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Memoria del Novecento. Dalla Regione quasi un milione di euro a Istituti storici, Comuni, associazioni e privati

Ricerca, formazione, attività di divulgazione. Iniziative per le scuole, pubblicazioni, mostre, convegni. E ancora conservazione e valorizzazione delle fonti documentarie con un obiettivo comune: mantenere vivo, soprattutto per le giovani generazioni, e approfondire il ricordo dei fatti e degli avvenimenti che hanno segnato la storia dell’Emilia-Romagna nel secolo scorso, così come previsto dalla legge regionale sulla Memoria del Novecento (la n. 3/2016). Al lungo programma di iniziative per il 2016, predisposto e in parte già realizzato dagli Istituti storici dell’Emilia-Romagna e da Comuni, associazioni e altri soggetti privati del territorio, la Regione contribuisce complessivamente con più di 800mila euro. Lo stabiliscono due delibere approvate dalla Giunta, che attuano quanto indicato dalla legge.

Due i bandi che hanno preceduto l’erogazione dei contributi: uno rivolto agli Istituti storici dell’Emilia-Romagna, a cui sono andati complessivamente 660.300 euro, e l’altro per Comuni, Unioni di Comuni, associazioni e altri soggetti privati di tutto il territorio regionale, con risorse per 274.800 euro. Contestualmente alle delibere, la Giunta ha approvato anche uno schema di convenzione che verrà sottoscritto dalla Regione con ogni Istituto e che varrà per il triennio 2016-17-18. Ricordiamo che per analoghe attività sono già stati stanziati 50mila euro per le attività del Comune di Marzabotto.

Fare memoria non è per noi un concetto astratto, un mero esercizio virtuosistico, è invece il rafforzamento delle fondamenta della nostra comunità e della convivenza civile, che passa soprattutto attraverso il coinvolgimento dei giovani – sottolinea l’assessore alla Cultura, Massimo Mezzetti . Sostenere concretamente l’attività degli Istituti storici dell’Emilia-Romagna, dei Comuni e delle associazioni va in questa direzione, attraverso la realizzazione di progetti che devono avere al centro il protagonismo attivo dei ragazzi e degli studenti”.

Il bando per gli Istituti storici
Le domande di contributo per l’anno in corso sono state presentate dai 12 Istituti; di questi, il Parri (Istituto per la storia e le memorie del Novecento Parri Emilia-Romagna, con sede a Bologna) ne ha formulate due: una come singolo e l’altra come coordinatore del programma di iniziative di rete condiviso con tutti gli altri Istituti storici regionali. Per consolidare e sviluppare questa rete si è affidato infatti al Parri il ruolo di coordinamento (articolo 4, comma 2, della legge sulla Memoria del Novecento) e il compito di mettere a punto per il 2016, oltre a quelle specifiche, una serie di iniziative in comune, fra cui ‘Resistenza mAPPe’, percorsi dedicati al 70esimo della Resistenza in Emilia-Romagna; ‘GuerrainFame’, progetto dedicato ai temi dell’alimentazione in Italia nel periodo dal 1915 al 1945 e una mostra sul 70esimo anniversario dell’Assemblea Costituente.

All’Istituto per la Storia e le Memorie del Novecento Parri Emilia-Romagna, con sede a Bologna, vengono assegnati contributi per 200mila euro che vanno a sommarsi ad altri 118mila euro stanziati per attività di coordinamento della rete degli Istituti storici; 18mila euro vanno all’Istituto di storia contemporanea di Ferrara, 30mila euro all’Istituto storico della provincia di Forlì-Cesena per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. Venticinquemila euro sono stati assegnati all’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea della Provincia di Modena; 20mila all’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma e 32mila euro all’Associazione culturale – Centro studi per la stagione dei movimenti (sempre a Parma). All’Istituto storico di Piacenza vanno 22mila euro, a quello di Ravenna 24.500 euro. All’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea di Reggio Emilia (Istoreco) 43.800 euro; all’Istituto “Alcide Cervi” (Gattatico-Re) 100mila euro. Dodicimila euro all’Istituto per la storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea della Provincia di Rimini e 15mila euro al Centro imolese di documentazione sulla Resistenza antifascista e storia contemporanea (Imola, Bo).

Il bando per i Comuni, associazioni e altri soggetti privati
Al bando hanno partecipato Comuni, Unioni di Comuni, associazioni e diversi soggetti di tutto il territorio regionale. Di questi, 16 sono soggetti privati: fondazioni, associazioni culturali e altri (tra cui la Comunità ebraica italiana, sezione di Bologna, Associazione parenti delle vittime strage di Ustica, Comitati provinciali dell’Anpi, la Fondazione Villa Emma di Nonantola e la Fondazione ex Campo Fossoli di Carpi) che svolgono prevalentemente, se non esclusivamente, un’attività continuativa a favore della memoria storica del Novecento in Emilia-Romagna. Le risorse regionali assegnate ammontano complessivamente a 204.800 euro. Sette Comuni, inoltre, hanno ricevuto una sovvenzione complessiva di 70.000 euro circa. Si tratta di Bologna, Correggio (Re), Forlì, Modena, Montefiorino (Mo), Montescudo – Montecolombo (Rn) e Rimini. Nello specifico, al Comune di Bologna, per il workshop per la creazione di un Centro di documentazione Metropolitano su stragismo e terrorismo, vengono assegnati contributi per 6.720 euro; 10mila euro vanno a Correggio per iniziative sulla valorizzazione della memoria del ‘900 nel territorio correggese; al Comune di Forlì 14.140 euro per “La città e la memoria: percorsi di valorizzazione della storia e del patrimonio forlivese del ‘900”.

Per “Itinerari scuola-città: Modena e la sua storia attraverso percorso di scoperta dei luoghi della storia del Novecento in Emilia-Romagna”, la Regione assegna al Comune di Modena contributi per 7.142 euro; 10mila euro vanno a Montefiorino per il progetto “Dalla repubblica partigiana alla Repubblica Italiana”. Al Comune di Montescudo – Monte Colombo, vengono assegnati 14.532 euro per “Linea Gotica Orientale – Formare, educare, ricercare in un luogo di guerra”; infine, a Rimini vanno 7.500 euro per “Quel che resta di un uomo. Vivere, sopravvivere, resistere e morire sotto la dittatura nazionalsocialista (1933-1945). L’esperienza dell’umano e del disumano nei campi di concentramento”.

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