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Michele Zamagni, uno chef di Rimini in Libano

Insegnare a fare la piadina in Medio Oriente, più precisamente in Libano. È la missione dello chef 48enne riminese Michele Zamagni, che in cucina ci sta da ben 33 anni. Infatti, dal 22 al 28 aprile, lo chef volerà a Beirut per tenere dei corsi di cucina italiana e romagnola. Proviamo a chiedergli come è nata questa idea di esportare la piadina romagnola, come suggeriva Samuele Bersani nella sua celebre canzone.

Michele Zamagni

Chef, che cosa rappresenta per lei la cucina romagnola?

«È una esplosione di sapori, prodotti di prima qualità e mi ricorda le ricette di mia nonna, con i suoi profumi, che oggi si fatica a trovare».

Ci parli di questi corsi in Libano…

«Nel febbraio del 2017, ho partecipato ad un evento al “Casinò du Liban”, vicino Beirut, tramite l’Istituto di Cultura Italiana con il presidente Edoardo Crisafulli, creando menu à la carte in occasione di San Valentino. Alla fine sono piaciuto, i miei piatti sono stati graditi e mi hanno proposto di tenere corsi di formazione come docente».

Che piatti proporrà ai suoi corsisti?

«Proporrò diversi tipi di salad con frutta fresca e secca, pasta fatta in casa in salsa romagnola e qualche piatto della cucina tipica regionale. Preparerò tagliatelle, strozzapreti, gnocchi, ravioli, pizza, piadina, pane comune e piatti della tradizione romana come carbonara gricia, amatriciana, cacio e pepe, ma anche lasagne verdi al ragù di Romagna e soprattutto risotti con verdure pesce. E poi passatelli con radicchio porcini e squacquerone».

Come si svilupperanno questi corsi?

«Dureranno 5/6 giorni ognuno e mi aspetto di vedere a che livello sono arrivato dopo tanti sacrifici. Inoltre, sarà importante far conoscere ai libanesi la nostra filosofia culinaria nelle sue forme e tecniche».

Crede che, un giorno, si possa organizzare anche uno scambio al contrario? Ovvero, che i libanesi vengano qua in Romagna a farci assaggiare qualche loro piatto?

«Può darsi che, un giorno, si organizzi uno scambio gastronomico culturale qui a Rimini, sarebbe una bella idea».

Nicola Luccarelli

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