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Mondaino, domenica al teatro Dimora la prova aperta di Massimo Monticelli

Il Teatro Dimora di Mondaino è pronto per accogliere nuovamente il pubblico con la prova aperta che si terrà domenica 20 giugno alle ore 19 al termine della residenza di Massimo Monticelli, iniziata lo scorso 11 giugno (ingresso a contributo libero, prenotazione obbligatoria tramite mail: teatrodimora@arboreto.org)

Il progetto “Cassandra o della Verità” è vincitore della seconda edizione di ERetici. Le strade dei teatri, call per giovani artisti under 28 del panorama nazionale e per 10 spettatori under 30 dell’Emilia-Romagna i Custodi delle Residenze, promosso e sostenuto dal Centro di Residenza Emilia-Romagna, composto da L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino e La Corte Ospitale di Rubiera. Si tratta del terzo dei quattro periodi di residenza e ha accolto in questa tappa in qualità di tutor Enrico Pitozzi che attraverso le proprie competenze ed esperienze ha condiviso insieme all’artista gli interrogativi dei processi di ricerca, formazione e composizione della nuova opera.

Il processo di ricerca e di creazione è stato accompagnato anche dalla comunità nomade dei Custodi delle Residenze, e dai cittadini di Mondaino e Rubiera che da sempre sono coinvolti nelle attività delle due realtà titolari del progetto del Centro di Residenza. Dentro i processi di ricerca e creazione, le comunità di cittadini e spettatori svolgono un ruolo importante di visione e accompagnamento critico, con l’ausilio anche del tutor di audience development BAM! Strategie Culturali e delle coordinatrici delle attività con il pubblico Silvia Ferrari e Francesca Giuliani.

Continua anche il progetto DEA_Dimora Esposizioni d’Arte luogo di incontro, una galleria d’arte temporanea che nasce con lo scopo di aprire un dialogo fra il territorio e il teatro. Con l’intento di creare un circuito di relazioni e scambi tra artisti visivi e artisti in residenza il foyer del Teatro Dimora diventa palcoscenico degli immaginari attraversati dagli artisti. Ad abitare temporaneamente lo spazio che limita la scena saranno le opere di artisti che hanno scelto il nostro territorio e le zone limitrofe come habitat di vita. OSSESSIONE CHROMA è la raccolta di opere del giovane artista Riccardo Chitarrari (progetto a cura di Francesca Giuliani) che rimarrà in esposizione fino al 10 agosto e si potrà visitare in occasione delle prove aperte al Teatro Dimora.

Il progetto “Cassandra o della Verità” di Massimo Monticelli nasce da un’urgenza di ricerca personale e professionale sul tema della Verità, inserendosi in un contesto socioculturale in cui le fondamenta stesse del concetto di verità vengono scosse: la scarsa fiducia nella scienza, l’abbondare di notizie false, l’incapacità di informarsi, la difficoltà nel valutare e prendersi la responsabilità di ciò che si dice e ciò che si fa.

Cassandra, la cui più accreditata interpretazione etimologica è colei che eccelle fra gli uomini, è in verità spesso ritenuta e trattata come personaggio secondario. Principessa troiana figlia di Priamo ed Ecuba, diviene sacerdotessa dopo essere stata colpita dal dono/maledizione di Apollo di prevedere il futuro senza mai essere creduta. Violentata da Aiace nel tempio di Atena, con le altre donne della famiglia reale viene fatta schiava e muore in terra straniera uccisa da un’altra donna, Clitemnestra, divenendo nei secoli l’antonomasia di profetessa di sventure.

La storia di Cassandra si pone qui come il contenitore e la chiave di lettura per indagare come la Verità viene raccontata, ascoltata, presa in considerazione o rigettata, non soltanto in virtù del contenuto della veridizione stessa, bensì di colui o colei che la pronuncia. Un’occasione per parlare del presente nel testimoniare le altre cassandre contemporanee che, pur avendo il coraggio e la responsabilità di dire la verità, pur mirando al bene comune, vengono rigettate, ridicolizzate, strumentalizzate, spesso per la sola ragione di essere donne.

Nasce qui allora il paradosso e la provocazione: Cassandra interpretata da un performer dichiaratamente ed esplicitamente uomo. È tuttavia importante segnalare un disclaimer: la provocazione non risiede in una denuncia o nella proclamazione di una situazione personale che vada a toccare l’identità di genere dell’artista, ma al contrario risiede nel prestare il corpo di un uomo alla voce di una donna. Se quest’atto da un lato rappresenta per l’artista un obbligo etico e morale di lavorare empaticamente e con un confronto continuo proprio in virtù del proprio privilegio, dall’altro lancia automaticamente, dal punto di vista drammaturgico, una domanda dal carattere squisitamente provocatorio e attuale: Una donna, per essere ascoltata e creduta, deve essere come un uomo?

In questo senso, una ricerca che abbia uno stretto contatto con il pubblico e i tutor diventa determinante, affinché il processo si nutra non soltanto di consigli e opinioni tecniche, ma anche di esperienze personali, confronti, discussioni.

Massimo Monticelli

Bolognese di nascita, si è diplomato al Trinity Laban Conservatoire of Music and Dance di Londra, con una parentesi di studio al Conservatoire National Supérieur di Parigi, dove ha lavorato con Rachid Ouramdane. Ha trascorso in seguito un anno nella compagnia VERVE, portando in tournée internazionale un mixed bill di Joan Clevillé, Ben Wright, Maxine Doyle e Noa Zuk, conseguendo un MA in Dance Performance presso la Northern School of Contemporary Dance di Leeds (UK). Danzatore freelance con base a Bologna, Monticelli danza con la Compagnia DNA diretta da Elisa Pagani, di cui è assistente e collaboratore, e in cui lavora anche come responsabile di produzione. Sempre a Bologna, insegna danza contemporanea presso Alma Studios e si occupa dell’organizzazione dei percorsi professionali di Alma PRO, con la direzione artistica di Elisa Pagani. Contemporaneamente al percorso formativo nella danza, ha completato la laurea triennale in Lettere presso l’Università di Bologna, dove attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Discipline del Teatro.

BIO RICCARDO CHITARRARI

Riccardo Chitarrari, brutartist. Autodidatta e fuori dalla cultura artistica ufficiale, opera indipendentemente manifestando uno spirito creativo che abbraccia la filosofia dell’Art Brut dove l’unica regola è proprio quella di non avere regole. La privazione della regola permette la creazione di un vocabolario artistico del tutto personale, una matrice che incarna diversi mondi artistici, dalla Secessione Viennese fino ad arrivare al Graffitismo Americano. Ma lui non lo sa. Il tutto nasce da una determinata ed energica necessità interiore che si rivela attraverso una vera e ossessiva ricerca di un cromatismo divergente, manifestandosi in due piani differenti: il primo è l’impatto estetico e quindi visivo, mentre il secondo, concettuale, è la rivelazione del colore (negativa o positiva) con lo scopo di deviare l’osservatore, se non è consapevole di ciò che osserva. Nel corso della sua attività artistica ha esposto in diversi eventi, sia regionali che nazionali.

https://www.instagram.com/brutartist/

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