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“MEMORIE, VOLTI E VOCI DELLA MIA GENTE”

Gli eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale, connessi alla Linea Gotica Orientale,
hanno segnato profondamente la storia del territorio della Valconca e la memoria dei suoi abitanti.

Obiettivo primario dell’Amministrazione comunale è quello di focalizzare l’attenzione sui testimoni di tale periodo storico, autentico patrimonio per la nostra storia, da salvaguardare perché estremamente fragile.

Dopo le azioni intraprese in tal senso dall’Amministrazione comunale, volte alla trasmissione e valorizzazione della memoria collettiva della comunità e dei luoghi coinvolti negli eventi bellici del settembre 1944, tradotte in progettualità volta alla salvaguardia delle testimonianze orali , operata raccogliendo, in sedici video interviste, le voci, le storie ed i volti di quelli che sono stati i ragazzi e le ragazze dell’estate del 1944 in Valconca nell’ambito del progetto MEMORIE DALLA LINEA GOTICA ORIENTALE, la custodia della testimonianza visiva, appare la naturale prosecuzione del percorso avviato.

Le immagini in bianco e nero dei volti raccolte nel libro fotografico, fortemente voluto, sostenuto e promosso dall’Amministrazione comunale, dal titolo “MEMORIE, VOLTI E VOCI DELLA MIA GENTE” di Giancarlo Frisoni, poliedrico artista locale (fotografo e scrittore), sono frutto di un intenso lavoro durato due anni che ha portato l’autore, per sapere e conoscere di più, a fotografare e intervistare un centinaio di anziani della nostra zona, appartenenti alle generazioni che vanno dal 1915 al 1930, che hanno vissuto in prima persona i periodi più cupi del secolo scorso, vissuto due guerre, la fame, la miseria e le malattie. Oltre duecento scatti dall’impatto dirompente.

Dice l’Autore: volti e voci della mia gente, è un libro che entra dentro le vite, dentro i volti, le rughe, e le esistenze di una intera generazione, una generazione dove affondano ancora le nostre radici, e che voce più non ha perché ce ne stiamo dimenticando. E ci stiamo dimenticando chi siamo, da dove veniamo, dove dobbiamo andare. Soprattutto quel senso di appartenenza che rende forte e sicuri gli uomini, e di conseguenza un popolo. Quell’appartenenza dettata dagli esempi, dai valori, dalle tradizioni, dalla terra, dalla storia, dalla religione, le abitudini, i sentimenti, gli odori, i sapori, tutto quello che invece ha forgiato e guidato questa gente. Gente che ha vissuto ii periodi più bui del secolo scorso, che ha visto guerre, morte, distruzione, dolore, fame, miseria, umiliazioni. Gente che con volontà e dignità si è ricostruita le case, le vite, i paesi, l’Italia intera! E ha lottato per i propri diritti, per una equità sociale ed umana, per ideali giusti e solenni, a costo di soprusi e angherie, , a costo della loro stessa vita. Il nostro tempo non è più degno di loro! Pensare che avrebbero ancora tanto da insegnare, e meriterebbero ben altro che le pagine di un libro! E vengono invece relegati nelle più totali indifferenze e solitudini, negati di una dignità sociale e spesso anche umana. Questo libro è denuncia e messaggio, un monito a questi giorni fragili, a questa realtà dell’apparire, che possa tramutare in fame d’essere, e noi degnare le nostre radici, la nostra memoria, l’esempio che lasceremo, continuando a nutrire l’inarrestabile meraviglioso ciclo della vita. Essere uomini è essere tempo e cercarsi, è persistere il significato, volontà di darsi.

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