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Macchè colpo di spugna sul “modello” spiagge romagnole però le concessioni devono calare

“Il Paese non può mettere in discussione un sistema senza neanche sapere di cosa si parla”. Il Presidente della Lega Coop Emilia Romagna, Giovanni Monti, interviene in modo “confessorio” e con un “velato atteggiamento di supponenza”, nel dibattito sulla delicata questione delle concessioni demaniali marittime a scopo turistico ricreativo.

In modo “confessorio” perché dimostra di essere il primo “a non sapere di cosa si parla”: dov’ è scritto nell’emendamento al DDL concorrenza che si “cancella con un colpo di spugna il modello di spiaggia conosciuto in tutto il mondo”? Le spiagge e il mare rimangono lì dove sono non spariscono mica, Giovanni Monti, lo sa?

Così come non sparisce la “modalità concessoria”. Solo che per la prima volta si parla esplicitamente di “concorrenza” e di possibilità per nuovi operatori di poter accedere alla possibilità di utilizzare un bene pubblico fino ad oggi interdetto al mondo ed in pieno monopolio generazionale di una casta chiusa e ben protetta politicamente.

Con atteggiamento di “supponenza” in quanto il “Paese” a cui indebitamente accenna Monti è composto anche e soprattutto dalla meritoria attività degli organi giurisdizionali (la tanto vituperata magistratura), italiani ed unionali, che supplendo alla vergognosa inerzia della politica sul tema, si sono posti con le loro sentenze, per l’ ennesima volta, a tutela delle posizioni costituzionalmente garantite, delle libertà e dei diritti di tutti a differenza della classe politica che si è arroccata nella difesa dei privilegi di pochi solo per riscuotere i dividendi elettorali.

Assessore Corsini, alle volte, troppe volte, lei dimentica che il suo ruolo istituzionale, pagato dai cittadini, è la difesa del pubblico interesse, dei beni comuni, delle istituzioni che devono rappresentare tutti e non quello, dove lei sarebbe perfetto una volta però che rinunci al primo, di difesa a spada tratta degli interessi della categoria dei balneari. Cerchi di leggersi quelle sentenze della Corte Costituzionale, orientate secondo i principi eurounitari, che ritagliano prerogative legittime delle regioni in tale materia, in un bilanciamento con quelle di competenza del legislatore nazionale, e porti in assemblea legislativa proposte costituzionalmente inattaccabili.

Le quattro regole chiare, i primi a non volerle, sono stati proprio quelli come lei che hanno cercato in tutti i modi e cercano tutt’ora ancora di allungare per l’ ennesima volta il “brodo”.

18.000 gare? I comuni non sono affatto obbligati a “porre” in pubblica evidenza tutti i tratti di arenile ad oggi occupati dai concessionari. L’emendamento al DDL concorrenza parla di un giusto equilibrio tra modalità concessoria e spiagge libere e di conseguenza è necessario un drastico calo di concessioni sulle nostre spiagge.

Roberto Biagini, Presidente del Co.Na.Ma.L. Coordinamento Nazionale Mare Libero

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