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Mal di pancia a sinistra, mercato da curare, ex Questura da demolire, bagnini alla riscossa

I mal di pancia del centrosinistra

Non ce la possiamo fare. Appena qualche minuto dopo l’accordo con Calenda e +Europa sono scattati i commenti negativi di una parte di amici, elettori del Pd e del centrosinistra. Da “si ricostruisce la Dc con Letta”, “è solo un accordo di potere per le poltrone”, “è un ammucchiata” e via dicendo. Tutto legittimo per carità. Faccio notare solo a queste anime in pena che in Italia abbiamo una legge elettorale (Rosatellum) imposta con voto di fiducia dal governo Renzi (non votata dall’attuale segretario del PD Letta) che impone le coalizioni. Altrimenti si perde prima di iniziare a giocare. Si perde a tavolino. Non è un caso che la Destra l’accordo sul coalizzarsi l’ha trovato in poche ore. Anche in quel caso hanno programmi diversi, vengono da esperienze di governo e di opposizione. Ma non si sono scandalizzati. Invece la sinistra è sempre pronta a spaccare il cappello in quattro. In questo caso faccio fatica a capirne le ragioni. Non è un problema di programmi o di agenda Draghi, ma di profili dei candidati. D’altra parte ai tempi dell’Ulivo non si sono fatte alleanze di campo largo? Altrimenti non si vinceva. Ora chiudiamo le alleanze (mentre scrivo sembra che sia raggiunto l’accordo con Verdi e Sinistra) e impegniamoci sul programma. I temi sono tanti, ma uno svetta sugli altri. Le diseguaglianze. Sono aumentate le famiglie sulla soglia della povertà. Sono aumentate le diseguaglianze nel lavoro. Sono aumentate le diseguaglianze nel lavoro femminile. Poi ci sono tutti gli altri temi ad iniziare dal clima. Si certo, prima vi sono le diseguaglianze perché dobbiamo essere chiari e parlare a quella parte di elettorato che non ci vota oppure non ci va proprio a votare. Agli intellettuali di sinistra dico: Dateci una mano.

Carlo Calenda con Enrico Letta

Mercato coperto, maneggiare con attenzione

Il consiglio Comunale di Rimini ha approvato la procedura per la realizzazione del nuovo mercato coperto di Rimini. Si tratta di una procedura di partenariato pubblico-privato nella forma della finanza di progetto.

Il progetto prevede la completa demolizione dell’attuale struttura e la realizzazione, sullo stesso sedime, del nuovo mercato che avrà una superficie di circa 8.000 mq per un investimento di circa 20 milioni di euro.

Un’operazione molto delicata che coinvolge non solo una delle strutture commerciali più importanti di Rimini e per alcuni aspetti d’Italia – mi riferisco alla pescheria – ma è anche inserita in un’area del centro storico di Rimini che in questi anni si è caratterizzata come un vero e proprio distretto del food. Sbagliare il progetto di riqualificazione sarebbe un disastro economico di proporzioni maggiori dello stesso valore del Mercato. D’altra parte, in Italia tanti sono gli esempi di riqualificazione di mercati rionali. Da progetti di successo come a Firenze ad altri falliti o comunque con la necessità di correttivi continui. Quest’ultimi hanno pagato il prezzo di progetti che si allontanavano dalle caratteristiche di mercati popolari per diventare mercati, passatemi il termine “super fighetti”.

Non mi pare sia il nostro caso per come conosco il progetto e per come si è impegnato il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, che anche recentemente ha dichiarato: “Gli operatori sono l’anima del Mercato coperto e non è pensabile una struttura senza di loro. Sapremo valorizzarli al meglio”. Anche in consiglio comunale il sindaco ha ribadito “Vogliamo trovare le soluzioni più indolori assieme al consorzio degli operatori”

Tuttavia una riflessione su due aspetti penso vada fatta.

  • Dove realizzare la struttura temporanea (circa 2 anni) in attesa del nuovo mercato. Tre le ipotesi. Quella del Settebello vicino alla ferrovia credo sia la soluzione meno adatta. Lontano dall’attuale mercato con il rischio di perdere una parte importante della clientela. Inoltre impoverisce tutta l’area di via Castelfidardo con il rischio di pesanti contraccolpi economici. La soluzione “ottimale” dal mio punto di vista è realizzare la struttura temporanea in piazzale Gramsci di fronte all’attuale mercato. Certo una soluzione difficile. Sarebbe necessario spostare una parte degli ambulanti e vi sarebbe una riduzione dei parcheggi. Ma in una situazione di emergenza le scelte necessariamente debbono cercare di ridurre al minimo il “danno” in attesa della nuova struttura.
  • Il secondo aspetto riguarda i canoni. Nel bando che verrà indetto dal Comune occorre prevedere migliorie per l’ammontare dei canoni. In una situazione inflattiva importante non si può contribuire con un aumento dei canoni sin dalla struttura temporanea.

Mi pare che il lavoro che ha fatto il Comune in questi mesi sia stato positivo occorre l’ultimo sforzo per un progetto condiviso dagli operatori e nell’interesse dei consumatori

Come sarà il nuovo mercato

Ex Questura la proprietà pressa il Comune

Mario Erbetta di Forza Italia denuncia la situazione di degrado dell’ex questura. Alla denuncia risponde in modo alquanto curioso Ariminum Sviluppo Immobiliare. La proprietà condivide le preoccupazioni di Erbetta. Ariminum fa notare che “entrarvi all’interno è un reato e crediamo sia abbastanza evidente che renderla completamente inaccessibile, viste le dimensioni, sia impossibile”. Ariminum ricorda anche le denunce e le querele per le continue intrusione nell’edificio dell’ex questura.

Fin qui nulla di rilievo. La parte “curiosa” è un’altra. Ariminum sostiene che proprio questa situazione di degrado richiede il via libera del progetto di riqualificazione proposto al Comune. In modo elegante la proprietà dell’ex questura sostiene che per risolvere il problema occorre approvare il progetto di riqualificazione presentato già al comune. Un ricatto?

Non credo che sia una proposta corretta. La proprietà sapeva benissimo, quando ha acquistato l’immobile all’asta per 14,5 milioni di euro, in che stato si trovava. La proprietà sapeva benissimo quando ha acquistato l’ex questura che non vi erano su quell’area previsioni urbanistiche. Ora spetta alla proprietà garantire decoro e sicurezza dell’area e dell’edificio. Oppure Ariminum concordi con il Comune la demolizione dell’ex questura con il riconoscimento dei 23mila mq esistenti. Penso che inevitabilmente la pianificazione di quell’area debba essere inserita nel PUG (nuovo Piano Urbanistico Generale). Non vi sono le motivazioni per un accordo di programma

Ex Nuova Questura degrado  © Manuel Migliorini / Adriapress.

 

Concessioni spiagge: approvata la legge, pronto l’inganno

Pochi giorni fa è stato approvato definitivamente il disegno di legge concorrenza che contiene anche le nuove norme sulle spiagge. Come è noto due sentenze in Adunata Generale del Consiglio di Stato impone la messa a gare dell’attuali concessioni entro il 31 dicembre 2023. La legge approvata concede ai Comuni, motivando, la proroga di un altro anno. Inoltre la legge per essere operativa necessità di decreti legislativi che devono essere approvati dal governo entro sei mesi. Se ne occuperà il prossimo governo. Ovviamente i concessionari sperano in un governo loro amico. I decreti dovranno stabilire le modalità delle evidenze pubbliche, gli indennizzi per i concessionari che perdono l’evidenza, I punteggi per l’esperienza professionale maturata. Un senatore del centrodestra ha riassunto tutto in modo molto efficace: fino al 2025 tutto resta così com’è adesso. Poi si discuterà di come fare le gare, come privilegiare gli attuali concessionari con indennizzi e valori delle aziende. Tutti aspetti in contrasto con le norme europee. Prevedo una nuova infrazione europea. Ma questa volta le sentenze del Consiglio di Stato obbligano i dirigenti dei Comuni a disapplicare le norme in contrasto con le norme europee. Si vedrà.

Maurizio Melucci

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