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Modena, arrestato uno dei rapinatori della Credit Agricole di Cerasolo

Il 16 settembre del 2019 una banda di tre malviventi avevano assaltato la filiale della banca Crèdit Agricole a Cerasolo Ausa. Ed era stata una rapina vecchio stile, una rapina a mano armata con i criminali che dopo aver sfondato il muro di una parete confinante si erano introdotti negli uffici prima terrorizzando e poi immobilizzando i dipendenti, armati fino ai denti con pistole e mitragliatrici. Ieri i Carabinieri hanno portato in carcere a Modena, in virtù una misura cautelare emessa del gip Manuel Bianchi del Tribunale di Rimini uno dei membri del sodalizio, un 46enne milanese pluripregiudicato C.M., già agli arresti domiciliari per reati analoghi nella sua casa di Savignano sul Panaro, nell’entroterra del capoluogo emiliano.

La misura restrittiva è stata chiesta dal pubblico ministero della Procura Luigi Sgambati.  Proprio i Carabinieri subito dopo la rapina, grazie ad un accurato sopralluogo avevano repertato numerose tracce lasciate dai malviventi. Tra questi una bottiglia di plastica,  ritrovata dai carabinieri nei locali in cui i malviventi si erano nascosti ed avevano praticato il foro di accesso alla banca, su cui è stata rinvenuta una traccia di dna dell’uomo.

Il pesante quadro accusatorio è infine corredato da un minuzioso lavoro di analisi dei tabulati di traffico telefonico e dei video degli impianti di videosorveglianza. Immagini, quest’ultime, dalle quali è stato possibile per gli investigatori riscontrare la compatibilità della corporatura del sospettato con il soggetto travisato, immortalato dalle telecamere, definitivamente incastrato dalla prova del DNA.

L’uomo, difeso dall’avv. Malmusi del Foro di Bologna rimarrà in carcere a disposizione dell’Autorità giudiziaria per l’interrogatorio di garanzia mentre proseguono le indagini degli carabinieri per identificare i due complici.

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