-Romagna” a cura di Lorenzo Campioni e Franca Marchesi (Junior, 2014) e in “La strada maestra. Tracce di storia delle scuole comunali dell’infanzia nei comuni capoluogo dell’Emilia-Romagna” a cura di Lorenzo Campioni e Franca Marchesi (Zeroseiup, 2018) il saggio su Rimini di Fiorella Zangheri.

Scrive ancora la Muccioli: “La sua carriera di pedagogista è stata caratterizzata da una ricerca continua e costante, ma, specialmente, dal rapporto molto stretto con insegnanti e genitori: il modo migliore per capire l’influenza delle famiglie sullo sviluppo creativo dei bambini”. Antonio Cialabrini, suo successore alla direzione delle Scuole dell’Infanzia di Rimini, ricordava che Bernardi “elaborò un modello pedagogico di scuola per l’infanzia che ancor oggi non è invecchiato. Un modello che continuiamo a seguire perché, fra l’altro, non si discosta dai contenuti degli orientamenti più recenti. Momenti formativi da lui organizzati, come quello con Gianni Rodari (1920-1980) e Zoltan Dienes (1916-2014), sono stati pietre miliari nella storia delle nostre scuole. Tanti altri esponenti delle idee pedagogiche e delle metodologie più avanzate vennero a Rimini grazie a Bernardi ed alla sua amicizia con Margherita Zoebeli”.

Ha scritto la figlia Manuela, medico specializzata in psicologia clinica: “Lui, come tutti i geni, spesso amava stare un po’ sulle nuvole. Sognatore ed idealista”.

Bernardi ha scritto diverse opere: “Analisi di un esperimento pittorico” (La Nuova Italia, 1959), “Principi di fede e pregiudizi nei bambini (indagine condotta su 106 ragazzi del Riminese)” (La Nuova Italia, 1960), “Problemi della scuola per l’infanzia: modelli psicopedagici e architettonici” (1962), “Le scuole per l’infanzia del Comune di Rimini” (Comune di Rimini, 1964), “Appunti sull’educazione scolastica in Italia (disegno e pittura nella scuola materna)” (Comune di Rimini, 1967), “L’educazione del bambino dai 3 ai 6 anni” (1967), “Il comportamento psicomotorio a scuola” (Il Mulino, 1979), “Educazione psicomotoria: ricerche e linee operative” (con Andrea Canevaro e Lucia Ferioli) (Il Mulino, 1979).

2017. Copertina del libro di Enea Bernardi “Storie su due piedi”. Ristampa della prima edizione del 1985

Infine, solo per gli amici, un libro di racconti stampato nel 1995 “Storie su due piedi. Immagini della memoria” (ristampato per volontà dei figli, Manuela e Massimo, nel 2017 per i tipi de La Bolognetta. Associazione culturale dei Bagnanti e non solo). Ha dichiarato Bernardi a proposito di questo volume: “Per divertire me stesso e per lasciare qualcosa di importante ai figli e ai nipoti: il ricordo di quello che era Viserba, per quando non solo la sua struttura fisica verrà cancellata, ma anche i suoi personaggi, il tipo dei vari rapporti e come si viveva ai miei tempi”.

Questo articolo esce in occasione del dono della biblioteca e delle carte di Enea Bernardi alla Biblioteca Gambalunga di Rimini da parte della figlia Manuela e della nipote Cecilia.

Paolo Zaghini

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