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Ministro Bianchi a chi lo contesta: “Riapertura scuola problema anche tuo, dobbiamo stare attentissimi”

“La riapertura non è un problema del governo ma di tutti. La scuola è il luogo in cui si cresce e per questo dev’essere in presenza. Ma dobbiamo occuparcene tutti”. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi è intervenuto così, questa mattina, all’inaugurazione di Rep Idee 2021 al Teatro comunale di Bologna.

A chi dalla platea ha urlato “occupatene tu”, Bianchi ha risposto: “Io me ne sto già occupando, voglio che te ne occupi anche tu. Non è un problema soltanto del governo – ha ribadito il ministro innervosito – io me ne sto occupando giorno e notte, da quando sono arrivato. Mi impegno a continuare la battaglia. Il Cts ci informa che esistono ancora problemi sanitari e noi ne teniamo conto, ma ci sono diverse responsabilità che stiamo contemperando”.

“Questa è una battaglia che sto facendo, ma non dimentichiamoci che la pandemia non è finita e ci vuole più responsabilità da parte di tutti – ha ribadito Bianchi – Dobbiamo tenere in considerazione il rischio. Dobbiamo essere attentissimi”.

Durante il dibattito, animato dalle domande degli studenti, Anna, 19 anni, ha auspicato che in caso di altre misure restrittive “la scuola sia l’ultima a chiudere, dopo i bar e i ristoranti”. “Su questo – ha risposto il ministro – Sono d’accordissimo. Ma la scuola ha più responsabilità, perché è il luogo in cui si sta di più, in cui si vive di più”.

Sull’educazione sessuale, Bianchi ha risposto così alla domanda di uno studente sulla proposta di introdurrla in classe: “Credo che sia ora di andare avanti. Un’educazione sessuale intesa come affetti. Dobbiamo educare tutti noi agli affetti e quindi anche al sesso, che è una parte della nostra vita. Questo fa parte dell’idea di dare una formazione per la vita”. 

Per “evitare focolai” nelle scuole, e quindi la dad, ci vuole il vaccino: per cui è “cosa buona e giusta farlo”. Ma l’obbligo non c’è, “nessuno su questo si spaventi”, avvisa da parte sua il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, anche lui presente al dibattito organizzato dal quotidiano.

“Sopra i 12 anni – fa notare Bonaccini – ci si può vaccinare e io spero si vaccinino più persone possibile, compresi i ragazzi”. Il vaccino “protegge ed è lo strumento per permettere che non si torni più a chiudere ciò che abbiamo con tanti sacrifici riaperto e che si possa fare la didattica in presenza”.

Per quanto riguarda le dosi vaccinali, come riferisce l’Agenzia DIRE, “ho sentito Figliuolo al telefono anche la scorsa settimana, siamo in costante contatto con lui e la struttura commissariale. Se il ritmo con cui arriveranno i vaccini è quello atteso entro la fine dell’estate avremo vaccinato tutti gli emiliano-romagnoli che lo vorranno”, ribadisce Bonaccini.

Adesso “dobbiamo convincere un po’ di scettici, ricordando loro che gli oltre 120.000 morti nel paese e gli oltre 13.000 in questa regione sono dovuti purtroppo a questo terribile virus, non certo per i vaccini”. Anzi i vaccini “sono l’unico strumento per proteggerci dalla variante Delta, che sta preoccupando in Gran Bretagna e in giro per l’Europa. Qui ancora i casi sono molto pochi e li sequenziamo ad uno ad uno, ma prevedo un po’ di crescita nelle prossime settimane. Ma se si proteggono le persone rimane bassissima l’ospedalizzazione e soprattutto i decessi”, conclude Bonaccini.

Il commissario straordinario all’emergenza coronavirus Francesco Paolo Figliuolo con una lettera inviata alle Regioni e alle Province autonome aveva chiesto di andare a cercare in maniera ”ancor più proattiva” il personale scolastico, docente e non docente, che non ha per ora aderito ”alla campagna vaccinale, coinvolgendo anche i medici competenti per sensibilizzare la comunità scolastica in maniera ancor più capillare”.

Il generale ha anche sottolineato che alcune Regioni hanno raggiunto risultati positivi attestandosi all’85%, mentre altre si trovano decisamente al disotto della media nazionale che è dell’80%.

Secondo l’ultimo report della Presidenza del consiglio dei ministri, in Emilia Romagna al 2 luglio il personale scolastico – oltre 110mila persone – risultava aver ricevuto la prima dose all’81%,. Il 68,49% è stato immunizzato con il richiamo o con dose unica; quasi 21mila, pari a circa il 19%, non hanno assunto alcun vaccino.

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