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Misano, i sindacati: Irpef e Tari più gravose per chi ha meno reddito

I sindacati CGIL, CISL e UIL hanno emesso un comunicato dove prendono in esame i tributi del Comune di MIsano: 

E anche il Comune di Misano quest’anno non ha brillato né per le decisioni assunte in materia di tributi, né per le relazioni tenute con il Sindacato. 

Come, purtroppo, è prassi diffusa nella nostra provincia, anche il Comune di Misano ha interpellato le Organizzazioni sindacali a ridosso dell’approvazione dei Bilanci, senza lasciare tempo a possibili confronti se non addirittura incontri. Stessa cosa quando si è trattato di assumere decisioni che vanno a gravare direttamente sui cittadini come l’addizionale Irpef o la tassa sui rifiuti. 

Per quanto riguarda l’Addizionale comunale Irpef la soglia di esenzione totale è passata da 15.000 a 12.000 euro. Oltre i 12.000 euro l’aumento della tassa è stata applicata con un criterio che penalizza chi ha il reddito più basso: fino a 15.000 euro l’aliquota passa dallo 0,15 allo 0,25; da 15.000 a 28.000 dallo 0,20 allo 0,35; i ritocchi si alleggeriscono dai 28.000 ai 55.000 passando da 0,60 di aliquota a 0,70; per chi ha un reddito da 55.000 a 75.000 l’aliquota passa da 0,70 a 0,75; resta ferma allo 0,80 per lo scaglione superiore.

Per la TARI, dal nuovo regolamento comunale scompaiono le fasce di esenzione per i cittadini che hanno un reddito basso e vengono considerate soltanto alcune situazioni di disagio sanitario o la presenza in famiglia di bambini piccoli. 

Infatti, possono ottenere una riduzione soltanto gli utenti delle abitazioni dove siano presenti soggetti che utilizzano presidi medico-sanitari specifici (ausilii per incontinenza, sacche per dialisi in base e altro che l’Amministrazione Comunale si riserva di valutare e certificato dal sistema sanitario). Altre riduzioni sono previste per i nuclei familiari dove sono presenti dei bambini minori di 36 mesi che danno luogo al consumo di pannolini.

Se ancora ce ne fosse bisogno è palese che l’interesse di certe Amministrazioni Comunali nel non volersi confrontare con le parti sociali e nella fattispecie con le organizzazioni sindacali sta nell’indirizzo che intendono dare al loro Governo. Ascoltare e tenere in considerazione il sindacato significa andare incontro alle esigenze e ai problemi delle persone che il sindacato rappresenta che altri non sono che i lavoratori, i pensionati e le fasce più deboli della popolazione. Non farlo è una chiara scelta di campo che non possiamo condividere”.

Isabella Pavolucci Segr. CGIL Rimini

Paola Taddei Segr. CISL Romagna

Giuseppina Morolli Segr. generale UIL Rimini

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