Morte Matteo Brandimarti, Giorgia Meloni alla madre: “Faremo ddl per manutenzione piscine”
3 Giugno 2026 / Redazione
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha scritto una lettera a Nicoletta, madre di Matteo Brandimarti, il dodicenne di San Benedetto del Tronto morto la domenica di Pasqua dopo essere rimasto incastrato nel tubo di aspirazione di una vasca idromassaggio in un hotel di Pennabilli: “Non è forse giunto il momento di fare una legge seria, stringente e nazionale che controlli capillarmente l’agibilità, la manutenzione e la regolarità di tutte le strutture con piscine, parchi acquatici, terme o simili?”. Meloni ha risposto annunciando di fatto che il governo si impegnerà per l’approvazione di un ddl specifico.
La lettera era stata preceduta da una premessa. “Le scrivo questa lettera aperta non come esponente politico, né come persona esperta di palazzi o di leggi. Sono una semplice cittadina, ma le scrivo soprattutto come madre. Oggi ho deciso di metterci la faccia, di far sentire la mia voce a nome di tutti quei genitori che, come me, stanno vivendo l’inferno più grande che possa esistere: la perdita di un figlio”.
Di cordoglio in primo luogo la risposta di Giorgia Meloni.

«Ti ringrazio per la tua lettera e per il coraggio che hai trovato nel metterla per iscritto», scrive Meloni, sottolineando come nessuna parola possa davvero colmare il dolore per la perdita di un figlio. «Si tratta di una sofferenza talmente profonda da non trovare una definizione adeguata nel nostro linguaggio: qualcosa di impensabile, innaturale e inconcepibile». La premier esprime quindi la propria vicinanza a Nicoletta, al marito Maurizio e a tutta la famiglia, riconoscendo la durezza della prova che stanno affrontando.
Nel messaggio, Meloni ricorda anche le immagini del funerale del ragazzo e la lettera dedicata a Matteo, letta durante la cerimonia dal suo catechista. «Mi ha profondamente commosso – afferma – perché raccontava in modo autentico l’amore che avete sempre avuto per vostro figlio».
La presidente del Consiglio rivolge inoltre un pensiero al gesto compiuto dai genitori dopo la tragedia, la donazione degli organi del bambino. «Avete scelto di trasformare un momento di immenso dolore in una speranza per altri bambini, offrendo loro una possibilità di futuro. Anche nel buio più profondo avete dimostrato che l’amore può essere più forte della morte. Per questo siete un esempio per tutti».
Poi la premier è entrata nel merito.
“Arrivo ora al punto della tua lettera e non userò mezzi termini. Hai ragione: serve una legge nazionale che riduca al minimo il rischio che si possa morire in una piscina, com’è purtroppo accaduto a Matteo e ad altri bambini e ragazzi in questi mesi.
Oggi questa normativa non c’è e il quadro di riferimento risulta insufficiente. È necessaria una legge quadro che fissi standard di protezione uniformi su tutto il territorio nazionale e che assicuri requisiti chiari a tutela della salute e della sicurezza delle persone nelle piscine. È una questione che il Governo ha attenzionato da tempo e a cui ha dato risposta con il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 30 luglio 2025. Parliamo di un provvedimento di sistema che individua i requisiti di sicurezza, impiantistici, igienico-sanitari e gestionali, disciplina le figure professionali che intervengono nella gestione della piscina e prescrive controlli e sanzioni in caso di infrazioni.
Al momento, però, il provvedimento non ha ancora concluso il suo esame parlamentare. Ecco perché ci tengo a dirti che scriverò al Presidente del Senato La Russa e al Presidente della Camera Fontana affinché si possano trovare le condizioni per accelerare l’iter di questo disegno di legge e arrivare nel più breve tempo possibile alla sua approvazione definitiva perché, te lo assicuro, il nostro obiettivo coincide con il tuo e con quello di tutte le mamme e di tutti i papà che si stanno battendo per la medesima causa.
Faremo la nostra parte per arrivare a questo risultato. Contate su di me“.