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Morrone da Forlì, delibere finali, turisti e vaccini, Spinelli e Fratelli, il candidato che non c’è

Jacopo Morrone da Forlì con furore

Il deputato Morrone è il deus ex machina della Lega in Romagna. Decide su tutto. Convoca riunioni nel giro di poche ore, parla a nome delle altre forze politiche della coalizione, sostiene o non sostiene candidature. La prima gestione di una candidatura a sindaco, per la prossima tornata elettorale d’autunno è stata a Ravenna. Diciamo che non è venuta proprio bene. L’Onorevole leghista è riuscito a rompere la coalizione di centrodestra. Da una parte Lega e Fratelli d’Italia con l’albergatore Filippo Donati e dall’altra il candidato di Forza Italia Alberto Ancarani. Non proprio un bell’inizio. Anche a Rimini le carte per l’on Morrone stanno diventando complicate. Si trova da una parte un candidato civico già in campagna elettorale da tempo come Lucio Paesani e dall’altra la disponibilità a candidarsi di Alessandro Ravaglioli. Per come si muove, quest’ultima una candidatura concreta, confermata anche recentemente. Il centrodestra sostiene di continuare nella ricerca del salvifico Graal denominato “civico”, ma il tempo passa e le proposte sono molto limitate. Chi sarà il sindaco di Rimini proposto dal centrodestra alla fine lo decideranno il tavolo regionale e nazionale, ma già ora la matassa appare non semplice. Se spetterà alla Lega, sicuramente la sua parte storica farà il possibile per sbarrare la strada al convertito Ravaglioli. Sono incamminati, come al solito, verso una sconfitta elettorale.

Le delibere di fine mandato

Isabella Conti, candidata a sindaco alle primarie del centrosinistra, invita Virginio Merola, sindaco di Bologna, a non decidere su problemi amministrativi importanti rinviando il tutto a dopo le elezioni di autunno. In particolare la Conti è intervenuta sul passante di Bologna, opera di cui si discute da oltre trent’anni. Chiedendo: “Si abbia il coraggio di dire che la Conferenza dei servizi venga posticipata dall’estate a ottobre. Così che il prossimo sindaco non si trovi con un progetto già deciso”. Il sindaco Merola non ha risposto. A Rimini, come viene riportato dai quotidiani, analoga richiesta di selezionare le delibere da approvare a conclusione della legislatura è stata avanzata da parte di alcuni consiglieri di maggioranza. Apriti cielo. Il sindaco Gnassi è intervenuto a reti unificate a “urlare” tutto il suo sdegno per volere limitare l’attività del Comune di Rimini nelle ultime settimane di legislatura. Nulla di tutto questo da quanto ho capito. Semplicemente, non aggiungere iniziative deliberative su nuovi progetti importanti e invece chiudere le “partite” ancora aperte. Non sono poche, ad iniziare dalle manifestazioni di interesse per il parco del mare. D’altra parte la stessa Conad, che ha acquistato l’area del ex nuova questura, ha pubblicamente affermato che si parlerà del cosa fare con il prossimo sindaco. Semplice buon senso.

I turisti e i vaccini

Nell’ansia, comprensibile, di prepararsi per la prossima stagione turistica, si discute su tutto. Dopo aver archiviato le riaperture, non senza proteste ad iniziare dalle discoteche che non conoscono ancora la data di inizio attività, ora a tenere banco è la possibilità di vaccinarsi in vacanza. Lo ritengo, sinceramente un dibattito surreale: per due buone ragioni. In primo luogo, la data del richiamo la si conosce con largo anticipo e quindi si possono programmare le vacanze tenendone conto. In secondo luogo, perché la permanenza media di un turista nella nostra regione è di 3,4 giorni. Oggettivamente molto poco per organizzare una vaccinazione, con tutto quello che comporta, per i turisti e per le procedure di somministrazione. Se parliamo di turisti della nostra regione, ovviamente la cosa è più semplice, anche se non mi pare di un’utilità strategica. Soprattutto nel mese di giugno dove sono affollati soprattutto i weekend.

Domenica Spinelli trova i Fratelli (d’Italia)

La sindaco di Coriano è al secondo mandato e nel 2022 non si potrà ricandidare nella sua città. Ricordiamo che ha vinto le elezioni, nel 2012, con una lista civica. Normale che si guardi attorno per disegnare il suo futuro. La sua storia politica inizia nel 2009 aderendo al Popolo della Libertà. Una militanza che durò un paio di anni fino, a quando non si candidò appunto a sindaco di Coriano in quel 2012. Da allora ha sempre indossato il vestito della civica con simpatie alternanti. Non ha nascosto di ammirare Matteo Renzi, fino al punto di spingersi a dire di “essere più renziana di molti altri che sostengono di esserlo”. Dopo alcuni abboccamenti con il movimento del sindaco di Parma Pizzarotti, Italia in Comune, si è impegnata in un movimento civico con altri sindaci. Alle regionali del 2020 ha sostenuto la lista della Borgonzoni con un ruolo attivo di coordinatrice della sua lista. Ora, da come riporta la stampa locale, Domenica Spinelli compie un altro decisivo passo per il suo futuro. Starebbe per entrare in Fratelli d’Italia. Scelta comprensibile. Il partito della Meloni ha tanti voti e poco gruppo dirigente sul territorio. Per Mimma Spinelli un pensierino al parlamento ci sta. Difficile capire come le sue origini socialiste si sposino con il passato, il presente e il futuro di destra del partito della Meloni con il suo passato postfascista.

Il candidato del centrosinistra non c’è

Settimana intensa per il centrosinistra riminese. Lunedì si è riunita la direzione comunale del Pd di Rimini. Una riunione a distanza ma molto partecipata, come raccontano le cronache. Non si è votato, per evitare di sancire spaccature evidenti tra i Dem riminesi. Solo un accordo, più o meno accolto da tutti, sul passo indietro da parte dei due candidati Petitti e Sadegholvaad per evitare le primarie. Una richiesta avanzata pubblicamente dal presidente della regione Stefano Bonaccini e sostenuta dal segretario regionale del Pd Paolo Calvano. Un passo indietro dei due candidati per giungere ad una candidatura terza, inevitabilmente di un civico. Mentre questa soluzione è stata sempre sostenuta da Emma Petitti, non altrettanta convinzione vi è stata da parte di Jamil Sadegholvaad, che ha tenuto anche nei giorni successivi alla direzione Pd un atteggiamento ambiguo, continuando di fatto la sua campagna elettorale. L’ambiguità si è riversata anche nella riunione della coalizione di sabato, con la presenza di Calvano, dove una parte dei rappresentanti delle sigle presenti al tavolo (alcune liste civiche legate all’amministrazione Gnassi) hanno continuato a sostenere Jamil. Evidente che vi è un tentativo in corso di evitare da una parte le primarie (tutti concordi al tavolo della coalizione) e dall’altra bocciare tutte le proposte di candidature civiche per ritornare sulla candidatura di Sadegholvaad. In questo caso i sostenitori di Sadegholvaad dovrebbero fare la forzatura di un voto a maggioranza nella direzione comunale del Pd. Tutto possibile. Tuttavia chi conosce la politica sa benissimo che una forzatura di questo tipo sancirebbe una rottura, molto probabilmente insanabile, nel Pd e nella coalizione, con gravi ripercussioni sull’esito elettorale. In questo ultimo caso sarebbe, inoltre, uno “schiaffo” alle prese di posizione del segretario regionale e del presidente della Regione che si sono spesi apertamente per una candidatura terza e civica. Si vedrà cosa succede la prossima settimana.

Maurizio Melucci

Pd: Paolo Calvano, segretario regionale Emilia-Romagna

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