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Mozione Lega pro Alpini divide maggioranza in Regione Emilia Romagna

Una mozione proposta dalla Lega per impegnare il Consiglio regionale dell’Emilia Romagna “a esprimere la propria vicinanza all’Associazione nazionale Alpini riconoscendone la valenza sociale, culturale, popolare ed identitaria”, divide la maggioranza regionale.

Insieme alle consigliere di opposizione del Progetto Civico Progressista, non ha partecipato al voto anche il gruppo dei Federalisti progressisti-Partito democratico, parte dell’attuale maggioranza. La mozione è stata comunque approvata all’unanimità, con 24 voti favorevoli.

“Non partecipiamo al voto perché la mozione non contiene, nelle premesse, nessun accenno a quanto accaduto a Rimini ma esprime in maniera generica la solidarietà agli Alpini”, dice Chiara Minelli di Pcp. Per la consigliera, “si pone una questione che è strettamente connessa a dei fatti accaduti, ma di cui non si parla minimamente nel testo: come gruppo riconosciamo il valore degli Alpini, condividiamo le premesse della mozione, ma riteniamo strumentale l’iniziativa senza alcun riferimento all’accaduto”. E conclude: “Se si vuole esprimere solidarietà agli Alpini, bisogna dire perché, condannando allo stesso tempo i fatti accaduti”.

Anche il gruppo Fp-Pd condivide l’impegno della mozione ma non il modo in cui è stata esposta, che si discosta dal testo scritto presentato.

“Manifestare solidarietà agli alpini, senza formalmente prendere le distanze dall’accaduto nel documento depositato, e banalizzare riducendo il tutto a semplice goliardia e ad innocui apprezzamenti nei confronti delle donne coinvolte, è inaccettabile”, spiegano le consigliere del Progetto Civico Progressista Chiara Minelli ed Erika Guichardaz – in merito alle accuse di molestie e violenze avanzate nei confronti degli alpini durante l’ultima adunata di Rimini – motivando la loro non partecipazione al voto sulla mozione presentata dalla Lega.

Le due consigliere ritengono “inaccettabili” alcuni atteggiamenti tenuti in aula durante il dibattito: “omettere completamente la vicenda, da cui evidentemente la mozione ha preso le mosse- affermano-, è una strumentalizzazione e denota una certa malafede”. Anche il gruppo dei Federalisti progressisti- Partito democratico, a differenza dei colleghi della maggioranza, non ha partecipato al voto della mozione. Dal dibattito in aula è emersa “una mera strumentalizzazione dell’Ana”, affermano i cinque consiglieri di Fp-Pd. E spiegano: “È per il rispetto che abbiamo per il Corpo degli Alpini, per l’Ana e per le centinaia di donne che hanno segnalato di avere subìto molestie e violenze durante l’adunata di Rimini, della quale è stata fatta in aula una rappresentazione vergognosamente caricaturale, che non abbiamo creduto opportuno alimentare un dibattito che nulla aveva a che fare col testo presentato, decidendo di non sostenere la mozione firmata dal gruppo della Lega e di non partecipare al voto”.

(Agenzia DIRE)

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