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A Milano Frida Kahlo come non l’abbiamo mai vista (e rischiamo di non vedere)

Dall’1 febbraio al 3 giugno 2018 presso il MUDEC – Museo delle Culture di Milano (Via Tortona 56, 20144 Milano) ospita uno degli eventi espositivi più attesi della stagione: “Frida Kahlo. Oltre il mito”. La mostra ricostruisce il percorso artistico e professionale della grande artista messicana.

Tele a olio, disegni, acquarelli, fotografie, lettere e diversi materiali d’archivio sono organizzati in un percorso tematico, con lo scopo di delineare una nuova chiave di lettura attorno alla figura dell’artista, evitando ricostruzioni semplicistiche. La mostra – che si presenta come il più importante evento dedicato all’artista mai realizzato in Italia – annovera tutte le opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection, le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo. L’appuntamento milanese evidenzia come l’opera dell’artista nasconda ancora numerosi segreti, anche attraverso fonti e documenti inediti, come quelli rinvenuti nel 2007 nell’archivio di Casa Azul (dimora di Frida Kahlo a Città del Messico), oggetto di studi effettuati dal curatore della mostra Diego Sileo.

Frida nasce a Coyoacan, Città del Messico, da genitori ebrei tedeschi emigrati dall’Ungheria a Città del Messico il 6 luglio 1907. A 6 anni si ammala di poliomelite, piede e gamba destra rimangono deformi, tanto che Frida li nasconderà sempre con pantaloni e lunghe gonne messicane. Inizierà a dipingere dopo un gravissimo incidente il 17 settembre 1925 che la immobilizzerà per 9 mesi a letto. Così nascono i suoi autoritratti: “dipingo me stessa perché trascorro molto tempo da sola e perché sono il soggetto che conosco meglio”.

Nel 1928 si unirà ad un gruppo di artisti che sostengono un’arte messicana indipendente, legata all’espressione popolare. Nel 1928 incontra la fotografa italiana Tina Modotti, compagna del comunista cubano Juan Antonio Mella. Sarà Tina a far conoscere a Frida Diego Rivera, pittore e muralista molto famoso. Rivera è un uomo pesante, gigantesco. Lei lo chiama “elefante”. Il 21 agosto 1929 si sposano: lui ha 43 anni, lei 22. Dal 1930 al 1934 vivranno negli Stati Uniti. Nel 1934 rientrano in Messico e Frida si separa da Rivera, con il quale però manterrà strettissimi rapporti sino alla morte. Entrambi comunisti. E’ il periodo anche del suo impegno politico. Sostiene la repubblica in Spagna, ospita nel 1937 nella sua casa di Azul Lev Trotskij.

Negli anni ’40 la fama di Frida è talmente grande che le sue opere sono richieste per tutte le mostre collettive in Messico.
Dal 1950 le sue condizioni di salute si aggravano. E’ bloccata a letto per lunghissimi mesi. Nel 1953, alla sua prima mostra personale, partecipa sdraiata su un letto. Nell’agosto 1953 i medici sono costretti ad amputarle una gamba. Muore a soli 47 anni il 13 luglio 1954.

Sono passati 110 anni dalla nascita di Frida Kahlo, una delle artiste più amate dell’America Latina, e rinomate nel mondo. Adorata da tutti non solo per i suoi meravigliosi dipinti, ma ancheper la sua vita ricca di vicende impressionanti, nel bene e nel male. Tra gravi problemi di salute e relazioni complicate (con uomini e donne) ha dipinto tante opere che ancora oggi sorprendono per la bellezza e la tristezza nascosta dietro la vivacità dei colori. La scioccante, a volte commovente qualità dei suoi sentimenti, il suo stile inconfondibile, sono un riflesso dell’esperienza di questa libera donna con una libera mente. Essa è diventata un modello di vita per le ragazze delle nuove generazioni (impressionante il numero delle ragazze e delle giovani donne viste a visitare la mostra).
E qui veniamo alla mostra di Milano. Tanta confusione. Troppa. Più caos che arte. Stressante vedere le opere.

Ho visitato la mostra un sabato pomeriggio (sicuramente il giorno meno indicato per farlo). Un’ora abbondante di fila. Devo dire, a onor del vero, che la massa di gente e le file sono gestite in modo più che eccellente. La mostra è molto interessante e organizzata nel migliore dei modi. Il Mudec è un bellissimo spazio espositivo costruito nell’ex area Ansaldo. Il problema è che, per la massa di gente, della mostra ho visto ben poco: le descrizioni accanto ai quadri non si riescono a leggere, tra dimensioni dei caratteri, luce troppo bassa e gente affollata davanti (molti documenti sono appoggiati su ripiani orizzontali). Questo rende tutto faticoso e fa sì che non si riesca godere la visita alla mostra.

Consiglio di prenotare la visita: almeno si salta (almeno in parte) la fila (helpdesk@ticket24ore.it). Costo del biglietto d’ingresso E. 13,00.

MILANO. FRIDA KAHLO. OLTRE IL MITO

CONSIGLIO: DA VEDERE, CON RISERVA

Paolo Zaghini

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