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Manifesti sui muri di Rimini che inneggiano a Mussolini. Condannato per apologia di fascismo l’autore

L’autore dell’affissione di manifesti con l’immagine di Benito Mussolini, apparsi il 30 gennaio scorso nel centro storico di Rimini è stato condannato per il reato punito dalla legge Scelba di propaganda per la ricostituzione del partito fascista.

Quella mattina (30 gennaio 2018) erano comparsi (poi subito dopo rimossi) manifesti con l’immagine di Benito Mussolini e la scritta “Per un mondo più pulito torna in vita zio Benito”. Parole che hanno spinto a commentare, informalmente, il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi.

“Al di là che l’apologia di fascismo è ancora un reato punito dalla legge e una violazione della Costituzione – osserva – e detto che mi ritrovo in tutto e per tutto d’accordo con la posizione del presidente Mattarella il quale solo pochi giorni fa, in occasione dell’ottantesimo delle leggi razziali, ha bollato con parole definitive la ‘fake story’ del ‘fascismo buono’; considerato che Rimini è Medaglia d’Oro per la Resistenza e simili gesti sono un’offesa prima di tutto per la città e per la comunità riminese, il mio commento sull’episodio potrebbe orientarsi verso un semplice ‘la mamma dei cretini è sempre incinta ‘ oppure – conclude – parafrasando la rima baciata dei fascisti autori del manifesto, ‘per un mondo più pulito, il fascista col carcere va punito'”.

L’autore del gesto è stato individuato in Davide Fabbri residente a Cervia. La sentenza emessa a fine giugno ha condannato Fabbri alle pena pecuniaria di euro 4.625. La condanna è stata sospesa.

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