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A Modigliana tra le tele di Silvestro Lega

Bisogna essere fortemente motivati per andare a cercare luoghi come Modigliana e la sua piccola pinacoteca comunale. È più facile farlo se, come me, siete andati a visitare la mostra dedicata a Boldini ai musei di San Domenico a Forlì. Alla ricerca quindi di un luogo un pò distante e che fosse nell’entroterra decidiamo di fare una visita veloce a questa pinacoteca, per completare la giornata. Perché? All’interno si trovano opere di un macchiaiolo originario del territorio, ovvero Silvestro Lega. Anche Boldini ha vissuto un’intensa stagione ‘macchiaiola’ ed allora abbiamo voluto metterli a confronto, ma senza sapere quali opere vi fossero.

Il borgo è assolutamente degno di nota e son sicuro che in primavera e in estate sia ancora più bello visitarlo. Quel che rimane della rocca dei Conti Guidi è lì che sovrasta il borgo, ma al di là di qualche muro perimetrale poco è rimasto. Peccato. Mi ha fatto una certa impressione la statua della Beata Vergine trafitta dalle frecce che si trova sull’apice del torrione e protetta da una Tribuna di sapor neoclassico, un’opera architettonica che ho ribattezzato ‘Trombatorrione’ essendo composta da una tozza torre centrale con mattone a vista, una edicola/tribuna al di sopra e due campanili laterali di epoche diverse. Attraverso la porta del torrione siamo entrati nella cittadella, ma io l’ho fatto in una giornata uggiosa e grigia. Tuttavia avevamo una meta, ovvero Palazzo Pretorio dove al primo piano si sviluppa la pinacoteca organizzata in quattro nuclei. A noi interessava quello centrale, dove si trovano le opere di Silvestro Lega, macchiaiolo, abile maestro dell’Ottocento. Stiamo parlando di una piccola pinacoteca che oserei definire di resistenza, e possono definirsi tali tutte quelle che si trovano nei borghi ‘sperduti’ del nostro entroterra romagnolo. Alla ridicola cifra di 1,50 euro avrete così modo di visitare questo piccolo complesso museale ed osservare numerose opere pittoriche tra le quali diverse tele del Lega come l’Incredulità di S. Tommaso, il Paesaggio, Bartolomeo Campi, il Garibaldi, opera tra le più celebri e il Mazzini morente.

Mi soffermo sulle ultime due opere. Il ritratto di Garibaldi definirlo intenso è poco. E’ un’opera patriottica, realizzata dal Lega nel suo periodo ‘purista’ proprio perché anch’egli aveva aderito ai moti indipendentisti ed era un Mazziniano convinto, cosa non facile in una terra come Modigliana stretta tra lo stato Pontificio e il gran Ducato di Toscana. Poi il dipinto de Il Mazzini morente, vero esempio di pittura macchiaiola e che ci racconta l’affetto del pittore verso Giuseppe Mazzini.  Anche Silvestro Lega, come Boldini, arrivò a Firenze in pieno fermento macchiaiolo, ma preferì sempre ritornare nella sua Modigliana come luogo di rifugio e come tanti artisti divenne celebre dopo la morte. Ora, passare dagli splendidi allestimenti dei musei di S. Domenico a Forlì alla piccola pinacoteca di Modigliana può essere vissuto come un piccolo shock, ma è necessario che certi luoghi vengano meglio inseriti in una offerta culturale regionale più attenta e integrata. Intanto partirei dal prezzo del biglietto. D’accordo rendere l’arte accessibile a tutti, ma senza un piccolo aumento non ci sono neppure i soldi per ridipingere i muri o, ancora meglio, coinvolgere un curatore per un allestimento che dia lustro alla pinacoteca.

1_rocca-e-duomoPonte_della_Signora_Modigliana

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