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Il ‘Menefotto’ di Rocco Barbaro al “Massari”: “Voi romagnoli sapete ridere di tutto”

«Faccio quello che voglio». Proprio come in una sua celebre battuta, Rocco Barbaro, 62 anni, calabrese doc, nella vita ha fatto quello che voleva: ovvero recitare. Dai suoi esordi nel programma Pippo Chennedy Show con Serena Dandini e Corrado Guzzanti, passando per Zelig e Colorado, poi il cinema e ora l’approdo in libreria con il suo libro “L’importanza di essere Barbaro”.

Questa sera, sabato 23 dicembre (con inizio ore 21,00), al Teatro Massari di San Giovanni in Marignano , il comico, attore e cabarettista, calabrese metterà in scena semplicemente se stesso con il suo spettacolo ‘Menefotto.’

Che cosa vuol dire per lei essere comico?

«Mi piace molto questa domanda. Per me essere un comico significa essere una persona intelligente. Devi guardare oltre e riuscire a ironizzare su quello che ci accade intorno».

Come può essere definita la sua comicità?

«Non sono un comico che utilizza molto la gestualità. Mi baso abbastanza sulla parola e sull’espressione corporea, ma sempre in maniera contenuta e mirata».

E noi romagnoli, secondo lei, siamo un po’ comici?

«Siete un popolo allegro e godereccio. Al di là di quelli che sono i problemi comuni un po’ a tutte le regioni d’Italia, voi riuscite, più di qualunque altro, a sdrammatizzare, a ridere su molte cose, ad avere sempre una marcia in più».

Vista anche la sue esperienza in tv, è più attratto dal teatro o dalla televisione?

«Beh, sono due cose totalmente diverse. La tv ha un raggio d’azione molto ampio e viene utilizzata da molti attori e comici anche come trampolino di lancio per arrivare in teatro. In teatro non hai i limiti che hai in tv e hai un contatto ancora più diretto con il pubblico. Per quanto mi riguarda, penso che il teatro sia la sede migliore dove fare spettacolo».

A proposito di spettacoli, cosa porterà in scena al Teatro Massari?

«Io racconto Rocco Barbaro. Racconto l’esperienza del comico e della persona, del suo lungo viaggio che lo ha portato dalla Calabria, suo luogo d’origine, fino a Milano, per coronare un sogno: recitare».

La rivedremo anche in tv o al cinema prossimamente?

«Non credo che il mio modo di fare comicità vada bene per la tv di adesso. Spero di poter tornare in tv o al cinema, non tanto in veste di comico quanto di attore al servizio di altre storie. In futuro chissà, adesso però non c’è nulla di concreto».

Nicola Luccarelli

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