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Morciano, via libera all’ampliamento della Casa di Cura Montanari

E’ stata approvata giovedì scorso all’unanimità dal Consiglio comunale di Morciano di Romagna la delibera che autorizza la Casa di Cura Montanari a presentare richiesta di edificazione per l’ampliamento dell’attuale sede. Obiettivo è quello di realizzare 40 ulteriori posti letto che si aggiungeranno agli 80 già accreditati presso il servizio sanitario nazionale, realizzando inoltre un nuovo plesso chirurgico e ampliando l’area relativa alla diagnostica strumentale. Complessivamente saranno 4mila i mq di superficie totale che verranno realizzati in continuità con l’edificio già presente sul fronte di via XXV Luglio. I tempi che la Casa di Cura Montanari si è data sono molto stringenti, ipotizzando di poter avviare i lavori già entro il prossimo semestre per concluderli entro il 2023.

Il Consiglio comunale ha quindi autorizzato la Casa di Cura a presentare il progetto: una volta acquisiti tutti i pareri degli enti sovraordinati, si potrà dare avvio al cantiere. Con l’intervento verranno inoltre realizzati all’incirca 1.600 mq di parcheggi pubblici e circa 4.000 di parcheggi pertinenziali nonché 2.400 mq di verde pubblico, da reperirsi nelle aree ancora oggi disponibili nei pressi della Casa di Cura stessa, entro 500 metri dalla sede. In particolare la Casa di Cura si è impegnata a realizzare un parcheggio multipiano in via Boccioni e a cedere 2.400 mq di verde in via Spallicci che andranno a beneficio del polo scolastico.

Con questa decisione – dichiara il sindaco Giorgio Ciotti – Morciano conferma il proprio ruolo di riferimento, anche sanitario, dell’intera Valconca. Accanto al potenziamento della Casa della Salute, già concordata con l’ASL della Romagna, i presídi socio sanitari insediati a Morciano assumono connotati di tutto rispetto per la quantità e per la qualità assicurata ai cittadini. Pubblico e privato all’unisono completano vicendevolmente l’offerta sanitaria che scaturirà dagli investimenti che si apprestano ad eseguire. Più posti letto, più ambulatori, più specialistica. È questa la sanità di prossimità alla quale lavoriamo”.

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