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Morti sul lavoro a Lucca. Un riminese rischia il processo

La Procura della Repubblica di Lucca, ha chiesto il rinvio a giudizio per i presunti responsabili  del grave infortunio sul lavoro verificatosi nel centro storico di Lucca in occasione festività della “Luminaria”, il 1 settembre 2017.

In tale occasione persero la vita i lavoratori Antonio Pellegrini e Eugenio Viviani, precipitati al suolo da circa 10 metri di altezza per effetto della cessione del braccio.

La richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo riguarda Marco Milesi di Milano, Fosco Celi di Rimini e Paolo Balugani di Modena, rispettivamente amministratore delegato, presidente e direttore tecnico della ‘Oil & Steel’ di San Cesario Sul Panaro (Modena) nel 2009 quando fu acquistata la gru; per l’ingegner Francesco Corrado di Imola e per Giuliano Bicchi di Anzola nell’Emilia, responsabili delle certificazioni della piattaforma; per Sergio Rossi di Forlì e Silvano Nannetti di Castrocaro Terme, responsabili della Art Campenter di Rocca San Casciano (FC) che fornì il braccio meccanico alla Oil & Steel.

In sostanza i periti della Procura sostengono che vi fu un «cedimento per fatica» del braccio metallico, con innesco localizzato in corrispondenza di una saldatura non strutturale posta in opera per il montaggio sul braccio di alcune staffe che reggono le canaline passacavi. Un problema all’origine, dunque, dovuto a saldature non a norma operate sul macchinario, i cui metalli avrebbero alterato e indebolito l’acciaio. Non sarebbe stato tenuto «sotto adeguato controllo il processo produttivo da parte del costruttore e in particolare i processi di saldatura».

A questo punto sarà il GUP a decidere in merito al rinvio a giudizio o meno.

Foto di copertina da NoiTv

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