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Marocchino minaccia di morte l’amico della figlia. Non è musulmano

Un marocchino di 49 anni, da 15 anni residente in Italia, è stato accusato del reato di stalking dal Procuratore di Rimini Luca Bertuzzi e dal Giudice Vinicio Cantarini che ha accolto la richiesta della procura.

L’uomo era ossessionato dalle frequentazioni della figlia 15enne con un coetaneo italiano, un 14enne di Riccione. Due “fidanzatini”, come succede normalmente. Il padre non gradiva la frequentazione non solo per la giovane età ma soprattutto perché il ragazzino italiano non era musulmano. Entrambi i minorenni frequentano una scuola di Riccione

Il marocchino ha minacciato più di una volta il ragazzino italiano: “Se ti rivedo ancora in compagnia di mia figlia ti taglio la gola”. Queste ed altre minacce sono state rivolte sino a pochi giorni fa dopo l’ennesimo pedinamento del genitore marocchino, che ha colto i due ragazzini semplicemente seduti, uno accanto all’altra, ad una fermata dell’autobus.

Di fronte a queste minacce la madre del ragazzino italiano ha denunciato tutto ai Carabinieri e nel giro di poco tempo è arrivato il divieto di avvicinamento, da parte del padre marocchino,  nei confronti del minore. Dovrà stare lontano minimo trecento metri, pena l’arresto. La situazione era diventata insostenibile per il quattordicenne, che si doveva guardare attorno ogni qualvolta usciva e molto spesso farsi accompagnare dai genitori.

La stessa ragazzina aveva messo in guardia più di una volta il suo amico sulle intenzioni, violente, del padre.

Durante l’interrogatorio l’uomo ha negato le circostanze e di avere rivolto minacce di morte al ragazzino. Secondo il marocchino avrebbe soltanto messo in guardia il ragazzino italiano sulla possibile reazione di uno dei suoi figli maschi se avesse scoperto la frequentazione con l’amico italiano.

Il giudice ha deciso in altro modo

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