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Montecopiolo. Il PD non decide tra chi vuole andare via dalla regione Marche e chi no.

Un lungo comunicato del PD di Montecopiolo cerca di chiarire la posizione del Partito che governa il Comune sul passaggio in Emilia Romagna. Una presa di posizione che cerca di non “deludere” il Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli,  contrario al passaggio del comune in Emilia Romagna e chi ha sostenuto 12 anni fa il referendum vinto per il passaggio.

“Come è noto il referendum, richiesto dal Consiglio Comunale di Montecopiolo il 01/03/2007 ai sensi dell’Art.132 della Costituzione, sancì la volontà cittadina di cambiare i confini dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio passando dalla Regione Marche all’Emilia Romagna. Essendosi trattato di consultazione popolare avente motivazioni geografiche e socio-economiche che prescindono dai diversi orientamenti politici, il PD di Montecopiolo già in quella lontana occasione risalente ad oramai 12 anni addietro, ritenne opportuno di non dare indicazioni di voto in merito all’oggetto della consultazione in quanto i suoi iscritti erano e sono orientati in maniera diversa: chi per il passaggio e chi no.

Alcuni componenti del Partito che costituirono regolarmente il comitato del no, ne stabilirono il termine della consultazione ritenendo doveroso recepire la volontà popolare senza strumentali ostruzionismi. 

Ora, trascorsi dodici anni senza che al risultato di quella consultazione fosse dato seguito per le note motivazioni, diventate spesso strumentali e trasversali, il circolo PD di Montecopiolo intende precisare e ribadire ufficialmente, ancora oggi, la propria equidistanza dagli schieramenti in favore dell’una e dell’altra posizione.

Considerando poi, gli ultimi avvenimenti verificatisi nel territorio a seguito della raccolta firme e della conseguente presentazione di una petizione popolare a favore della permanenza del comune nella regione Marche si ritiene necessario e doveroso contribuire a fare chiarezza.

di una consistente parte della popolazione è, per quanto riguarda le modalità ed i tempi in cui avvenuta, frutto dell’iniziativa personale di alcuni cittadini che si sono autonominati a gestire e dirigere non solo la raccolta delle firme “porta a porta”, quanto piuttosto anche la comunicazione dei contenuti sulle possibili conseguenze del passaggio già avvenuto, dei 7 Comuni della Valmarecchia.

L’iniziativa popolare è sempre lodevole e meritevole di ascolto ed attenzione, a condizione che non  sia fuorviante e che rischi di portare unicamente allo scontro sociale e locale. Riteniamo quindi doveroso prenderne le distanze.

I subdoli tentativi di mettere in “angolo” il  neoeletto Sindaco di Montecopiolo, Pietro Rossi e uno “scacco matto” nei confronti del volere popolare espresso con il referendum, sono stati chiari e determinanti per la comprensione di alcune dinamiche sotterranee e trasversali messe in atto. Il triste spettacolo che martedì 11 Giugno, al termine dell’insediamento della nuova Amministrazione ne è stato la prova.

Il nuovo consiglio è stato chiamato ad adottare una delibera, entro la data del 18 Giugno, nella quale si esprimesse la volontà cittadina in merito al passaggio di regione. In particolare -recita il testo del Senato-:  “…alcuni cittadini di Montecopiolo e di Sassofeltrio hanno presentato al Senato, rispettivamente, le petizioni n.326 e n.351, per chiedere di sospendere la procedura di distacco dalla Regione Marche; pur non apparendo praticabile la proposta di svolgere nuove consultazioni referendarie, sarebbe tuttavia opportuno, prima di procedere alla definitiva approvazione del disegno di legge in esame, acquisire nuovamente l’avviso dei consigli comunali interessati, sia in qualità di organi titolari del potere di iniziativa in materia di richiesta di distacco, sia, più ingenerale, di organi di rappresentanza politica delle rispettive comunità, invita i consigli comunali dei comuni di Montecopiolo  e Sassofeltrio: ad adottare deliberazioni volte a confermare la volontà dei propri cittadini, validamente espressa con i referendum del 24 e 25 giugno 2007, in merito al distacco dalla regione Marche e all’aggregazione alla regione Emilia Romagna, nell’ambito della provincia di Rimini”.

Bene ha fatto il nuovo Sindaco a rispondere con un atto di indirizzo assunto nel rispetto dell’iter referendario e delle due diverse volontà popolari. Il nuovo gruppo di amministratori afferma infatti: “Di dare atto che il Consiglio comunale di Montecopiolo non è (oggi) in grado di pronunciarsi in merito alla richiesta presentata dal Senato della Repubblica; Di richiamare pertanto l’articolo n. 132 della Costituzione in base al quale l’iter avviato con deliberazione di Consiglio comunale n. 7 in data 1/3/2007 e proseguito in conseguenzadell’esito del referendum del 24 e il 25 giugno 2007 viene deciso, sentiti i Consigli  regionali, dallo Stato con propria legge. Di chiedere agli organi competenti di superare una fase di incertezza che si protrae ormai da 12 anni. (…) Considerato che il consiglio per poter rispondere in merito e determinare se le comunità locali non abbiano modificato il loro orientamento ritiene di poter rispondere solo dopo una nuova consultazione dei cittadini.” 

E’ questo che un Sindaco, a nostro avviso fare: gestire la comunità locale nella sua interezza e sollecitare gli organi competenti a superare le incertezze.  

Sono infatti troppi anni che la nostra realtà territoriale risulta ingovernabile a causa dell’incertezza e delle strumentalizzazioni che ha finito per generare a seconda delle diverse opportunità. Giocata a volte come testa d’ariete per dividere anni fa, e mai volutamente risolta anzi, spesso usata come moneta di scambio nelle varie stanze di governo.

Una ennesima e triste strumentalizzazione si è consumata, con le urla e le aggressioni verbali nei confronti del neosindaco Rossi e del suo gruppo consigliare da parte del Signor Mauro Baldacci già sindaco per due mandati, vice sindaco per il terzo ed esponente della minoranza consigliare in un’altra legislatura e di cui suoi spalleggiatori. I quali, pur professandosi gente di sinistra, nulla hanno a che vedere con il PD di Montecopiolo.

Il PD di Montecopiolo ribadisce pertanto l’assoluta disapprovazione e la ferma presa di distanza dalle iniziative personali che si stanno consumando;  pur comprendendo le istanze del no e l’importanza di renderle protagoniste nel dibattito sociale, si ritiene infatti di doverlo fare  attraverso un confronto civile e leale. Il Partito Democratico è fatto da gente che ha votato SI e che ha votato NO al referendum ma non può e non deve farsi promotore di un’unica istanza come, a nostro avviso deve porsi un sindaco che sia riconosciuto tale da tutti i cittadini.

Il circolo PD locale ribadisce inoltre la propria vicinanza e il proprio sostegno al nuovo consiglio comunale, nella certezza che saprà confermare quanto validamente espresso nel proprio programma elettorale, coerentemente con lo spirito di innovazione, trasparenza, civile confronto e di apertura a tutte le iniziative di progresso, rispetto dei cittadini e della convivenza civile, che da sempre  contraddistingue anche il nostro partito. 

Il gruppo PD locale si auspica che il processo in atto da 12 anni possa trovare una rapida conclusione al fine di consentire la ripresa di una convivenza civile e di un clima di serena collaborazione per poter tornare a dialogare con altre realtà locali ed Enti sovraterritoriali per riportare Montecopiolo ed i suoi cittadini al centro di una logica di valorizzazione territoriale che veda nuovamente i suoi abitanti protagonisti attivi e propositivi dopo anni di isolamento.”

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