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Moremode, il rock targato San Marino

I “Moremode” in concerto. Domani, domenica 28 ottobre, al Teatro Titano (ore 21), comincerà la nuova stagione teatrale di San Marino Teatro, all’insegna della musica con “Teatrock”, primo evento della rassegna In scena a Km0, presentato dall’Associazione Fun4all, che intende esaltare la “sammarinesità”, coinvolgendo artisti, associazioni, collaboratori, enti, aziende prevalentemente sammarinesi

Sul palco la band sammarinese MoreMode, nata nel 2015, e formata dal 52 enne Roberto Moretti (voce-armonica-batteria), il 49 enne Gianluca Terenzi (tastiere-chitarre-cori), il 44 enne Roberto Fabbri (chitarre), il 37 enne Francesco Chiarelli (basso), il 30 enne Marco Casali (batteria),. Proporranno brani di Beatles, Janis Joplin, U2, Billy Idol, Lenny Kravitz, Tina Turner, solo per citarne alcuni. L’evento, tra le altre cose, ha uno scopo benefico, visto che l’utile sarà devoluto alla Federazione Sammarinese Sport Speciali per la partecipazione agli “Special Olympics 2019” di Abu Dhabi. Ma proviamo a conoscere meglio questi rockettari sammarinesi, ponendo qualche domanda a Roberto Moretti, detto “Moghe”.

Moghe, chi ha deciso il nome del gruppo?

«L’ho deciso io e sono stato io a fondare la band. Il nome si riferisce a Modo di Moretti, oppure più a modo, in riferimento al modo di dire in dialetto “fa a mod” , ovvero comportati bene».

Il vostro genere musicale di riferimento è il rock, giusto? Oggi esiste ancora il rock che può essere chiamato tale oppure ha subito troppe influenze dagli altri generi e si è trasformato in qualcosa altro?

«Il rock per me è sempre rock, nel senso che rock possono essere i Led Zeppelin, i Queen e li AC/DC del passato, come lo possono essere Kravitz, Imagine Dragons, Green day oggi. Le influenze chiaramente ci sono sempre state e ci saranno sempre, ma è giusto così… è l’evoluzione».

Avete realizzato qualche album in questi anni?

«Nessun album, noi ci limitiamo a fare delle cover».

Qual è il brano a cui siete rimasti più affezionati?

«Direi fra i brani che abbiamo in scaletta, “FlayAway” di Kravitz».

Cosa si dovrà aspettare il pubblico domenica?

«Vogliamo proporre uno show che diverta e coinvolga anche il pubblico. Siamo in teatro con tanti amici musicisti, 4 archi, 3 coriste e 4 solisti e vogliamo dare il massimo per questa occasione speciale, che ricordo ha anche una finalità benefica».

Quali saranno, invece, i vostri prossimi impegni?

«Per il momento ci vogliamo concentrare su questo evento, poi vedremo».

Nicola Luccarelli

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