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Morta Anna Majani, la “regina” del cioccolato bolognese

E’ morta Anna Majani, l’imprenditrice del cioccolato a Bologna. Il commiato della Majani 1796 è sui social: “Arrivederci Signorina….rimarrà sempre nei nostri cuori”.

La vicepresidente della storica casa cioccolatiera, la più antica in Italia, è morta ieri, a 85 anni, a Bologna.

Fondata nel 1796, come evidenzia il logo, l’azienda -nota ai buongustai per la scorza e il Cremino Fiat – è tuttora a conduzione familiare, sotto la guida di Francesco Mezzadri Majani, figlio di Anna. E sono molti, oggi nei commenti sui social, a sottolineare “la fortuna di aver conosciuto una donna così speciale” che ha saputo rendere un cioccolatino di design come uno dei simboli dell’eccellenza del made in Italy.

A Cattolica il 29 giugno 2019  fu inaugurata la “Piazzetta Famiglia Majani”. Si tratta dell’area pedonale compresa fra la Passeggiata Guido Paolucci e la via Don Minzoni.

A partecipare fu proprio la signora Anna Majani che raccontò anche i legami familiari con Cattolica.

Il mio bisnonno Aldo, che era un genio, comprò verso il 1870-1880 una proprietà –  disse al tempo la Signora Anna Majani – sul porto di Cattolica che consisteva in 2 ville e una casa più piccola adibita a portineria, oltre ad un parco e un fondo agricolo. Nell’asse ereditario a mio nonno Giuseppe toccò l’Azienda, a suo figlio Arturo (zio di mio Padre) toccò tutta la proprietà di Cattolica mentre la femmina, Virginia Majani (zia di mio Padre) fu liquidata con altre proprietà. Lei successivamente si sposò e andò ad abitare a Roma. D’estate veniva a Cattolica con i 5 figli ed alloggiava nella Villa esistente, mentre il marito, Gen. Mario Stampacchia, che lavorava al Quirinale con un incarico particolare nel Gabinetto del Re, veniva di rado. Un’estate, non ricordo quale, il mio bisnonno Aldo mise a disposizione la sua villa (quella in cui alloggiava Virginia d’estate) a Guglielmo Marconi, con il quale aveva grandi rapporti di amicizia anche perché il fratellastro di Guglielmo Marconi, Luigi Vincenzo, aveva sposato Letizia Elvira Majani, nipote del mio bisnonno, dalla quale ebbe poi due figli. Questa villa è ancora esistente grazie al fatto che Guglielmo Marconi vi alloggiò. Verso gli anni ’60-65′, dopo aver venduto a pezzi la proprietà sul porto di Cattolica, Arturo vendette anche Villa Majani. Io ho continuato ad andare a Cattolica finché lo zio Arturo ha conservato la casa. Le mura sul porto, per fortuna ancora esistenti, che racchiudevano la proprietà sono ancora oggi chiamate da tutti Mura Majani”. 

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