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Monopattini elettrici, progresso o caos?

Da qualche settimana soprattutto in zona turistica  si vedono tanti monopattini elettrici che sfrecciano su piste ciclabili, strade o aree pedonali. Si tratta dell’attuazione del decreto voluto dal Ministro ai trasporti Toninelli per la sperimentazione della circolazione su strada di dispositivi per la micromobilita’ elettrica.

Nella provincia di Rimini hanno aderito alla sperimentazione il Comune di Cattolica ed il Comune di Rimini.

Vediamo le caratteristiche di questa sperimentazione.

  • I comuni, con specifico provvedimento autorizzano in via  sperimentale la circolazione dei  dispositivi  per  la  micromobilita’  elettrica, esclusivamente  in  ambito  urbano,  limitatamente  alle   specifiche tipologie di infrastrutture stradali e/o  parti  di  strada
  • I comuni,  previa  specifica  ordinanza,  installano  lungo  le infrastrutture stradali e/o parti di strada individuate,  specifica  segnaletica  stradale  verticale  e  orizzontale
  • Nell’ambito della sperimentazione della circolazione su strada, i dispositivi per la micromobilita’ elettrica possono essere condotti solo da utilizzatori che abbiano compiuto  la  maggiore  eta’  o,  se minorenni, che siano titolari almeno di patente di categoria AM.  E’ in ogni caso vietato il trasporto di  passeggeri  o  cose  ed ogni forma di traino.
  • Dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere e il conducente di dispositivi  auto-bilanciato  del  tipo  segway  o  non autobilanciato del tipo monopattino elettrico che circolino su strade ricadenti in zona  30,  su  strade o su pista ciclabile hanno l’obbligo  di indossare  il  giubbotto  o  le  bretelle  retroriflettenti  ad  alta visibilita’

Queste le norme principali.

La segnalatica è stata montata nei due comuni. Tuttavia tanti i monopattini che trasportano passeggeri. Capita di vedere babbo, mamma e figlio su un monopattino. Nelle ore serali nessun fruitore del monopattino indossa il  giubbotto  o  le  bretelle  retroriflettenti  ad  alta visibilita’.

A queste osservazioni che si potrebbero definire anche marginali si aggiungono le riflessioni  di Mauro SorbiSì alla mobilità sostenibile, ma nutriamo dubbi sull’impatto che avrà sulla sicurezza stradale, perché le norme definiscono genericamente questi mezzi ‘dispositivi’ e in tale modo non sono individuati come veicoli, rendendo impossibile applicare ad essi il rispetto delle regole previste nel Codice della strada”. A dirlo è Mauro Sorbi, presidente dell’Osservatorio regionale per la sicurezza stradale, parlando del recente decreto ministeriale che consente ai Comuni di avviare la sperimentazione (come fatto da Imola) di monopattini, hoverboard, segway e monowheel.

I Comuni  “dovranno individuare le zone idonee alla loro circolazione – ricorda Sorbi – mentre le piste ciclabili, corsie preferenziali e zone 30, sono già autorizzate dal decreto con l’installazione di un’adeguata segnaletica indicante anche la velocità consentita. Non osiamo pensare a cosa accadrà in zone a circolazione promiscua e con già alto tasso di incidenti, perché questi dispositivi potranno muoversi ad una velocità compresa fino a 20 km/h, individuati dal Dm. Come si potrà sanzionare, dopo la verifica del mancato rispetto del limite (6 km), senza uno strumento e uno specifico riferimento normativo?». Come ricostruito dal presidente dell’Osservatorio regionale per la sicurezza stradale, «sono previsti numerosi casi che contemplano sanzioni, ad esempio, qualora manchino i requisiti di età». Ma d’altra parte “non esiste l’obbligo del conducente di avere al seguito un documento”. E ancora: “Non è previsto in alcun modo il divieto di utilizzate il cellulare durante la circolazione. E’ previsto l’obbligo dei dispositivi luminosi, ma monowheel e hoverboard, in particolare, sembrano essere materialmente privi di spazi idonei all’installazione di tali dispositivi sususcita dubbi la sicurezza del guidatore e non solo: si pensi a utilizzo su piani stradali accidentati, alla mancanza di frenatura automatica, unita al fatto che la conduzione, richiede indubbiamente una certa agilità e rapidità nei movimenti fisici non alla portata di chiunque”.

Sarebbe opportuno correggere questo decreto con urgenza – avverte il presidente dell’Osservatorio regionale per la sicurezza stradale –. A Parigi, dopo un anno di sperimentazione, pieno di incidenti con due vittime, si è corsi ai ripari e dopo la cosiddetta ‘Anarchia dei monopattini’ hanno codificato i dispositivi al Codice della strada, con l’obbligo di assicurazione, dando alle forze dell’ordine la possibilità di intervenire avendo le regole certe di riferimento”.

Anche per queste ragioni il Comune di Milano ha fatto ritirare tutti i monopattini elettrici gestiti dalle aziende di noleggio in attesa del bando per individuare uno o più gestore di una flotta di monopattini anche nella forma free floating (Dopo averlo usato lo lasci dove vuoi) fintantoché non sarà pronto il necessario bando e saranno posizionati i cartelli previsti dalla legge.

Ritornando nelle nostre realtà sono tanti i monopattini in sosta nelle strade, fuori dai percorsi autorizzati dalla delibera del Comune. Come per le bici il free floating rischia di crear problemi di decoro urbano o di intralcio al traffico e alla sosta.

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