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Marco Corona, la voce dell’estate romagnola

Da vent’anni è la voce dell’estate romagnola. Ci ha accompagnato e continua a farlo sulle spiagge di Cattolica, Misano Adriatico e Riccione. Il suo nome è Marco Corona e, ogni giorno da maggio a settembre, alle 11.00 e alle 17.00 spaccate, dalla Publiphono ci saluta, a suo modo, mettendo tanta buona musica.

Marco ha 42 anni, di cui la metà passati in radio. Infatti, il dj riminese ha mosso i suoi primi passi in realtà locali come Radio Icaro, Radio Rimini, Radio Melody, Radio San Marino, per poi approdare a Veronica Hit Radio e perfino a Radio Deejay. Attualmente lavora a Radio Sabbia, a Riccione, dove conduce il programma ‘Stabiliamo un contatto’ (dalle 15.00 alle 18.00).

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Quando è diventato il Marco Corona che tutti i romagnoli conoscono?

«Probabilmente da quando hanno scoperto che la ‘persona’ Marco Corona non è poi così diversa da come la si ascolta. Facendo diverse manifestazioni ed eventi nel corso dell’anno (la scorsa estate, ad esempio, ho aperto con un dj set il concerto di Alvaro Soler all’Arena della Regina di Cattolica), è stato possibile stabilire un contatto con le persone che mi ascoltano e che mi seguono, mostrando che non sono solo una voce».

Quali caratteristiche bisogna possedere per lavorare in radio? Serve solo la voce o è necessario anche un certo atteggiamento?

«Per la mia generazione, tanti anni fa, era fondamentale avere una voce per così dire ‘radiofonica’, il timbro era il personale biglietto da visita e quindi andava curato (con corsi di dizione, per evitare inflessioni romagnole pericolose), e allenato con tante ore di trasmissione, soprattutto nelle piccolissime radio locali che – fortunatamente – ti concedevano questa possibilità. Ora le nuove generazioni partono dal web, vedi youtuber, anche se la miglior palestra rimane quella delle web radio. Riguardo la voce intesa come ‘timbro vocale’, adesso non è strettamente necessaria al raggiungimento di un particolare traguardo: è importante l’atteggiamento, una propria riconoscibilità (non scimmiottando nessuno di famoso), ma soprattutto avere qualcosa da comunicare e che interessi al mondo ‘là fuori’».

Lei è molto conosciuto anche per il suo lavoro in Publiphono. Da quando ha iniziato con la Publiphono?

«Quest’anno sono esattamente 20 anni! Ero un ragazzino quando ho cominciato questa avventura, avendo il coraggio di cambiare da subito la modalità di trasmissione che aveva caratterizzato gli anni precedenti. Dal 1997 Publiphono, infatti, ha cominciato ad essere più vicina ad una trasmissione radiofonica con rubriche, musica e non mandando in onda solo comunicati pubblicitari».

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In tutti questi anni si è mai stancato di lavorare in Publiphono?

«Mai! Adoro il mio lavoro e comunicare con nuovi potenziali ascoltatori. Pensare poi di poter ‘arrivare’ a milioni di persone che nel periodo estivo si riversano in Riviera, è veramente un privilegio, altro che lavoro!».

Possiamo definirla un vero e proprio personaggio della riviera? Lei si sente tale?

«Ad essere sincero no, ‘personaggio’ mi sembra troppo impegnativo. Mi piace pensarmi più come un ‘compagno radiofonico’ con cui condividere la quotidianità in leggerezza, rendendo così meno faticose le ore della giornata lavorativa oppure piacevoli per chi è già in vacanza».

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Secondo lei, nascerà mai un altro Marco Corona che sappia accompagnare i cattolichini, e non solo, per tutta l’estate come fa lei?

«Sicuramente nascerà o è già nato uno più bravo, ma al momento penso solo a godermi questo traguardo importante: 20 anni di trasmissione nelle spiagge più belle della Riviera Adriatica non capitano a tutti, no?!? Buona estate quindi con Publiphono e tutti i pomeriggi dalle 15:00 su Radio Sabbia!».

Nicola Luccarelli

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