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Meriti e sassolini. Le riflessioni di Giorgio Grossi sulle amministrative comunali

Quindi l’assessore dal cognome strano ce l’ha fatta. Al 1° turno. Superando il 51% (di chi è andato a votare). Sadhegolvaad . “Sincero nelle promesse”: questa la traduzione del significato semantico del suo cognome. L’ha precisato con orgoglio rispondendo ad una “velenosa” domanda fatta nel corso di un’ intervista alla festa del PD del Circolo Euterpe. Un cognome destinato ad essere profetico? Certo che si. Anche perché nel suo caso più delle promesse contano le premesse. Che sono tangibili nell’azione di governo di ben 10 anni!

Meriti

Al primo posto sicuramente il buon governo della città. Che ha cambiato pelle. Che ne ha rafforzato lo scheletro. Eh si, perché banalizzare le trasformazioni con il neologismo hollywoodizzazione significa non cogliere il senso di quanto accaduto negli ultimi 10 anni. Il sistema fognario che raccoglie le acque reflue e le convoglia nel depuratore di S. Giustina. Una sanità tra le eccellenze del nostro Paese, parte integrante di una rete regionale di altissimo livello e un Infermi certificato come uno dei migliori ospedali d’Italia e d’Europa. Diciassette scuole riqualificate, un welfare potenziato ogni anno con risorse e progetti all’insegna della lotta all’emarginazione e alla povertà. Un lungomare e il centro storico riqualificati all’insegna della messa al bando delle auto. Piste ciclabili dentro, fuori le mura e lungo il Marecchia…

Mi sapete dire che c’entra tutto questo con Hollywood? Anche l’ultimo degli sprovveduti capisce che dietro c’è un progetto. Che si realizza attraverso un percorso volitivo. Che tutt’oggi è in corso “…inseguendo un orizzonte che non lo prendi mai e che nel camminare trova in sé la sua ragion d’essere, perché quel cammino dà un senso alle nostre esistenze risvegliando l’amore nelle radici da cui deriviamo – il nostro amarcord – ed ha  nel futuro la sua direzione di marcia”. Dall’intervento di Gnassi di venerdi 1 ottobre a conclusione della campagna elettorale. Dubito che una persona normale abbia capito fino in fondo quel che il sindaco voleva dire. Anche perché Andrea in verità l’ha messa giù più semplice… Ma il senso concreto si. Perché nella dimensione del reale i fatti erano lì. Sul terreno e sotto il terreno che calpestavi. Nelle cose che vedevi. Nell’aria che respiravi. Non era “fuffa”, per dirla sempre con le sue parole. E neanche i candidati che sono scesi in campo per dare continuità al percorso erano farlocchi. Jamil in testa.

Al secondo posto metterei le persone che singolarmente, o riunite in associazioni di ogni tipo, hanno creduto in questo progetto e si sono spese in vari modi per attuarlo. Prima di tutto con il voto. E questo è molto facile da quantificare: 33.130. Dopodiché? Ne esco così:. menziono chi in particolare ha preparato il terreno per giocare la partita nelle migliori condizioni possibili. Comincio dalla persona che con il suo passo all’indietro unilaterale ha evitato di sprofondare nella voragine in cui il Centro Sinistra sarebbe precipitato, anche con Ceccarelli in campo. Emma Petitti si era autocandidata alla carica di sindaco. Certa la legittimazione, ma altrettanto la divisività. Ci sono voluti ben otto mesi per ricucire. Senza il rattoppo  gli incontri, i dibattiti si sarebbero fatti nelle aule dei tribunali. E i contenuti sarebbero stati non le prospettive, i problemi della città, ma quelli giudiziari. Se Emma non  avesse messo al primo posto quell’io che troneggia in tanta parte della nostra società sostituendolo con il noi all’insegna dell’Unità, si poteva vincere ugualmente? Ne dubito. Non al primo turno sicuramente. E conseguentemente il merito va allargato a tutti quelli che non si sono mai rassegnati alla logica dello scontro, della conta fuori e dentro al PD. Ricercando una terza candidatura condivisa o un accordo tra le due parti.Il Circolo di via Euterpe è tra questi. Ne siamo orgogliosi.

Sassolini

L’ormai patetico sbruffone leghista, accompagnato dai locali “non ne azzecchiamo una”, dovrebbe prenotare una visita dall’otorino. “Sento profumo di vittoria”. Os-cia, come no! Quanto alla Lisi farebbe bene a darci un taglio al suo rancorismo. A nulla le è valso in campagna elettorale. A nulla le varrà sui banchi di una “strameritata” opposizione. Sparare sulla croce rossa non mi piace. Quindi sul Cento Destra rimango muto.

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