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Montegridolfo ha celebrato i 75 anni della liberazione

Con l’Inno Nazionale – il Canto degli Italiani – eseguito dal coro la Bottega delle Voci, sabato 31 agosto è iniziata la giornata celebrativa per il 75° Anniversario della Liberazione di Montegridolfo.

Alle 17.00 il convegno “Storia, Memoria, Museo” ha visto la presenza e la partecipazione le più alte Autorità territoriali: il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il Prefetto di Rimini Alessandra Camporota, il Sindaco di Montegridolfo Lorenzo Grilli, ed in platea di altri sindaci e assessori locali e regionali.

Proprio al Sindaco Grilli è toccato il saluto di benvenuto che ha illustrato i contenuti del convegno e che tuttavia, era stato preceduto da un estemporaneo dibattito pubblico tra l’Assessore alla Cultura Marco Musmeci e il Presidente Bonaccini: nell’attesa di iniziare l’assise il Presidente regionale si era reso disponibile a delle domande dell’Assessore sullo stato della Regione, sulla politica regionale nell’ambito della sanità e della formazione e sulle prospettive future. Già questo preludio ha attirato l’attenzione di un pubblico quasi incredulo per l’opportunità di ascoltare direttamente dal governatore le sue parole su questi argomenti di attualità.

A proposito del pubblico c’è da sottolineare il grande interesse che i temi del convegno hanno raccolto: l’attenzione era palpabile dal silenzio e dagli sguardi.

Il Prefetto Camporota ha sottolineato come i valori fondanti la Costituzione della Repubblica Italiana siano quanto mai cogenti nell’età contemporanea e di quanto l’incontro montegridolfese fosse importante, tale da ottenere il Patrocinio della Camera dei deputati. Il Prefetto ha poi raccontato un episodio personale, la morte nella Battaglia di Mignano Montelungo dello zio, medaglia d’argento al valor militare, toccando nel vivo l’emozione dei presenti.

Il Presidente Bonaccini ha poi colto uno spunto proposto da Musmeci per una riflessione sullo Statuto della Regione Emilia-Romagna. La nostra Regione differentemente da altre, si fregia di un preambolo che ricorda i valori che uniscono questo territorio e tra questi, la Resistenza.

La Regione Emilia-Romagna si fonda sui valori della Resistenza al nazismo e al fascismo e sugli ideali di libertà e unità nazionale del Risorgimento e si basa sui principi e i diritti sanciti dalla Costituzione italiana e dall’Unione Europea; consapevole del proprio patrimonio culturale, umanistico, ideale e religioso e dei principi di pluralismo e laicità delle istituzioni, opera per affermare:

  1. i valori universali di libertà, eguaglianza, democrazia, rifiuto del totalitarismo, giustizia sociale e solidarietà con gli altri popoli del mondo e con le future generazioni;

b) il riconoscimento della pari dignità sociale della persona, senza alcuna discriminazione per ragioni di genere, di condizioni economiche, sociali e personali, di età, di etnia, di cultura, di religione, di opinioni politiche, di orientamento sessuale; c) la pace e il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Per questi motivi ha ribadito il Presidente Bonaccini, l’importanza di una delle azioni culturali messe in atto della Regione, che attraverso dei finanziamenti promuove lo studio della storia e il recupero della memoria.

Purtroppo la storia del Novecento relega alcune fatti in spazi limitati, spesso alcune notizie vengono conosciute da poche persone, limitatamente ai singoli territori locali per cui è d’obbligo la necessità di tramandarli; alcuni di questi sono i martirii che le popolazioni emiliano-romagnole hanno subito durante la Seconda Guerra Mondiale.

Dalle parole del preambolo statutario gli interventi che si sono succeduti hanno portato ciascuno una tessera di un mosaico che alla fine del convegno ha creato una visione corale senza equali.

Le parole del Presidente del Consiglio Comunale di Cesena Nicoletta dall’Ara hanno commosso la gente che le ascoltava. Soprattutto quando ha elencato i nomi delle Vittime della Strage di Ponte Ruffio, unendoli alla loro età. Uomini di 18, 20, 22 anni che da militari prima e da partigiani poi hanno trovato la morte fucilati da un plotone nazifascista. Uomini che a quell’età avevano già fatto delle scelte sacrificando la propria vita per il bene della Comunità.

Delle forti analogie indentitarie sono state portate dall’Assessore Caterina Gattamorta del Comune di Sogliano al Rubicone. Anche loro – come a Montegridolfo – hanno intrapreso un percorso che raccontasse i 10 giorni di battaglie che hanno funestato le valli dell’Uso e del Rubicone.

Con la costituzione del Museo della Linea Christa ha poi detto il direttore Michele Benvenuti, si è voluto materializzare in un luogo la storia.

La storia di quel 31 agosto del 1944 a Montegridolfo è stata poi narrata da Alessandro Agnoletti Presidente del Comitato Scientifico del Museo della Linea dei Goti e seppur ormai trascorsa un’ora dall’inizio, la partecipazione della gente oltre che essere aumentata da un punto di vista numerico (più di 100 le persone che erano sedute o assiepate nei dintorni dell’anfiteatro), era comunque immutata nell’accorato ascolto.

Agnoletti ha raccontato di come la Comunità di Montegridolfo si sia riunita intorno al progetto del Museo che da ormai vent’anni dall’idea, accoglie visitatori da ogni provenienza con l’obiettivo di raccontare la storia di quel periodo.

Spontaneamente è nato l’applauso di ringraziamento verso il dott. Terzo Maffei e il maestro Tiziano Casoli a cui si deve la realizzazione di questo luogo della memoria.

Il convegno è stato concluso con le parole di ringraziamento dell’Assessore comunale Musmeci a Daniele Diotallevi Direttore del Museo della Linea dei Goti e a Manuel Tamburini Presidente dell’associazione Gli Amici del Museo APS per l’organizzazione della giornata.

Un’ultima riflessione di Musmeci è stata poi dedicata al ricordo e il ringraziamento per il loro sacrificio alle Vittime della Guerra, a coloro che hanno perso innocentemente la vita e a coloro che hanno sopportato le atrocità con il tormento psicologico, nei segni delle cicatrici sul corpo o come un tatuaggio numerico provenienti dai campi di sterminio.

Si può dire senza alcun dubbio che a Montegridolfo i valori della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza e della pace sono risuonati a gran voce.

Neppure il tempo di congedarsi che già la sirena annunciava l’inizio della rievocazione storica. I brividi hanno percorso il corpo delle persone più anziane fomentando le tracce del passato.

La rievocazione svoltasi quest’anno in maniera meno spettacolare per sottolineare il valore e il significato della ricorrenza, è stata rappresentata dai The Green Liners con la loro efficace interpretazione.

Certamente alcuni dei presenti avrebbero preferito un’azione teatrale con un maggior numero di veicoli e di mezzi – quasi hollywoodiana – ma la guerra non è un film e la rievocazione storica è un supporto alle pagine che vengono raccontate quotidianamente dal Museo della Linea dei Goti.

Alle deflagrazioni delle bombe, alla sera con la Gothic Line Band sono risuonate le melodie della festa per la Liberazione, che ha visto unite tante città dell’Emilia-Romagna con i loro rappresentati.

Montegridolfo ancora una volta ha preferito percorre una strada difficile, allontanando i facili consensi popolari per cercare di recuperare la memoria e promuoverne i valori.

Sono tante le rievocazioni d’invenzione che si celebrano ogni anno, ma ben poche sono quelle basate su documenti originali e con la verifica di un comitato scientifico capaci di raccontare gli orrori del Novecento.

Era giusto per il 75° Anniversario riflettere con maggiore impegno sulla storia e le oltre 500 presenze (anche di inglesi a Montegridolfo per un matrimonio), saranno di auspicio per le prossime edizioni de La Montegridolfo libera, fatte con maggiore consapevolezza sull’importanza dei valori di libertà, democrazia, uguaglianza e pace.

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