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Mancano medici di base, “dottorini” potranno avere più pazienti

Aspettando i rinforzi, la Regione Emilia-Romagna aumenta il numero di pazienti che possono essere seguiti dai medici di base con incarico temporaneo. La mossa, condivisa coi sindacati, è un tentativo di tamponare almeno parzialmente la carenza dei medici in particolare nei piccoli centri e nelle zone di montagna.

Sale così da 500 a 650 il numero massimo di pazienti assistiti dai medici che frequentano il corso di formazione specifica in medicina generale ai quali è stato conferito un incarico temporaneo. La possibilità di incrementare fino al 30% il massimale degli assistiti previsto per questi medici corsisti è offerta dall’accordo collettivo nazionale firmato nel 2020 che disciplina i rapporti con i medici di medicina generale.

Ora l’Emilia-Romagna, d’accordo con i sindacati, ha deciso di sfruttarla: di qui l’intesa siglata in questi giorni tra la direzione dell’assessorato alla Sanità e le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale Fimmg, Snami e Smi.

“Da anni siamo impegnati a fronteggiare il tema della carenza di medici di famiglia, che purtroppo riguarda l’intero paese e che richiede una soluzione sovraregionale”, sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini. “Lo facciamo aumentando di anno in anno le risorse per garantire più posti ai corsi di formazione triennale in medicina generale e utilizzando tutte le possibilità che abbiamo. L’intesa con i sindacati va proprio in questa direzione: estendere ulteriormente la platea dei pazienti che i medici corsisti in medicina generale possono assistere”.

Decisione “certamente non risolutiva – conclude Donini – ma che permette di alleggerire l’attuale situazione di carenza di medici di assistenza primaria che le Aziende sanitarie si trovano ad affrontare con difficoltà, ogni anno, quando devono incaricare i professionisti per gli ambiti territoriali vacanti, a partire dalle zone più svantaggiate”.

(Agenzia DIRE)

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